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lunedì 1 settembre 2014

IL PLAYBOY 10

Lorenzo prese l'uscita che dava sul parcheggio dei taxi del aeroporto Schwechat di Vienna, un cielo azzurro e un bel sole lo accolsero anche se l'aria era fredda, in doppia fila accanto ai taxi vi era una Mercedes nera, scese una donna sui trent'anni bionda forse più alta di lui con un sorriso gioviale che le frecce segno di salire.
-Benvenuto a Vienna, signor Monti, sono a sua disposizione per tutto il tempo che si fermerà qui.
Le disse in inglese mentre le apriva la portiera posteriore. Jane aveva prolungato la vacanza fermandosi nella villa in Brianza di suo zio, lui dopo aver accettato la proposta di Mr Wright, cioè diventare il responsabile delle pubbliche relazioni del calzaturificio Marchi shoes, era dovuto partire subito per Vienna, dove stava per essere inaugurato un negozio Marchi shoes, nella zona pedonale al numero 2 di Seilergasse,
-Mi porta in Hotel, per piacere, sono al Sacher. Chiese gentilmente Lorenzo .
-Certo signore. Rispose la donna.
-Posso sapere il suo nome? Chiese Lorenzo
-Si, Alexandra, signore.
-Alexandra, le va di pranzare con me al ristorante del Sacher? dopo di che dovrei andare a dare un occhiata al negozio in Seilergasse, ovviamente offro io il pranzo.
-Certo signore. Rispose lei
Pranzarono nella sala principale del Sacher, una vero tempio del lusso una bomboniera forse il posto più Chic di Vienna, splendidi lampadari su un soffitto altissimo dipinti dell'Ottocento alle pareti, enormi tendaggi in damascato.
Alexandra le raccontò che aveva una figlia di 8 anni ed era sempre stata una moglie fedele, da un anno lavorava per questa agenzia di noleggio auto con conducente, finito il dolce al caffè, la specialità del Sacher, Lorenzo chiese il conto e con calma raggiunsero il negozio, fu accolto dal direttore Tobias Stürgkh e sua moglie Hildegard, una donna sui 40 anni piuttosto in carne ma che emanava però una forte sensualità, indossava un abito in flanella grigio molto aderente che metteva in risalto il seno abbondante e  i fianchi per la verità piuttosto larghi, le mostrarono il negozio con cordialità ed entusiasmo e lo invitarono a cena a casa loro la sera.
Lorenzo volle dare un occhiata alla lista degli invitati.
-Manca la contessa Melanie Von  Fünfkirchen. Chiese
Sono anni che non esce dalla sua dimora e rifiuta tutti gli inviti, Le rispose Il direttore.
Lorenzo prese il suo cellulare e fece una chiamata.
-Zio, ho bisogno di un piacere, dovresti chiedere alla contessa Melanie Von  Fünfkirchen Se può partecipare al inaugurazione del negozio qui a Vienna? Sai la sua presenza ci farebbe andare su molti giornali. Chiese.
-Si ci proverò. Rispose lo zio
-Jane e sempre li? Chiese in fine Lorenzo.
-Si è qui, credo si fermerà ancora per un po'.
-Ok, ci sentiamo ciao salutamela.
Mezz'ora dopo la segretaria della contessa lo chiamò per confermagli che la nobildonna avrebbe partecipato al inaugurazione e subito dopo le arrivò un sms.
"Tieniti libero questa sera, ci vediamo al Sacher. Laura.
Lorenzo le rispose.
"Dopo le ventitré, prima lavoro."

La serata con i coniugi Stürgkh fu in misto tra lavoro e serata spensierata, Hildegard nonostante i chili di troppo si dimostrò una donna simpatica e affascinate, aveva cucinato lei stessa un ottima Wiener Schnitzel, specialità della cucina Viennese, una sottile fetta di vitello impanata e fritta nello strutto. Servì lei stessa a tavola con in grazioso grembiulino bianco in pizzo legato in vita.
Verso le undici meno un quarto Lorenzo salutò e chiamò un taxi per farsi riportare in Hotel, aveva lasciato libera Alexandra dopo essersi fatto accompagnare dai Stürgkh, sul taxi per caso distrattamente infilo la mano nella tasca della giacca e trovò un bigliettino molto piccolo con su scritto. "Hildegard 333 65 73 773 call me up"
Rimase piacevolmente colpito dal invito a chiamarla da parte della signora, anche se al momento aveva altro per la testa.
Alle 11,05 entrò al Sacher, la vide subito indossava un tailleur grigio, la gonna era molto attillata metteva in risalto il ventre piatto e i fianchi rotondi, truccata con cura, scarpe con tacco 12 la una camicetta rossa maliziosamente sbottonata lasciava intravedere il reggiseno.
-Finalmente. Le disse appena si avvicinò.
-Sono solo 5 minuti di ritardo. Rispose Lorenzo sorridendo.
-Saliamo in camera tua? Propose Laura.
-Prima voglio sapere per chi cazzo lavori e come mani quando arrivi tu succedono sempre casini. Chiese Lorenzo cambiando tono della voce e con fare deciso.
-Ok, lavoro per la CIA, ultimamente ti abbiamo tirato fuori da qualche casino, mi pare, quindi potremmo chiederti qualche favore a breve, sempre ben retribuito, si intende.
-Che tipo di favore?
-Niente di che, raccogliere informazioni, avvicinare qualche persona che ci interessa, fai il lavoro giusto che te lo consente.
Lorenzo rimase in silenzio per un secondo.
-Dai su rilassati, non sarà niente di particolare, adesso saliamo in camera, sussurrò in tono dolce.
Appena entrati in camera lei si tolse la giacca del tailleur e sbottonò la camicetta, lui subito prese a succhiarle le tette, lei con la punta delle dita cominciò a sfiorarle il sesso attraverso i pantaloni, in un attimo lo senti ingrossarsi e diventate duro, lui le passò la mano tra le cosce era completamente bagnata, le prese il cazzo e se lo infilo in bocca, lo pompo per un po' poi lui la fece distendere sul letto e la penetrò con dolcezza, Laura comincio subito a gemere, fu una cavalcata lunghissima ogni volte che lei era sul punto di venire Lorenzo rallentava fino a fermarsi per poi ricominciare finché insieme raggiunsero un appagante orgasmo e Laura si senti inondare dallo sperma caldo, Lorenzo però continuava a scoparla rimanendo dentro di lei con il pene ancora durissimo, lei lo baciava appassionatamente sul collo e è sulle spalle, fino a raggiungere un nuovo orgasmo anche più violento del primo.
La mattina dopo, si svegliarono insieme, fecero colazione in camera.
-Non voglio diventare una spia, si sa che le spie hanno la vita breve. Disse Lorenzo a Laura.
-Invece le missioni che fai per i servizi segreti Italiani, quelli te la allungano? Sappiamo delle tue scampagnate con il Colonnello Testa. Ribadì acida Laura.
I due si rivestirono in silenzio, appena Laura uscì dalla camera Lorenzo prese il cellulare e compose il numero di
Hildegard.
-Volevo ringraziati per la bella serata di ieri sera. Disse in inglese.
-Da mezzogiorno alle due sono libera, possiamo vederci a casa mia? Propose subito lei senza perdere tempo.
-Ok a più tardi. Le rispose Lorenzo.

Hildegard indossava una gonna blu e una camicetta bianca molto scollata, appena lui varcò la soglia di casa lei le porse la bocca, si baciarono appassionatamente, lui le infilo la mano sotto la gonna, lei si mise a sogghignare e si inginocchio sul pavimento del ingresso per prenderò in bocca e lo prese fino in fondo, dopo poco lui la fece rialzare, sbaciucchiandosi andarono verso la camera da letto, appena entrati lui la spinse sul letto le tiro su la gonna fino alle anche poi di colpo la penetrò con forza,
-Oh si così ancora vestita come una troia è eccitantissimo, diceva a voce alta, oh si sto per venire. Urlò dopo poco mentre lui continuava a scoparla con forza finché si riversò dentro di lei che godeva rumorosamente dicendo oscenità.

