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lunedì 7 ottobre 2013

L’AMICO 2

Il giorno del nostro matrimonio era presente tutto il paese, Attilio mi fece da testimone, ovviamente tutti spettegolavano e facevano illazioni su di noi, Mara la mia ex fidanzata era tra gli invitati tranquilla e serena appariva rilassata e anche allegra, passò molto tempo a ridere e scherzare con Attilio il mio amico Padrone.
Io e Giorgina ci sposammo in chiesa con tanto di abito bianco.
-Adesso che è proprio tua moglie proverò più gusto a scoparmela e ad usarla sessualmente quando ne avrò voglia.
Mi disse Attilio, non le risposi ma quelle parole mi fecero eccitare terribilmente, solo verso la fine del rinfresco le dissi.
-Sono felice che la scoperai ancora, mia moglie è e sarà a tuta completa disposizione.
la sera a casa una volta finito il matrimonio io e Giorgina ci siamo rilassati, le ho tolto il vestito bianco e lei ha spogliato me insieme siamo andati sotto la doccia e ci siamo lavati a vicenda poi ci siamo baciati a lungo con passione mentre l'acqua scorreva su di noi.
-Vuoi che sia una mogliettina fedele?
Mi chiese.
-Voglio che continui ad andare a letto con Attilio e che soddisfi tutte le sue voglie, come facevi prima.
Le ho detto mentre la baciavo sul collo.
Usciti dalla doccia ci asciugammo a vicenda eccitatissimi, ricominciammo a baciarci e in un attimo ritrovammo a letto, nel nostro letto.
Giorgina prese un preservativo dal comodino, se lo mise in bocca poi prese il mio pene e con la bocca mi lo infilò il preservativo sul pene, operazione che mi fece esplodere subito.
In quel momento sentimmo le chiavi infilasi nella porta di casa e aprirla, era Attilio entrò come se fosse a casa sua e si era portato anche due amici, che invitò subito a sedersi in salotto,
-Schiavi venite a salutare il vostro padrone. Disse con tono duro.
Io e Giorgina ci alzammo dal letto e andammo in salotto dove nel frattempo si erano accomodati, ci inginocchiammo davanti a lui e le baciammo i piedi, Giorgina disse.
-Grazie padrone di essere venuto dai vostri schiavi.
-Vedo che siete già pronti al uso, tu portaci tre Vodka. Mi ordino.
-E tu schiava vai a succhiare l'uccello a lui. Disse indicando l'uomo più alto e robusto.
Giorgina si è avvicinata al uomo stando in ginocchio e lui le diede l'uccello da succhiare era grosso e lungo
L'altro cominciò a massaggiarle i seni e Attilio si è messe in posizione per penetrarla nel sedere.
-Ragazzi guardate come lo prende in culo questa troia. Disse.
Si sdraiò sulla schiena e gli altri due la sollevarono e la calarono lentamente sul suo uccello infilandoglielo tutto nel culo, Giorgina ricominciò a pompare l'uccello di uno mentre l'altro le andò davanti l'ha prese per le caviglie l'ha sollevò e le infilò il cazzo nella figa.
La usarono come se fosse l'ultima delle puttane, senza ritegno, lei aumentava sempre di più il ritmo e in breve li fece godere, lei ebbe degli orgasmi multipli molto violenti.
-Sei proprio una puttana. le disse Attilio.
-Si sono la tua puttana, sai che farei tutto per te, andrei anche a battere il marciapiede se tu lo volessi. gli rispose lei.
-Che puttana, e tu l'hai sposata, sta troia. Ribadì lui
Attilio disse ai suoi due amici che lui si fermava tutta la notte, quindi loro dovevano andarsene, uscendo i due le consegnarono dei soldi che lui mise in tasca.

mercoledì 1 maggio 2013

L’AMICO

Quando ho conosciuto mia moglie negli anni settanta, aveva 18 anni e già da due anni faceva la domestica a casa di un mio amico.
Giorgina in paese era famosa come la “servetta dei Martini”
Tutti dicevano che andava a letto con il signor Giuseppe, il padre del mio amico, un uomo già oltre i sessant’ anni vedovo da una decina.
Io e Attilio, il mio amico avevamo 26 anni, lavoravamo nella stessa azienda e giocavamo a calcio a livello dilettantistico in una squadra della zona.
Io stavo con Mara 21 enne brava ragazza che aveva studiato dalle suore ed era molto osservante.
Quando una sera d’estate, il signor Giuseppe ebbe un infarto e di conseguenza mori, in paese tutti dicevano che l’infarto le era venuto mentre era a letto con la servetta. “Ai tempi si diceva tranquillamente servetta senza che nessuno si offendeva.”
Non capivo esattamente cosa mi attraeva cosi tanto in Giorgina, forse la sua docilità nei confronti del mio amico e suo padre forse il fatto che portava sempre il grembiule e si comportava in modo estremamente servile.
Una sera dopo gli allenamenti io e Attilio cenammo a casa sua, Giorgina faceva avanti e indietro dalla cucina al soggiorno per servirci, ad un certo punto Attilio le disse in modo duro.
-Serva di al mio amico che io riesco a farti godere anche solo succhiandomelo.
-Si padrone, con un maschio capace di dominarmi come voi riesco a raggiungere l’orgasmo anche solo succhiandoglielo.
La guardò in modo eloquente, lei non disse una parola si inginocchiò davanti a lui le sbottonò i calzoni e lo prese in bocca, vedevo le sue guance gonfiarsi e sgonfiarsi ritmicamente, il mio pene era diventato durissimo e cominciai a masturbarmi.
Ad un certo punto lui le si sfilò dalla bocca, la fece mettere sul divano, lei si alzò gonna e grembiulino di pizzo e aprì le cosce per farsi penetrare, cosa che lui fece prontamente, l’espressione di Giorgina mentre la penetrava era di rilassamento, fece un lungo sospiro mentre lui le arrivò fino in fondo e cominciò a muoversi con decisione e con forza e la montò con brutalità cacciandolo in fondo il più possibile, dopo poco lei cominciò a gridare di piacere muovendosi in modo frenetico, lui continuò ancora un poco a scoparla, poi si ritrasse e gli e lo sfilò un secondo prima di esplodere di piacere sulla faccia e su i capelli di Giorgina, a quel punto anche io non seppi più trattenermi e anche il mio sperma schizzo fuori.
Qualche sera dopo chiesi ad Attilio se il sabato sera seguente le andava di venire a ballare con me e la mia ragazza, la quale avrebbe portato un amica, Attilio ci pensò su per un po’ e poi mi disse che sarebbe venuto, per la verità non sembrava molto entusiasta.
Attilio era un ragazzo educato e a modo, addirittura timido in certi momenti poi improvvisamente cambiava completamente e diventava un'altra persona, a volte diventava duro e autoritario a volte volgare a volte anche sadico.
Di certo sapeva imporre la sua volontà e dopo quella sera con Giorgina avevo cominciato a fantasticare tra me e me che Mara la mia fidanzata diventasse la sua schiava sessuale e io che li guardavo mentre si divertivano.
La serata in balera fu abbastanza noiosa, Attilio rimase tutto il tempo al bancone del bar senza mai ballare e scambiò pochissime parole con l’amica di Mara, io e la mia fidanzata abbiamo fatto qualche ballo tanto per cercare di divertirci, finita la serata e riaccompagnate le ragazze a casa io e Attilio ci siamo fermati nel ultimo bar rimasto aperto a berci l’ultima birra      
Attilio che era stato in silenzio per tutta sera improvvisamente mi disse.
-La tua fidanzatina mi ha detto che ha voglia del mio cazzo, di uno che sa farla godere.
Mentalmente ripensai alla serata, non mi sembrava che erano mai rimasti soli e non ricordo di averli visti parlare, comunque fui stupito di sentirle dire quelle cose.
-Mi ha detto che lo vuole in tutti i buchi, ha una voglia pazzesca di me, non resiste
Vuole succhiarmelo, vuole diventare la mia troia ed essere chiavata come una vacca. “alla faccia di quell’ segaiolo impotente del mio fidanzato, mi ha detto.”
Mara cresciuta ed educata in una famiglia molto cattolica e avendo studiato dalle suore di sicuro non si esprimeva in quel modo, Attilio si stava inventando tutto, ma mi accorsi di essere eccitatissimo a sentire quelle parole.
-La tua fidanzata è proprio una troia scatenata, dice che tu non la chiavi quasi mai e il tuo cazzetto è molliccio e non lo sente neanche.
Ormai eccitatissimo risposi
-Sarebbe un onore se se tu andassi a letto con la mia fidanzata, la sua figa dovrebbe  essere riservata ad un uomo capace e possente come te, a me dovranno bastare le seghe perché ovviamente non ne vorrà più sapere di me dopo il tuo grosso cazzo.
-Ma Mara è troppo per tè, tu dovresti sposare una vacca schifosa come la mia serva Giorgina, sai quanto se l’è scopata mio padre, l’ha persino messa incinta, poi l’ha fatta abortire, adesso la scopo io come hai visto e l’ho anche fatta scopare a tutta la squadra.
Ormai andavamo a ruota libera.
-Domani pomeriggio venite a trovarmi a casa tu e la tua fidanzatina. Disse Attilio bevendo l’ultimo sorso di birra mentre si alzava dal tavolino
-Paga le birre. Aggiunse mentre se ne stava andando.