C'era molta gente, un cantante, due giocatori del Sportklub Rapid Wien e sopratutto l'ospite d'onore la contessa Melanie Von  Fünfkirchen che richiamò l'attenzione di numerosi giornali, Lorenzo sempre al suo fianco perfettamente a suo agio sorrideva sereno mostrando un aria fresca e rilassata nonostante la nottata e la mattinata di sesso che aveva trascorso
Il negozio era illuminassimo da dei riflettori, un ricco buffet occupava un intero lato della boutique, Lorenzo rispondeva cordialmente in inglese alle domande dei giornalisti mettendo in risalto la sua classe innata e il suo Savoir-faire.
L'inaugurazione fu un successo, se ne parlo per giorni anche sui giornali più importanti come il Wienner zeitung e il Die presse.
Soddisfatti del successo ottenuto Lorenzo i coniugi Stürgkh le tre commesse già assunte a tempo pieno e Alexanda andarono a cenare al Karl Kolarik's Schweizerhaus nel Prater vicino alla famosa ruota panoramica affollato di turisti, verso le ventitré Lorenzo salutò tutti cordialmente e si fece portare in Hotel da Alexanda.
-Domani mattina partiamo alle otto dal Sacher per l'aeroporto Schwechat.
-Ultima notte a Vienna?
-Si
-E la vuoi passare da solo? Io sono libera, mio marito e via e la bambina e dai nonni.
-Ma non eri la donna più fedele del mondo?
-Non conoscevo te.


venerdì 1 agosto 2014

IL PLAYBOY 9


Jane non stava più nella pelle era entusiasta.
-Non vedo l'ora di conoscere tuo zio, un vero conte! Esclamò
-Langravio. Precisò Lorenzo.
-E un titolo che veniva attribuito nel medioevo ad un conte nominato direttamente dal Re, non da un suo intermediario come per esempio, Principe, Duca o Vescovo. Quindi non era soggetto al loro potere ma solo al Re e le sue decisioni erano comparabili a quelle di un Duca.
La Maserati Gran Turismo MC Stradale viaggiava veloce e sicura sulle ondulate strade collinari della Brianza.
-Anche tu sei Langravio? Chiese Jane.
-No mia mamma sposo un non nobile e perse il suo status
-Ah che peccato! Esclamò Jane
-Pazienza, succede. Rispose Lorenzo

La villa era maestosa ed elegante del diciottesimo secolo in stile barocchetto lombardo con stucchi fregi affreschi ringhiere in ferro battuto e un giardino incantevole, si poteva godere un bellissimo panorama sui laghi briantei e sulle Prealpi Comasche, anche se per mancanza di fondi molte stanze erano completamente vuote non riscaldate e da restaurare conservava intatto il suo fascino,  il cancello era aperto e Lorenzo entrò guidando fino davanti al ingresso principale, un uomo sui 70 anni elegante con un portamento fiero le andò in contro, quando fu abbastanza vicino per distinguere i lineamenti Jane notò subito che la somiglianza con Lorenzo era impressionante, in pratica era lui con 30 anni in più.
-Ti presento il quattordicesimo Langravio di Monza e Cavaliere d'onore del Sovrano militare ordine di Malta, Carlo Giovanni Enrico. Ghiringhellis de Mediolano
Pronunciò con aria solenne, Lorenzo
-Non dia retta a quel mascalzone di mio nipote, lo fa per impressionala, sono semplicemente Carlo.
Ribatté il nobiluomo in perfetto inglese.
-Zio, lei e Jane Wright, il mio capo.
Da perfetto gentiluomo di altri tempi le fece un raffinatissimo baciamano che impressionò molto positivamente la bella Americana già affascinata dal personaggio dalla nobiltà e dalla splendida cornice del luogo.

Dopo la brutta esperienza vissuta a Beirut*, dove avevano rischiato entrambi la vita, Lorenzo volle portare Jane nella villa di suo zio in Brianza per rilassarsi un po' nella quinte che la residenza offriva e anche per valutare la proposta che le ava fatto il padre di Jane, Mr Wright, diventare il responsabile delle pubbliche relazioni del calzaturificio Marchi shoes, quindi sempre in giro per il mondo ad organizzare eventi inaugurazioni di nuovi negozi, fiere, party e cocktail vari, per un playboy come lui quello era il suo habitat naturale e lo stipendio sarebbe stato ottimo, ma alla fine voleva dire anche lavorare molte ore in più con molto più impegno e quindi meno tempo per i suoi piaceri.
Furono dei giorni molto rilassanti nella villa dello zio, Lorenzo e Jane oziavano, prendevano il sole, facevano sesso, a volte la cavalcava con impeto quasi violento tra gemiti e urla di piacere a volte con dolcezza, ora che Jane aveva perso la sua verginità non vi erano più limitazioni, Jane accettava tutto, era come una bambola nelle sue mani, scopavano a lungo lei gemeva mentre lui entrava e usciva finché si scaricava dentro di lei,
Il quattordicesimo Langravio di Monza e Cavaliere d'onore del sovrano militare ordine di Malta, Carlo Giovanni Enrico. Ghiringhellis de Mediolano era un uomo molto discreto, appassionato di cavalli e come il nipote di belle donne, si vedeva poco in giro per la casa e i due amanti avevano la massima libertà di dare sfogo alle passioni d'ovunque, la servitù era ridotta all'osso sempre per via dei soldi che scarseggiavano e molto impegnata per le dimensioni della dimora, comunque tutto andava avanti con tranquillità.
La domenica passeggiarono per le vie del paese in festa, mangiando polenta, formaggi e salumi, bevendo vino bianco di Montevecchia, molto simile al Chablis, seduti ad uno stand.
Tornarono in villa nel pomeriggio, passarono dalla cucina per prepararsi un caffè e rimasero entrambi di stucco vedendo la cuoca china sul lavello della cucina che veniva presa da dietro dal Nobiluomo, mentre con la mani le massaggiava i seni prosperosi lei sussultava come se ricevesse delle scosse elettriche, i due non si accorsero neanche del loro arrivo.
Jane con immensa sorpresa di Lorenzo fece una cosa che non si sarebbe mai aspettato, andò a mettersi al fianco della cuoca anche lei china sul lavello, alzo la gonna e comincio ad ondeggiare il sedere in un chiaro segno d'invito, il Nobiluomo non ci penso due volte uscì dal sedere della cuoca e subito si incollò alle sue natiche la penetrò con un colpo secco e cominciò il suo va e vieni mentre la cuoca massaggiava le tette a Jane poi le infilo le dita nella vagina mentre con l'altra mano apriva le natiche per agevolare l'entrata di Carlo, l'Americana cominciò ad urlare di piacere, lo zio di Lorenzo al improvviso uscì dal suo sedere la giro e comincio a leccarle i seni mentre lo infilava nella figa, la scopò con entusiasmo e dopo qualche minuto finirono per godere insieme in preda ad un  orgasmo violento.
Subito la cuoca prese in bocca l'uccello del Nobiluomo e con devozione comincio a ripulirlo, Lorenzo guardò la scena immobile senza scomporsi, non si aspettava quella vitalità da suo zio.

Alle sei del pomeriggio era tutti e quarto seduti sulla terrazza a prendere un aperitivo, chiacchierando del più e del meno, la cuoca dopo aver guardato l'orologio si alzò dalla sedia dicendo.
-Devo andare a preparare la cena.
Proprio nel moneto in qui suonò il cellulare di Lorenzo.
-Good evening Mr. Wright, I thought about it and decided to accept his proposal.
Rispose Lorenzo.
La vacanza era finita.

* Vedi episodio Il playboy  8

martedì 1 luglio 2014

IL PLAYBOY 8

Il viaggio fino a Beirut era stato fantastico, prima classe sul 747 dell' Air France comodissimo, cibo buono, attenzioni della hostess e champagne.
Lorenzo era abbronzato da un soggiorno a Saint-Moritz, in perfetta forma fisica, sobriamente elegante come sempre, con un abito sartoriale 100% cotone beige, a Beirut le aziende calzaturiere più prestigiose
Presentavamo in anteprima a le collezioni mirate per il mercato Libanese,  la Marchi shoes, azienda calzaturiera di Varese dove lavora come rappresentante di recente acquistata da John Wright, imprenditore Statunitense era presente.
I paesi emergenti come quello Libanese, permettevano di andare avanti nei momenti di crisi.
Seduta al sedile a fianco al suo, Jane la figlia di Mr Wright,
Sonnecchiava tranquilla, indossava un elegante tailleur di Chanel, camicetta bianca, calze nere scarpe col tacco alto di coccodrillo, insieme avevano passato una splendida settimana sulle nevi di Saint-Moritz.
La sera prima l'aveva presa dietro affondando dentro di lei fino a farle raggiungere l'orgasmo gridando di piacere, poi mentre lui si stava facendo la doccia, lei apri la porta della cabina in biancheria sexy.
-Ho voglia ancora. Disse aprendosi le chiappe con le mani e piazzandole il sedere contro il suo uccello, lui nuovamente gli è lo infilo fino in fondo mentre con una mano le accarezzava la vagina, dopo poco ricomincio a gridare di piacere, dopo essere venuta, si giro e si strinse al suo corpo, si baciarono a lungo, poi la faccia di lei scese fino al sesso di lui lo inghiotti e lo succhio divinate, la ragazza trentenne unica figlia di John Wright voleva arrivare vergine al matrimonio, e quindi concedeva al playboy solo il lato b e le faceva favolosi pompini con ingoio.
Mezz'ora dopo erano sdraiati a letto, lei con voce suadente disse.
-Perché non ci sposiamo? Lo so che muori dalla voglia di scoparmi se mi sposi non ci saranno più problemi.
-Non sono portato per il matrimonio. Rispose Lorenzo
-Diventeresti un uomo ricco.
-Guido una Maserati Gran Turismo MC Stradale, un auto che fa i 300 al ora Sono già un uomo ricco. Rispose
-Con discrezione potresti anche continuare ad avere delle amanti occasionali. Insistette lei.
-Non offenderti ma proprio non ho intenzione di sposarmi.
Le aveva risposto secco.
Lei si era zittita e poco dopo si addormentarono.

I' esposizione si svolgeva al Hotel Riviera situato sul famoso lungomare di Beirut, ma Lorenzo e Jane avevano preso una camera al Four Seasons Hotel, posto in una posizione centralissima a pochi passi dall' Edificio del Parlamento del Libano, e altri luoghi d'interesse come Piazza dei Martiri, Moschea di Mohammed Al Amin.
Jane era stata silenziosa tutto il tempo, probabilmente se l'era presa a male per il netto rifiuto di Lorenzo alla sua proposta di matrimonio.
Appena entrati nella lussuosa camera dotata di balcone con vista sulla città e sul mare, Lorenzo si lasciò cadere sul comodo letto con lenzuola in coltone e piumino.
Senza dire una parola Jane si inginocchiò sul pavimento e gli è lo prese in bocca con una dolcezza e una docilità mai vista prima, per prolungare al massimo il piacere di Lorenzo ogni tanto si arrestava e poi riprendeva piano piano a leccarglielo, stava in una posizione decisamente scomoda ma non aveva fretta, poi cambio ritmo e lo inghiotti fino in gola accelerò finché Lorenzo esplose e lei bevve tutto.

Pranzarono alla Marina vicino al Four Seasons, fu lì che Lorenzo vide un volto conosciuto in mezzo alle numerose donne eleganti che passavano, subito si preoccupo, "Guai in vista" pensò. Fece finta di niente e continuo la discussione sulle nuove collezioni con Jane.
Finito di pranzare dopo aver pagato il conto, sali le scale per rientrare al Four Seasons, mentre Jane decise di fare due passi per smaltire il pranzo.
Nella hall del hotel se la ritrovo davanti, Laura Barri che indossava ancora il "Suo vestito da troia" come lo aveva defunto lei stessa, un abito molto provocante con una scollatura da brivido.
-L'ultima volta che ci siamo visti non mi hai dato neanche il tempo di ringraziarti per avermi salvato la vita, come mai a Beirut?
-Questa volta e la tua fidanzatina che rischia e dobbiamo proteggerla.
- Dobbiamo chi?
Laura apri la borsetta. Senza risponderle
-Prendi questa e non lasciarla sola nemmeno un momento  finché non rientrate in Europa, era una Glock 17 con caricatore a quindici colpi, Lorenzo la prese senza dare nel occhio e la infilo nella cintura sotto la camicia.

Divento l' ombra di Jane seguendola dovunque andasse, tenendola d'occhio anche quando andava in bagno, sempre a al suo fianco sia al esposizione nel Hotel Riviera, sia nei vari cocktail a qui parteciparono.
In camera poi fecero diverse battaglie sessuali, Jane si esibiva anche in provocanti spogliarelli solo per lui, di solito dopo le faceva un pompino, poi improvvisamente una sera dopo averglielo succhiato e aver mandato giù tutto, mentre si era rilassato, Jane le disse che avrebbe fatto tutto con lui se lui voleva e che era arrivato il momento di perdere la verginità.
Lui l"afferro e la trascino sul letto e un secondo dopo la penetrò con un colpo secco, a lei sfuggì un gridolino di dolore ma lui inquirente continuo a scoparla spingendolo sempre più in fondo, mentre lei gemeva e emetteva gridolini di piacere finché la fece godere più volte, quando lo tiro fuori si fece ripulire con la lingua, poi lui la strinse e la bacio con dolcezza e a lungo tenendola tra le braccia.

Stavano andando al aeroporto su di un taxi, Lorenzo aveva accumulato molta tensione, era sempre stato in guardia dopo quelle che le aveva detto Laura, stava già pensando come liberarsi della pistola che le aveva dato prima di passare i controlli doganali, quando si accorse che due moto Honda stavano seguendo il loro taxi, su ognuna delle due vie erano due uomini.
Man mano che uscivano dal centro abitato Lorenzo sentiva crescere la tensione sapeva che qualcosa stava per succedere, prese il cellulare, provo a chiamare Laura, nessuna risposta, le mando un sms, "help" scrisse, ma nessuna risposta.
-Tutto bene? Hai una faccia strana. Chiese Jane.
-Stai pronta se ti dico giù, buttati sul pianale del auto e stai lì senza muoverti. Le rispose Lorenzo.
-Ma cosa succede? Chiese.
Le moto si stavano avvicinando sempre di più, Lorenzo tiro fuori la pistola e controllo il caricatore.
Quando vide un auto messa di traverso sullo stradone e le due moto avvicinarsi capì che era il momento, il passeggero sulla prima moto fece per estrarre la pistola. Lorenzo gridò "Giu" a Jane e la spinse sotto il sedile con una mano mentre con l'altra sparò al conducente della prima moto che colpi e fini fuori strada intanto mentre si avvicinava l'auto messa di traverso il passeggero della seconda moto cominciò a sparare, il tassista inchiodo la vettura per non travolgere l'auto ferma, Lorenzo rispose al fuoco, da dietro l'auto ferma uscirono tre uomini con i Kalashnikov, Lorenzo riuscì a ferirne uno e colpire il passeggero della seconda moto, ma ormai aveva esaurito il 15 colpi del caricatore, sarebbe stata la fine se non fosse sbucato dal nulla una terza moto proveniente la lato opposto con due persone a bordo, che in pochi attimi risolvete la questione freddando tutti gli uomini del commando.
Il passeggero della moto scese mentre il conducente riparti a forte velocità, si tolse il casco, era Laura Barri.
-Ah il mio angelo custode! Disse Lorenzo.
Laura si mise alla guida delta taxi spingendo via il tassista
e parti sgommando verso l'aeroporto.
Avvisò col cellulare che stava arrivando e le fù aperto un cancello secondario in modo potesse entrare e arrivare su di una pista di decollo senza neanche rallentare.
Fermò la vettura sotto la scaletta del Falcon della CIA, che decollo dopo 5 minuti con destinazione Londra.

domenica 1 giugno 2014

IL PLAYBOY 7


Seduto al tavolino esterno del bar, Lorenzo Monti stava mangiando un toast e bevendo una birra, diede un occhiata  al suo Piaget Altipiano Petit Second con cassa in oro bianco che portava al polso, erano quasi le due. Alle tre doveva essere dal altra parte di Milano da un cliente, meglio sbrigarsi pensò.
Fu in quel momento che vide scendere da un una lancia blu Lionello Testa il suo colonnello di quando era nel 9 Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin"a Livorno presso la caserma "Vannucci"
Era stato il suo comandante in Somalia nel operazione Restore Hope, e in Ruanda nel Operazione Ippocampo.
La vita di Lorenzo Monti non era stata sempre una vacanza spensierata a tranquilla.
Aveva affrontato marce zavorrate in uniforme da combattimento e zaino da 20 kg sulle spalle, test di acquaticità, nuoto in superficie e voga, percorsi sotterranei per sviluppate le capacità di autocontrollo in ambienti claustrofobici.
Aveva superato i corsi di sopravvivenza, evasione, fuga, resistenza agli interrogatori, maneggio esplosivi, combat medic "tecniche di primo soccorso sul ferito" mobilità anfibia, subacquea, riconoscimento mezzi e materiali, paracadutismo con la tecnica di caduta libera, addestramento alpinistico, sciistico e di lingua inglese importantissimo per le missioni al estero e collaborazioni internazionali oltre naturalmente alle tecniche di combattimento.
Aveva rischiato la vita in Somalia e in Ruanda, per questo ora le sembrava tutto una passeggiata.
Il colonnello si diresse verso di lui era in Borghese, si era congedato al improvviso poco prima di Lorenzo, per entrare nei servizi segreti, nonostante avesse passato i 60 anni era un uomo ancora molto vigoroso dal portamento fiero e il fisico possente.
-Monti. Lo chiamò con la sua voce profonda.
Lorenzo si alzo in piedi di scatto.
-Colonnello che piacere vederla. Disse tendendole la mano e rilassandosi. Il colonnello le strinse la mano sedendosi al tavolino mentre le faceva il gesto di sedersi.
-Ti stai godendo la vita ragazzo! Ti ho visto anche sulle copertine dei rotocalchi.
Si riferiva ad una foto di un paio di anni prima scattata al tradizionale galà dopo il rally di Montecarlo dove Lorenzo faceva il baciamano a Charlotte di Monaco, foto che le aveva dato un importante alloro mondano internazionale.
-Vengo subito al sodo, dobbiamo trattare per la liberazione di due operatori umanitari, rapiti in Siria Per tanto abbiamo bisogno di poter offrire una contropartita, dobbiamo prelevare un uomo importante di al qaeda che si trova al Cairo a quel punto potemmo scambiarlo con gli ostaggi.
Sto mettendo in piedi una squadra, tu sei della partita ? Ci sono 800.000 dollari per te che ti verranno versati dove vuoi.
-Dobbiamo chi, Il S.S.M.I ?
Chiese Lorenzo.
-Adesso si chiama A.I.S.I agenzia informazioni e sicurezza interna.
Ovviamente come al solito questa non è una missione ufficiale se qualcosa dovesse andare storto nessuno vi conosce e saranno solo problemi vostri
Rispose il colonnello.
-Ovviamente. Ripeté Lorenzo.
-Si parte tra tre giorni, domani mattina alle 8 dovrai darmi la risposta definitiva.
Lorenzo aveva già partecipato un paio di volte a operazioni tipo queste, rischiosissime ma ben retribuite.