“””

L’indomani era domenica, il campionato era finito quindi andai a prendere Mara nel primo pomeriggio e poi andammo a casa di Attilio, dentro di me speravo che avvenisse qualcosa delle fantasticherie della sera prima, lui forse non si aspettava neanche il nostro arrivo, era sul suo terrazzo a torso nudo sdraiato al sole.
Ci sedemmo e Giorgina ci portò da bere, per una buona mezzora parlammo del più e del mano, poi ad un certo punto Attilio disse a Mara
-Mi ha detto Giulio che hai voglia di fare sesso con un vero uomo!
Mara divenne rossa in volto ebbe un momento di vero imbarazzo.
-Adesso ti faccio vedere.
Chiamò Giorgina che dopo averlo guardato in faccia capì subito, si inginocchiò davanti a lui le tirò fuori la verga e lentamente le passò la lingua sopra, lui la afferrò per i capelli con la mano e guidò il suo andirivieni lungo il suo pene finche non è venuto tirandosi in dietro al ultimo istante e schizzando il suo seme sul volto.
Io e Mara guardavamo la scena esterrefatti.
-Sei mai stata inculata? Le chiese Attilio.
Lei rimase muta, dopo qualche secondo fece cenno di no col capo.
-Voglio una risposta precisa! Disse Attilio con voce possente.
-No, non sono mai stata sodomizzata.
La fissò negli occhi, eccitandosi visibilmente della sua vergogna, la prese per mano, lei ebbe un tremito, lui l’abbracciò stretta e poi la baciò sulla bocca con passione, dopo un piccolo tentativo di ribellione Mara si abbandono tra le sue braccia completamente rapita.
Ero eccitatissimo la verga mi scoppiava.
Attilio fece sdraiare Mara sul divano si tolse i pantaloni le fece allargare le gambe cominciò a leccarle la vagina lentamente poi cominciò a strusciare il glande contro il suo clitoride, lei cominciò a gemere e sorprendendomi a supplicarlo di non aspettare più di scoparla subito, lui la penetrò con un solo colpo e la scopò vigorosamente finche lei si è contorta e ha gridato in preda ad un orgasmo violentissimo, interminabile, al punto che sembrava svenisse da un momento al altro.
Rimasero immobili tutti e due per un lunghissimo momento, poi appena Attilio si riprese mi ordinò di spogliarmi nudo poi chiamò Giorgina.
-Metti un grembiule a Giulio e mandalo a pulire i sanitari, dopo controllerò che il lavoro sia stato fatto bene, ero ancora eccitatissimo e il cazzo tendeva il tessuto del grembiule in modo ridicolo.
-Vedete donne, Giulio ama farsi trattare da schiavo, altre ai sanitari lava anche i pavimento, sguattero. Cara Mara dovresti provare deprezzo per il tuo fidanzato che si lasci umiliare cosi.

“””

Da quel giorno in poi i miei rapporti con Mara cambiarono radicalmente, aveva perso ogni tipo di rispetto nei miei confronti ed era sempre più dura, non mi concesse più nessun tipo di rapporto sessuale.
Tutte le volte che Attilio ci chiamava a casa sua andavamo di corsa e finiva sempre nello stesso modo, al inizio Giorgina lo scaldava lo preparava sessualmente e poi scopava Mara sempre più persa in questo torbido rapporto, mentre io mi masturbavo.
Una sera Attilio e Mara erano a letto dopo aver fatto l’amore distesi sul letto si tenevano abbracciati, Giorgina li stava ripulendo con la lingua dei loro umori quando Attilio disse
-Non ti sembra che siano una bella coppia questi due servi?
Mara ci pensò un attimo poi disse
-Si è vero hai ragione, anzi dovrebbero sposarsi fra di loro, sono due esseri inferiori e starebbero bene insieme.
-Ma è il tuo fidanzatino. Disse Attilio in modo sarcastico.
-Ma dopo che sono stata con tè non lo voglio più, che si sposi la tua servetta.
Rispose lei sferzante.  
Bene allora è deciso tra poco tempo questi servi  convoleranno a giuste nozze.
Disse ridendo Attilio.