Un paio di ore dopo a bordo della sua Maserati Gran Turismo MC Stradale, per le vie di Milano Lorenzo era ormai convinto a partecipare alla missione, il cliente che aveva visitato stava per chiudere per via della crisi e in oltre lo aveva già informato che non sarebbe riuscito a pagare le forniture precedenti, un altro brutto colpo per il suo prestigio lavorativo e per le sue finanze.
Decise di passare la serata in un American bar nella zona sud di Milano dove si può gustare anche una buona cucina texana e messicana e dei favolosi cocktail, un ambiente raccolto e tranquillo.
Stava gustando il suo primo cocktail a base Mojito con menta, zucchero di canna, lime spremuto, ghiaccio tritato, rum scuro, quando vide entrare Laura Barri, come al solito in gran forma, non molto alta 1 e 65 circa capelli neri  riccioli e occhi scurissimi, fianchi armoniosi sedere da modella terza di reggiseno,fisico tonico, si conoscevano da tempo, avevano frequentato lo stesso corso di paracadutismo con la tecnica di caduta libera, qualche anno prima, quando lei stava per entrare nei N.O.C.S. "Teste di Cuoio" della polizia di stato e lui era nella Folgore.
Indossava un abito molto provocante, spalle nude e scollatura molto profonda che lasciava intravedere il reggiseno, la parte inferiore quasi trasparente.
-Che eleganza! Le disse Lorenzo.
-Ti piace il vestito da Troia che mi sono regalata? Chiese lei.
-Sono già arrapato ! Rispose lui.
- Ceniamo insieme? Chiese Lorenzo.
-Volentieri. Rispose lei.
Appena seduti al tavolo Laura fece scivolare la mano sotto il tavolo e subito cominciò a massaggiare la verga sopra i pantaloni, poi gli è lo tiro fuori e comincio a masturbarlo lentamente.
-Che piacere sentirtelo diventare progressivamente duro. Sussurro.
-Andiamo a casa tua dopo? Chiese Laura
-Anche subito, per me possiamo saltare la cena. Le rispose lui.
Mezz'ora dopo, entravano nel appartamento di Lorenzo
In corso Vercelli.
Un secondo dopo, Laura si era già tirata su il vestito fino ai fianchi e tolta le mutandine, lui la prese fra le braccia sbattendo il suo pene contro il sesso di lei, Laura si lasciò scivolare per terra sul tappeto del ingresso, lui sopra la penetrò immediatamente mentre le baciava i seni con foga, il ritmo aumentava freneticamente finché arrivò un orgasmo violento per entrambi.
Appena si ripresero stapparono una bottiglia di Moet & Chandon che finirono in poco tempo poi lui ricominciò ad accarezzarle i seni usando la punta della lingua, lei subito si bagnò di piacere, infilò la lingua fra le labbra umide della vagina, dopo poco fu lei a prendere in mano il pene e dirigerlo verso la sua fessura bagnata, lui cominciò a scoparla, lei le agganciò le gambe intorno alla vita come ad impedirle di tirarsi indietro, andarono avanti così per moltissimo tempo finché Lorenzo eiaculò abbondantemente dentro di lei, e esausti si addormentarono.
Verso le due di notte, Laura che si era svegliata, insaziabile gli e lo prese in bocca e le fece un pompino mentre lui era beato nel dormiveglia ma il suo pene era splendidamente eretto, dopo con passione lo ripulì con la lingua poi le portò ancora un bicchiere di Moet & Chandon che Lorenzo bevve tutto in un sorso e subito dopo crollò in un sonno profondo.                                                 Quando si risvegliò era legato alla sponda del letto con delle corde molto robuste.
-Laura, liberami che scherzi sono? Disse con la voce impastata e la testa che gli faceva un male allucinate.
Lei era vestita come la sera prima e stava seduta sulla poltrona della camera.
In quel momento senti suonare il cellulare, guardò la sveglia era le otto precise.
-Laura che cazzo, dai liberami devo rispondere è importante. Disse Lorenzo con tono fermo e deciso.
È proprio quello che devo impedirti di fare, non devi partecipare a quell' operazione, ti sto salvando la vita. Disse.
Dopo qualche secondo il cellulare di Lorenzo smise di suonare,
-Come fai a sapere che mi hanno proposto un lavoro?
Chiese Lorenzo.
-Vado a preparati la colazione. Disse Laura andando in cucina, senza rispondere alla domanda.
Dopo circa un quarto d'ora tornò con un vassoio in mano sopra c'era del caffè, le sciolse i nodi liberandolo.
Lorenzo afferrò il telefonino, richiamò il numero che lo aveva chiamato, ma una voce registrata diceva "Numero Inesistente" Riprovo 5 o 6 volte ma niente da fare sempre la stessa risposta registrata "Numero Inesistente."
Laura usci di casa di soppiatto senza quasi che Lorenzo se ne accorgesse.
Una settimana dopo su tutti i giornali si leggeva la notizia.
"Cinque Italiani uccisi al Cairo in uno scontro a fuoco"

giovedì 20 marzo 2014

PLAYBOY 6 l' Inganno

Lorenzo e Sylvie tornati a Milano dopo la loro vacanza Parigi, fecero davvero coppia fissa, partecipavano anche ai cocktail e gli eventi insieme, a volte con Franco a volta da soli.
Spesso passavano loro due soli week end lunghi a Londra nell'appartamento di Pont Street, divennero molto affiatati a volte sembravano addirittura marito e moglie.
Dopo 6 mesi che stavano insieme Sylvie si era dimostrata davvero una brava amante spesso anche docile e pronta a soddisfare le voglie di Lorenzo ma non le aveva ancora concesso la sua verginità anale, Franco impaziente chiedeva spesso a Lorenzo se la cosa era avvenuta, anche se ormai a Sylvie non si concedeva quasi più al marito, solo raramente una scopatina veloce, più una sveltina che una vera scopata, quelle ormai le faceva solo con Lorenzo.
Un sabato pomeriggio quando erano nella casa di Londra, Lorenzo si stava rilassando sul divano mentre Sylvie stava preparando una cena per la serata con alcuni amici, intanto che cucinava faceva anche altre faccende di casa con in dosso un grembiule da casalinga per non sporcare l'elegante abito firmato che indossava, un vestito molto castigato ma a Lorenzo che la guardava intenta nelle sue faccende aveva provocato una potente erezione.
Si avvicinò a Sylvie, le prese in mano le tette e comincio a stuzzicarle i capezzoli, poi infilò una mano sotto la gonna e cominciò a massaggiarla attraverso lo slip di seta, lei emetteva dei gemiti ad un certo punto inaspettatamente Sylvie andò a mettersi inginocchiò al bordo del sofà, sollevò la gonna in modo da scoprire le natiche e le disse piano.
-Fammi tutto quello che vuoi.
Lorenzo Non ci pensò sopra si avvicinò libero il pene senza neanche togliere i pantaloni, lei era lì in attesa con le reni inarcate, la penetrò  con un colpo solo arrivando fino in fondo lei fece un grido soffocato di dolore poi Lorenzo le afferro i fianchi e comincio a muoversi avanti e indietro.
Sylvie emetteva qualche gridolino di dolore ma agevolava la sua azione con piccoli colpi di anca, dava un idea così perversa con la gonna tirata su in quel modo che Lorenzo dopo poco esplose dentro di lei, appena si ripresero lei le chiese se era soddisfatto, lui rispose che lo era pienamente.
-Non sai per quanto tempo Franco me lo ha chiesto, ma non ho mai voluto, non ho mai ceduto, da un po' volevo farlo con te ma non avevo il coraggio di chiedertelo. Le disse.
-Perché non ci facciamo una foto col tablet e la spediamo a Franco, secondo me sarebbe contento del fatto che ti sei sbloccata. Propose Lorenzo
-Ma sei matto si arrabbierebbe da matti "perché a te si e a lui no si chiederebbe"
-Non credo e stato lui a spingerci uno tra le braccia del altro dopotutto.
-Ma si hai ragione, così impara a voler diventare cornuto.
Rispose sorridendo maliziosamente Sylvie.
Lorenzo si posizionò dietro Sylvie e si attacco al suo sedere, lei aveva ancora su il grembiule e la gonna alzata come pochi minuti prima quando avevano consumato l'atto sessuale, Lorenzo scattò la foto con l'autoscatto e poi la spedì via e- mail a Franco.
Dopo pochi minuti arrivò la risposta di Franco sempre via e-mail "Grazie."

Il Martedì mattina seguente rientrando da Londra Sylvie trovò la serratura di casa cambiata, chiamò Franco sul cellulare ma non le rispondeva, provò in ufficio ma la segretaria le disse che era fuori per lavoro, chiamò allora Lorenzo che andò a prenderla sotto casa e la portò nel suo appartamento.
Anche lui tentò di chiamare Franco ma niente a metà mattina invece le arrivò la telefonata di Mr. Wright, infuriato, perché l'azienda a causa sua aveva perso un importante cliente, Franco Sala, appunto.
Lorenzo dovette sorbirsi la sfuriata senza parlare e chiedere anche scusa al suo capo, per lui fu una cocente umiliazione anche per il fatto di essere stato usato e fregato.
La mattina dopo Sylvie fu chiamata dal avvocato di Franco, il quale la informò che suo marito aveva chiesto la separazione e che non le conveniva avanzare richieste economiche perché avevamo delle prove schiaccianti del suo tradimento e le mostro la foto più che eloquente che si era fatta con Lorenzo a Londra.
La sera nel appartamento di Lorenzo in corso Vercelli, Sylvie si lasciò andare ad una crisi di pianto, Lorenzo la prese tra le sue braccia e la consolò.
Poi si baciarono a lungo finché Sylvie scese con la bocca fino al suo sesso, lo inghiotti e lo succhiò divinamente fino ad inghiottire il suo sperma.
-Adesso ti prego scopami. Le disse lei
Lorenzo la prese con foga mentre le succhiava i seni poi venne godendo dentro.
La mattina dopo Lorenzo trovò un biglietto sul tavolo della cucina.
"Torno a casa a mia a Parigi, grazie di tutto, ciao."

lunedì 10 marzo 2014

Il Playboy 5 “Sylvie”

La moglie di Franco era stata una modella, non una top model ma aveva comunque fatto parecchie sfilate e qualche servizio fotografico a 35 anni era ancora bellissima, anzi era migliorata perché senza l'assillo della passerella era ingrassata di qualche chilo sparatutto nei punti giusti.
Insomma Sylvie era davvero una bella donna, Francese, nata a Parigi, alta 1 e75 con la terza di reggiseno e una 44 di taglia, camminava con un leggero ancheggiare di gran classe,sempre vestita in modo provocante ma mai volgare, parlava un buonissimo Italiano con un forte accento Francese.
Franco in confidenza aveva raccontato a Lorenzo che era molto brava a letto, faceva di tutto ma non accettava assolutamente la sodomia.
-Tu che sei in grado di sedurre qualsiasi donna, perché non provi a convincerla. Le disse. Una sera durante un ricevimento.
Lorenzo rimase spiazzato, non sapeva cosa rispondere, Franco era sicuramente il suo più importante cliente, non poteva correre il rischio che si offendesse dal altro lato era molto attratto da sua moglie.
-Mi stai sopravvalutando, caro Franco. Rispose.
-In sei anni di matrimonio io non l'ho mai convinta e dice orgogliosamente di essere ancora vergine da quel lato, secondo me se tu ci riesci poi lo fa anche con me. Franco aveva assunto un aria seria.
-Caro Lorenzo hai capito che ti sto dando carta bianca con mia moglie e questo non pregiudicherà i nostri rapporti d'affari, anzi sto per aprire altri negozi in diversi centri commerciali, il che significa che venderò ancora più scarpe e le tue provvigioni aumenteranno.
-Be allora se è per una buona causa, sono pronto a mettermi d'impegno. Ribadì, col sorriso sulle labbra in tono scherzoso.
Che strana la vita e che strane le donne pensò Lorenzo tra sé, Jane la figlia di Mr Wright, al contrario le aveva concesso subito il suo lato B, ma non voleva saperne di fare l'amore nel modo più classico del termine perché voleva arrivare vergine al matrimonio, Sylvie invece si manteneva vergine dietro, Franco sperava che poi lo avrebbe fatto anche con lui, di certo Franco conosceva poco le donne. 

"Lorenzo Monti è un  inguaribile  playboy , ha quaranta anni ed è un uomo affascinate, scapolo, un tipo virile, brillate, sa conquistare, e soprattutto sa godersi la vita, sa come scandire le sue giornate a ritmo del divertimento dello sport senza rendersi schiavo del lavoro e della rutine.
Vive a Milano in un elegante condominio di Corso Vercelli.
Fa il ripresentante di una prestigiosa azienda calzaturiera.
I suoi risparmi saggiamente investiti le garantiscono un buon reddito.
Possiede anche un bel appartamento a Londra che il suo orgoglio,
situato a Pont Street nell' elegante quartiere di Knightsbridge vicino ad Hyde Park e naturalmente nei pressi dalla London by night più esclusiva."

Da qualche mese è tornato da New York dove ha avuto un importante incarico, lanciare sul mercato Americano la Marchi shose, prestigiosa azienda calzaturiera di Varese dove lavora come rappresentante di recente acquistata da John Wright, imprenditore Statunitense.

Sylvie con un abito blu di seta che le aderiva al corpo in modo perfetto, si muoveva tra gli ospiti facendo da perfetta padrona di casa come se stesse su di una passerella, camminava ancheggiando, con il busto eretto e la testa alta portava i capelli sciolti sulle spalle nude, gli uomini la mangiavano con lo sguardo.
Lorenzo si avvicinò, notò subito che attraverso il vestito trasparivano i capezzoli, si accorse che faceva fatica a distogliere gli occhi di dosso.
-Sylvie, come stai ti trovo in splendida forma. Le disse mentre si baciavano sulle guance due volte come si usa in Francia per un affettuoso saluto.
-Anche tu stai benissimo, ho saputo dei tuoi successi lavorativi in America. Rispose affabile come sempre.
-Ho visto che Franco ti aveva già monopolizzato, immagino a parlare di lavoro, non fa altro che parlare d'affari ultimamente.
-In un cero senso si, ma adesso basta lavoro e godiamoci la serata, anzi devo chiederti un consiglio, tra 15 giorno andrò a Parigi è troppo tempo che non la frequento, dammi qualche dritta sui posti da frequentare in questo periodo.
-Bien sùr, il sera un plaisir. Disse, sorridendo
-Très bien, merci, mon chèrì. Le rispose lui.
-Anzi perché non mi accompagni? il mio Francese è un po' arrugginito.Disse
Sylvie, fece una faccia prima perplessa e poi pensierosa.
-Potrei approfittarne per fare una visita ai miei, ma non credo Franco sia d'accordo.
-Se lo convincessi io?
-Te ne sarei grata per sempre.
-Va bene ci proverò, vedrai che ti stupirò. Disse Lorenzo sfoderando il suo sorriso da canaglia che faceva impazzire tutte le donne.
Lorenzo, si rese conto che desiderava davvero quella donna anche dal fatto che le era bastato intravedere i sui capezzoli attraverso il vestito per provocarle un eiezione intensa.

Tornato dal' America con i soldi guadagnati per il buon lavoro fatto, Lorenzo si era comprato una Maserati Gran Turismo MC Stradale, un gioiello di gran stile Il motore 4.7 V8 aspirato erogava fino un totale di 460CV una velocità con punta massima di 303 km/h e 4,5 secondi per passare da 0 a 100 km/h.
Un giocattolino costoso da 160.000 ero circa, con un consumo medio di 14,5 litri ogni 100 km, ma se l' era guadagnato lavorando duramente.
Ne era giustamente fiero e in oltre giovava anche per le sue conquiste femminili, di certo Sylvie non era una donna che si faceva impressionare dal automobile ma gusto e stile quelli si è Lorenzo Monti ne aveva da vendere, non le era certo quindi indifferente ma era una donna che era sempre stata fedele al marito e persino prima di sposarsi quando faceva la modella aveva avuto un solo fidanzato per diversi anni e prima ancora solo un fidanzatino ai tempi del liceo.

Un paio di sere dopo Sylvie rimase sorpresa quando Franco le disse che poteva andare tranquillamente a Parigi con Lorenzo, la sua fama di playboy era nota in tutta la città, strano che un marito anche se non geloso come Franco acchetasse una cosa simile.
-Sai che sicuramente cercherà di sedurmi.
Disse Sylvie al marito.
-Si ma tu non cederai vero?
-E chi lo sa, con un uomo come Lorenzo, ma!
-Be se devo diventare cornuto meglio esserlo con uno come Lorenzo che almeno non si lega e non ti porterà mai via da me.
-Amore vieni qui. Le disse Sylvie avvicinandosi, poi i due si baciarono e si sdraiarono sul talamo nuziale, dove fecero l'amore lentamente in modo romantico e dolce

Lorenzo avvivo a prendere Sylvie sotto casa alle otto del mattino, lei indossava un tailleur con lo spacco, aveva le gambe inguainate nei collant neri, il playboy provò un brivido, fu un viaggio veloce e rilassante a bordo della Maserati Gran Turismo MC Stradale, con una colonna sonora favolosa, e una piacevole conversazione tra i due
Per un intera settimana si frequentarono e si godettero Parigi come due semplici amici, ridendo scherzando frequentando i migliori locali della città Lorenzo fece con eleganza da cavalier servente, passo anche parecchie ore con i genitori di Sylvie.

-Sono arrabbiata con te, una settimana a Parigi e non ci hai minimamente provato. Disse Sylvie in tono scherzoso ma con una certa malizia, l'ultima sera sul ascensore del hotel.
Lorenzo senza parlare le strinse i segni le diede bacio furioso, dopo una attimo senti la lingua di lei che iniziava a partecipare, Sylvie le strinse le braccia intorno al collo, mentre lui palpava con avidità il suo seno
Lei si abbandono con un sospiro che esprimeva soddisfazione, lui fece scivolare la mano sotto la gonna.
-In camera mia. Sussurro Sylvie mentre l'ascensore si apriva, un attimo dopo erano nella sua suite, fu lei a portare dietro il braccio e con una mano fece scivolare il vestito giù dalle spalle, lui le si appiccicò  addosso spinse in avanti il ventre e la spinse sul letto, febbrilmente si spoglio, il suo pene era sul punto di esplodere con un colpo secco la penetrò cominciando a muoversi freneticamente dentro di lei con le mani le stringeva le natiche lei accelerò il ritmo della cavalcata finché i due persero ogni controllo e insieme ebbero un violento orgasmo.Si fecero portare dello champagne in camera, Lorenzo le racconto che era stato Franco a chiederle di sedurla, ma che lui era terribilmente attratto da lei e anche senza la strana richiesta di suo marito ci avrebbe provato ugualmente con lei.-Vorrei fare sul serio con te, nel senso che se tu vuoi potrei essere il tuo amate fisso. Le disse.–Si Franco se lo merita proprio. Vedrai che ti stupirò come amante. Rispose lei.





venerdì 21 giugno 2013

IL PLAYBOY A NEW YORK

“Lorenzo Monti  ha quaranta anni ed è un uomo affascinate, scapolo,un tipo virile, brillate, sa conquistare, sa come scandire le sue giornate a ritmo del divertimento dello sport senza rendersi schiavo del lavoro e della rutine.

Vive a Milano in un elegante condominio di

Corso Vercelli e si gode la vita alla grande.
fa il ripresentante di una prestigiosa azienda calzaturiera.

I suoi risparmi saggiamente investiti le

garantiscono un buon reddito.

Possiede anche un bel appartamento a Londra in Pont Street nell’ elegante quartiere di Knightsbridge a due passi da Hyde Park e naturalmente vicino alla London by night più esclusiva.”

Da qualche mese si trova a New York dove sta curando il lancio sul mercato Americano della Marchi shose, la prestigiosa azienda calzaturiera dove lavora come rappresentante, dopo una lunga trattativa, il vecchio proprietario ha venduto Tutto a John Wright, imprenditore statunitense, garantendo per se e per i suoi figli una pensione dorata, ma Giuseppe Marchi il vecchio proprietario aveva pensato anche ai suoi dipendenti esigendo nel contratto che tutta la produzione sarebbe stata a Varese ameno per cinque anni.
 Jane “Wright” la figlia del ricco uomo d’affari ha un debole per Lorenzo e già al loro primo incontro le si era concessa anche se non in modo totale, in quanto la ragazza è decisa a rimanere vergine fino al matrimonio. 
Lorenzo è nel suo ufficio nel Financial district della Lower Manhattan, dove sta organizzando il lancio pubblicitario, Anny la sua segretaria, una stupenda ventiseienne di colore che le ha sempre dato l’idea di una pantera nera soprattutto per via dei suo occhi scurissimi, lo avvisa che c’è in linea la “Signora Jane Wright”.                                              
-Sto arrivando a farti un po’ di compagnia. Lo informa.                                                                                                                  
-Bene ti aspetto.
Le risponde.                                                    
Dopo circa mezzora Jane, entra nel suo ufficio, appena la vede con indosso una gonna nera con un leggero spacco laterale che fa intravedere gli autoreggenti, una camicia bianca stretta che mette in risalto le forme,  è già eccitato, le si avvicina e la prende tra le braccia la fa appoggiare alla scrivania e le mette la mano sotto la gonna aprendole le gambe, Jane si stimola molto con i suoi modi decisi ma non bruschi, Lorenzo le passa la mano nella fighetta completamente bagnata e disponibile. Comincia a leccarla da sopra le calze e sale fino ad arrivare al orlo degli autoreggenti, la sta facendo impazzire di desiderio. 
Sale con la lingua fino al altezza del linguine, Jane comincia a gemere, lui le succhia i suoi umori mentre le mani le stringono i seni, Jane ha il primo orgasmo e con le mani lo tiene incollato al suo linguine e spinge il bacino verso di lui in modo da farlo entrare il più possibile, Jane sta ottenendo un grande piacere, comincia a dimenare il sedere le arriva un altro orgasmo questa volta ancora più intenso, Lorenzo si stacca e indirizza il pene verso la su vagina.
-No! No! Mormora lei.
-Lo sai che devo rimanere vergine per mio marito.
Poi le si inginocchia tra le sue gambe e comincia a masturbarlo con il suo seno, dopo un po’ capisce che sta per venire, china la testa e socchiude le labbra, comincia a leccarle la cappella, con una mano le massaggia i testicoli tenendo l’altra sul pene, lui viene nella sua bocca, lei non riesce a trattenerlo tutto data la quantità e parte le cola su mento e sul seno.
Con un abile colpo di lingua le risucchia le ultime gocce di sperma rimaste sul suo sesso lasciandolo stremato.
-Jane, sposati in fretta che ho voglia di scoparti davvero. Le dice.
Lei sorridendo gli risponde.
-No caro mio io sarò la più fedele delle mogli.
Entrambi scoppiarono a ridere.
“
Dopo che Jane se ne è andata, nonostante il piacere ottenuto, sente dentro di se ancora il desiderio, ha voglia di una scopata vera, per fortuna una telefonata di lavoro lo distrae dal pensiero, ma dopo pochi minuti le basta vedere la stupenda pantera Anny perché le ritorni il desiderio.
-Questa sera inaugurano un nuovo locale sulla quinta Avenue, ti va di accompagnarmi. Le chiede.
-Non posso, canto nel coro gospel e stasera ho le prove. Gli risponde.
-Fantastico ho sempre sognato sentire un coro gospel, posso venire a sentirti?
-Certo se ti va di arrivare fino ad Harlem.
-Bene, potremmo cenare da Sylvia’ s. Propone Lorenzo
-Non posso devo passare a trovare mia mamma. Gli risponde Anny la pantera.
-Ok, allora facciamo un'altra volta. Le dice, senza far trasparire il suo nervosismo, Anny faceva la preziosa aveva sempre qualcosa di più importante da fare, molto probabilmente non era minimamente attratta da lui. “Va bene capita” pensa irritato dalla situazione.
Finito il lavoro, con calma si concede una passeggiata al Pier 17 dove si rilassa scoreggiando un aperitivo guardando il Brooklyn bridge, dopo pochi minuti nota una bellissima donna biondissima che anche lei sorseggia un aperitivo “Sembra un attrice” pensa.
Si avvicina attacca discorso con classe e disinvoltura, si chiama Jennifer ha 35 anni separata, biondissima occhioni grandi nocciola, si vede che è una che fa sport, il fisico e tonico, dopo aver chiacchierato per mezzora la invita a cena, lei accetta volentieri.
“E fatta.” Pensa Lorenzo, ma dopo cena lei non vuole farsi riaccompagnare a casa e chiama un taxi.
“Accidenti che brutta giornata, Oggi il mio fascino non ha funzionato.” Pensa.
Ogni tanto una giornata storta capita anche a lui, meglio tornare in hotel e ricaricarsi riposando per il giorno dopo.
Entrando nella hall del Pierre dove ha una suite, vede Anny.
-Qualche problema? Le chiede.
- C’è uno sciopero dei mezzi pubblici scattato mezzora fa, che in pratica mi rende impossibile tornare a casa.
-Prendi un taxi, metti pure il conto sul rimborso spese.
-Non vuoi ospitarmi bella tua suite, per stanotte. Gi dice con fare ammiccante
Appena chiusa la porta della camera, Anny si accovaccia e gli e lo tira fuori, lo sfiora con le dita e lo ammira mentre si gonfia lentamete, comincia a leccarle i testicoli, lui si lascia fare sorridendo, proprio non si aspettava quel finale di giornata, Anny lo prende in bocca e comincia a leccare con la lingua.
Ogni tanto lui la prende per i capelli e la costringe ad aspirarlo tutto, fino a quando è sul punto di eiaculare, lo tria fuori le fa alzare mette le mani sotto la gonna le strappa le mutandine, la spinge contro un tavolo, lei si appoggia sopra, gli e lo sfrega fra le chiappe e poi lo fa scivolare verso la sua vagina mentre le massaggia le tette poi la infilza con un colpo solo, Anny addirittura gode mentre gli e lo stava mettere dentro, sentendosi completamente presa e riempita, per circa una ventina di minuti la scopa con vigore, lei ha un orgasmo dietro l’altro mentre lo incita a scoparla finche finalmente eiacula svuotandosi completamente, la trascina nel letto, dopo pochi secondi la volta, le inumidisce l’ano con la saliva e le infila il pene di nuovo splendidamente eretto fino in fondo ricomincia a pistonarla, fino a quando la inonda nuovamente.
-Mi hai fatto sentire la tua schiava. Gli sussurra con voce calda e dolce.
 

lunedì 20 febbraio 2012

IL PLAYBOY E L’EREDITIERA

Dopo una settimana a Londra, torna a Milano, deve visitare diversi clienti, la crisi è forte e tutti cercano di risparmiare, deve frequentarli starle a doso  e non farle venire l’idea di cambiare fornitore, quindi ha in programma incontri, aperitivi, cene li deve coccolare con il suo Savoir-faire.
È a bordo del suo Mercedes SL 500 proprio per raggiungere un cliente quando le arriva la telefonata da Giuseppe Marchi il presidente fondatore del omonimo calzaturificio.
-Lorenzo ho bisogno di te qui a Varese in sede, stanno per arrivare gli Americani cosi al improvviso, potresti venire subito. Chiede gentilmente.  
-Posso essere li tra due ore. Gli risponde, davvero non vuole rimandare l’incontro con il cliente anche se la chiamata del capo è importante.
-Va bene, grazie Lorenzo. Come sempre comprensivo ed educato il capo è un vero signore.
Pensa tra se e se mentre si salutavano, di certo suo figlio non ha nemmeno una millesima parte dello stile e del suo senso del lavoro e degli affari.
Arriva in sede pochi minuti dopo degli americani, il ricco uomo d’affari John Wright, la figlia Jane “Wright” e il loro avvocato Josef Jones,
Jane ha quasi trenta anni e alta come lui un metro e ottanta un po’ in carne ma ben proporzionata con una quarta di reggiseno occhi scuri e capelli neri corvino ricci fino sotto le spalle, è l’unica figlia di John Wright non è una stupida segue il padre nei suoi affari, insomma non è una di quelle ereditiere che non fanno niente di buono e passano la vita trastullarsi nella noia totale.
la discussione d’affari si prolunga Mr. Wright vuole comprare il calzaturificio o per lo meno averne il controllo, Giuseppe Marchi non sarebbe intenzionato a vendere ma le offerte sono davvero alettanti, il figlio di Giuseppe, Davide Marchi arriva un ora e venticinque minuti dopo, con la faccia di uno che si è alzato dal letto due minuti prima è spettinato,con gli occhi impastati la barba di due giorni, saluta a malapena, se ne va nel suo ufficio, il padre lo chiama.
-Non mi rompere il cazzo con queste cose, non vendo niente. Sbraita in Italiano, gli ospiti non comprendono le parole ma afferrano il senso e la grande maleducazione del figlio.
Lorenzo cerca in qualche modo di giustificarlo dicendo che era stato male e non aveva dormito tutta la notte, ma la figura di merda orami era fatta.
Gli Americani vogliono comprare e lanciare il marchio in America che è un mercato immenso, Jane fa notare a Lorenzo che se l’affare va in porto ci sarà bisogno di lui a New York  dove potrebbe curare il lancio sul mercato statunitense, per lui sarebbe un salto di qualità importante con guadagni incredibilmente più alti di ora.
Si arriva al punto che Giuseppe chiede dieci giorni di tempo per decidere, gli Americani concedono una settimana.
Finalmente la snervate trattativa per il momento finisce e Lorenzo invita a cena gli Americani, chiama il migliore ristorante della zona sul lago di Varese a venti minuti d’auto, il locale è di chiusura ma Lorenzo conosce bene il proprietario.
-Dammi il tempo di chiamare il cuoco e un paio di camerieri. Risponde alla sua richiesta di apertura straordinaria.
La cena si svolge tranquilla e rilassata i tre Americani più Giuseppe Marchi e ovviamente Lorenzo, il figlio di Giuseppe, Davide aveva rifiutato in modo maleducato l’invito.
Durante la cena rilassata divertente Lorenzo comincia a flirtare con Jane che al inizio sembra resistere al suo indiscusso fascino.
Poi al improvviso le chiede
-Vorrei visitare Milano domani, sei disponibile a farmi da guida.
-Certo a che ora passo a prenderti?
-Passi a pendermi? Perché non ti fermi con me questa notte?
-Ok se per tè va bene per me è fantastico.
“Ah le donne Americane vanno dritte al punto come negli affari”. Pensò tra se e se.
Appena entrati in camera mentre lui stappa lo champagne lei le infila le mani nella patta, le tira fuori l’uccello e comincia a maneggiarlo, non ci vuole molte prima che le diventi duro.
Lui le sbottona la camicetta e tira fuori i seni con i capezzoli eretti, lei socchiude le cosce e lui con l’altra mano si avventura tra la sua vagina già umida pizzicandola leggermente, lei le accarezza i testicoli poi lo prende in bocca e gli e lo succhia, quando è eccitatissimo le dice.
-Di dietro, lo voglio nel culo. E si gira.
Lorenzo non ci pensa due volte la penetra con un colpo secco e comincia a scoparle mentre le masturba il clitoride, lei si offre con passione muovendosi in modo spasmodico fino a gridare raggiungendo l’orgasmo che arriva per tutti e due contemporaneamente.
Dopo qualche minuto di relax, una coppa di champagne ghiacciato, e Lorenzo torna alla carica, le versa qualche goccia di Don Perignon sulla vagina e comincia a leccare quando è di nuovo eccitatissimo tenta di prenderla questa volta davanti.
-No non farlo. Urla Jane.
-Quella voglio tenerla vergine per l’uomo che sposerò.
Lorenzo scoppia in una risata, anche Jane ride.
No davvero ci tengo a tenermi vergine davanti per la prima notte di nozze.
“Ah le ragazze Americane.

lunedì 9 gennaio 2012

IL PLAYBOY E LA MODELLA

Arriva a Londra con il volo delle dieci, decide di passare da casa sua in Pont Street, prima di chiamare Shailaja, possiede un bel appartamento nella elegante quartiere di Knightsbridge non molto lontano dal famosissimo Harrods, una zona che pur essendo tranquilla a due passi da Hyde Park è anche abbastanza vicino alla London by night più esclusiva, zona che è diventata negli ultimi anni una delle più costose e alla moda.   
Ha comprato l’abitazione con i suoi risparmi che saggiamente investiti in borse estere mercati finanziari emergenti e paradisi fiscali, le garantiscono un buon reddito.
Da sempre ritiene Londra una capitale mondiale avere una comoda casa in quella bella zona per Lorenzo vuol dire essere al centro del mondo, in oltre è anche riuscito a diventare fornitore di un buon numero di negozi  e boutique sparsi ne vari quartieri, le eleganti calzature della Marchi Shoes l’aziende di qui è rappresentate si vendono bene essendo sinonimo di eleganza made in Italy, in questo modo con al scusa di seguire i clienti ha la possibilità di giustificare i suoi soggiorni nella capitale Britannica.
Shailaja è stata la testimonial dell’ ultima campagna pubblicitaria è Indiana ma vive a Londra da quando aveva 10 anni, ora ne ha ventisei, Lorenzo nonostante ne abbia compiuti quaranta e in una splendida forma fisica e sprigiona quel fascino da adorabile canaglia di qui le donne vano matte.
Da casa sua in Pont Street, la chiama anche lei abita in zona cinque minuti in taxi o un quarto d’ora a piedi.
-Ti aspetto, fai in fretta. Le dice Shailaja
Lorenzo decide per il taxi, molto spesso va da lei a piedi, ama camminare e soprattutto passeggiare per Londra lo rende euforico, ma oggi forse è meglio sbrigarsi.
Uscendo di casa incrocia Greg, un vicino 35 enne agente di borsa.
-Ciao Lorenzo, ti va una partita a tennis domani mattina? Le chiede
-Certo alle nove va bene? Le risponde
-Bene.
-Scusami vado di fretta. Taglia corto
-ok.
Nel tempo Lorenzo è riuscito ad inserirsi bene nella vita sociale del quartiere e conosce diverse persone.  
Shailaja, le apre la porta completamente nuda con solo un paio di stivali fino sotto al ginocchio che le fasciano la parte inferiore delle gambe e i piedi, ha i suoi lunghi capelli  neri, sciolti, le arrivano fino al sedere, gli occhi scuri profondi in quel momento erano pieni di passione.
Entra in casa dandole un bacio sulla guancia e poi subito porta le sue labbra sopra i seni di lei, con calma le lecca i capezzolo poi li succhia poi con i denti gli e li mordicchia leggermente, lei butta la testa in dietro e lui comincia a baciarle il collo, le posa la bocca sulla sua spingendo la lingua tra le labbra.
Shailaja lo guida fino sul divano, lo spoglia completamente e poi comincia a leccargli i testicoli, risale lentamente tutto il pene e gli e lo prende in bocca, comincia a succhiarlo, dopo un po’ lui comincia a schizzare forti getti di sperma,  Shailaja ingoio tutto, quasi senza fermarsi la fa girare comincia a leccarle il buco dietro finché lei si rilassa e si dilata, le punta il glande e poi entra con decisione.
Lei comincia a sussurrare
-Si lo voglio, mi piace.
Continua a sfondarla sempre più velocemente finché esplode inondandola.
Ricominciano a baciarsi in bocca con profonda passione adesso con calma tranquillamente, non c’è più la foga di prima, lei lo accarezza con dolcezza, lui le toglie gli stivali comincia a baciale i piedi poi sale sulle caviglie e su su fino alla vagina, camicia a leccagliela, lei è completamente in estasi, la lecca finché lei non ha un altro orgasmo un po’ meno intenso ma molto più prolungato nel tempo.
A quel punto le è tornato erezione e comincia a penetrarla con dolcezza ma in modo deciso e fermo, lei è in estasi, tiene gli occhi chiusi e geme di piacere in continuazione, è un momento solenne quando una donna raggiunge vette di piacere cosi alte il solo ammirarla lo rende felice e fiero di se stesso.
Quando alla fine stretti abbracciati lei continua a baciarlo nel momento del relax, Lorenzo le chiede
-Cosa facciamo stasera?    

venerdì 30 dicembre 2011

LA VICINA DI CASA

Si sveglia a mezzogiorno passato da poco, si beve una spremuta d’arancio e mangia una paio di fette biscottate con della marmellata, va in bagno si fa la barba poi decide di tornare a letto, tanto non ha molto di importante da fare e dopo una serata come quella che ha appena trascorso è meglio recuperare tutte le energia in vista della settimana che sta per iniziare.
Lorenzo Monti  ha quaranta anni è un uomo affascinate, un tipo brillate, virile, conquistatore è uno scapolo che sa orchestra le sue giornate a ritmo del divertimento dello sport senza rendersi schiavo del lavoro e della rutine pur essendo uno che lavora, fa il ripresentante di una prestigiosa azienda calzaturiera di Varese la Marchi Shoes.
Vive a Milano in un elegante condominio di Corso Vercelli e si gode la vita alla grande.
Torna a letto e si addormenta subito, lo sveglia il suono del campanello, guarda  li suo Rolex Oyster Perpetual da 34 millimetri in Acciaio, l’unica cosa che indossa oltre alle mutande a pantaloncino azzurre, le tre, va ad aprire la porta e si trova davanti Nadia la sua vicina di casa trentaseienne.
Bionda occhi di un azzurro intenso e una terza abbondante di reggiseno, indossa un abitino leggero quasi trasparente.
Lei lo guarda in modo eloquente, lo stesso sguardo di quasi tutte le domeniche che l’Inter gioca in casa a San Siro quando il marito e il figlio di sei anni vanno a vedere la partita.
Entra e chiude la porta dietro di sé, le butta le braccia al collo e lo bacia sulla bocca, lui la trascina fino in camera da letto, comincia a spogliarla lentamente, le passa una mano sulla vagina già umida.
 “Sono super eccitata non ne posso più.” Sospira mentre si sdraia sul letto di schiena.
Allarga bene le gambe per farlo eccitare di più, le sfila le mutande, le prende in mano il glande e lo dirige verso la sua fighetta, Lorenzo comincia a penetrarla piano con piccoli va e vieni, dopo un po’ lei le afferra le chiappe e le affonda le unghie nella carne tirandolo dentro di se con forza.
Lorenzo spinge dentro vigorosamente e comincia ad andare e venire sempre più in fondo con i testicoli che sbattono sulla figa di lei ad ogni colpo, vanno avanti cosi per un tempo indefinito finche non raggiungono l’orgasmo contemporaneamente ansimando e tremando quasi come in una crisi epilettica.
Nadia è una bellissima donna al apparenza un po’ snob, suo marito Sandro è un manager che lavora moltissimo e spesso è via per lavoro, no è che con Lorenzo abbia una relazione semplicemente si divertono insieme per lei è un modo di evadere dalla quotidianità.
“Ti faccio un caffè?” le chiede con dolcezza.
“Si grazie”
Si alza dal letto e va in cucina, conosce bene la strada e sa dove trovare tutto quello che le serve, torna dopo poco con in mano un vassoio e sopra una tazza di caffè fumante, è completamente nuda il suo corpo è uno spettacolo bellissimo ed eccitante, i seni sono opulenti sodi con i capezzoli sporgenti.
Lorenzo le afferra le tette e comincia a leccarle i capezzoli con la lingua, poco dopo lei scivola giù finché il pene eretto si trovò nel’ arcata dei seni, con le mani si stringe le tette intorno al suo pene imprigionandolo dentro e comincia a farle una spagnola, da prima piano piano poi aumentando il ritmo fino a che lui eiacula un getto di sperma che le arriva sul collo il mento e sul viso e che lei accoglie felice.
Stremati si rilassano sdraiati sul letto, lui si accorge che no ha bevuto il caffè ormai freddo.
“Te ne faccio un altro” chiede lei premurosa.
“ No fa niente lascia stare.” Le dice abbracciandola.
Verso le cinque, Nadia si riveste e torna nel suo appartamento ad attendere marito e figlio di ritorno dallo stadio mentre Lorenzo si infila sotto la doccia.
Alle sette indossa un abito blu di Canali, camicia bianca cravatta bordeaux di seta, scarpe nere eleganti ovviamente della Marchi Shoes, accende il cellulare e subito appare il messaggio “Due chiamate perse, Shailaja Bajaj”
Shailaja è una bellissima modella Indiana che vive a Londra è stata la testimonial della Marchi Shoes nel ultima campagna pubblicitaria.
“Perché non vieni a trovarmi? sono a Londra e ho pochi impegni nei prossimi giorni.”
“Devo vedere un attimo il lavoro, domani ti faccio sapere” 
“Va bene.” Le risponde lei.
La saluta e spegne di nuovo il cellulare lo infila intasca e esce.