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sabato 3 marzo 2018

SUA CAMERIERA


Alfio aveva invitato degli amici a casa, Miriam mia moglie sempre  con un atteggiamento adorabile e sorridente aveva preparato  la tavola,  portato in tavola e servito le pietanze e alla fine del pasto aveva sparecchiato,  lavato piatti e stoviglie esclusivamente a mano, ero sbalordito del suo comportamento si rivolgeva a lui e ai suoi amici con deferenza, indossava una camicetta bianca  sbottonata sul decolté e una gonna corta blu.
Appena entrati in casa di Alfio, eravamo arrivati per primi con largo anticipo, dopo essersi tolta l’impermeabile, Miriam e andata in cucina sicura ha aperto un cassetto ha tirato fuori un grembiule bianco con pettorina e se l’è messo.
Il che mi ha fatto pensare che conoscesse la casa, certamente ci era già stata.
Pensavo lo tenesse su solo per preparare e poi al arrivo degli ospiti se lo sarebbe tolto, invece niente affatto non lo ha mai tolto quasi ad evidenziare uno stato di servitù. 
Sono sobbalzato quando l’ho sentita dire
-Sono stata promossa a cameriera. Rispondendo  ad un amico di Alfio che aveva ironizzato sul fatto che si dava da fare.
-Amica cameriera. La corresse Alfio passandole la mano sul sedere.
Lei le guardo e con fare dolce e un sorriso malizioso e chiese.
-Vado bene come servetta signore?  Esclamò in tono scherzoso,  facendo un lieve inchino di riverenza incrociando i piedi, piegando le ginocchia e reclinando lievemente la testa,  suscitando ilarità tra i presenti.
-Brava Miriam, e cosi che ci si comporta con dei veri uomini come Alfio, questo è l’atteggiato giusto. Disse una signora di una certa età.
-Lasciatelo dire da ma che sono vecchia  e ho avuto anch’io l’onore di essere la sua amante qualche anno fa.
-E” un vero piacere conoscerla signora, io sono solo la sua amica cameriera volontaria per stasera.
Rispose mia moglie.
-Ah però la nostra sindachessa. Disse un altro uomo piuttosto grasso e completamente calvo.
-Stasera non esiste la sindaca, stasera c’è soltanto la cameriera, di un uomo speciale come Alfio. Rispose mia moglie
La situazione era surreale io imbarazzato stavo in silenzio a lato con un bicchiere in mano  quando, un uomo con i capelli bianchi e lo sguardo vispo mi disse.
-E il marito della servetta cosa dice ?
Divenni rosso in volto.
-Sono contento che il signor Alfio si sia trasferito nel nostro comune, spero che porti qui almeno alcune delle sue attività, facendo decollare l’economia nel nostro piccolo paese. Risposi.
-E che abbia trovato una brava cameriera. Affermò la signora di una certa età.  
Si misero tutti a ridere.
Miriam che stava al suo fianco con le braccia distese sui fianchi, ferma col corpo e la testo che seguiva Alfio quando si muoveva.
Disse al improvviso  –Con permesso signori. Fece un lieve inchino ormai immedesimata pienamente nel ruolo della servetta e andò in cucina.

In macchina tornado a casa non sapevo se essere arrabbiato o cosa, ero infastidito da come erano andate le cose a casa di Alfio, ma anche molto eccitato.
-Era necessaria la scenata della servetta. Ho chiesto a Miriam in modo secco.
-Si direi proprio di si. Mi rispose lei.
La mia eccitazione aumentò, non dissi più niente rimanendo in silenzio fino a casa.
Appena chiusa dietro di noi la porta di casa, le ho aferrato la testa tra le mani e l’ho baciata con passione lei ha risposto al bacio, le ho passato  l’alta mano sul sedere in modo docile gentile sensuale, glielo  infilata sotto la gonna, intanto ci scambiavamo baci appassionati, in un attimo eravamo senza accorgercene nudi a letto, piano piano lentamente l”ho penetra mentre lei ansima e gemeva di piacere,  ho aumentato  il ritmo sempre di più fino a quando siamo arrivati  insieme al orgasmo.  

lunedì 10 luglio 2017

TRADIMENTO



La scoperta

Federico era bianco in volto con un espressione assente, teneva ancora in mano la lettera che aveva appena finito di leggere ed era sconcertato.
La guardò di nuovo, si la calligrafia era quella inconfondibile di sua moglie e poi era anche firmata.
Elisa le disse.
-Lo so che è difficile da crederci ma questa lettera l’ha scritta tua moglie a mio marito circa tre mesi fa, l’ho trovata nel cassetto sotto la scrivania di Antonio, un giorno che stavo spolverando e mi sono accorta che il cassetto era semichiuso, per istinto l’ho aperto e l’ho vista subito era aperta forse l’aveva appena riletta a me è saltata agli occhi la calligrafia femminile.
-Sai se ce ne sono altre? Chiese Federico
-Nel cassetto no, se ci sono le tiene da un'altra parte. Rispose Elisa
Federico aveva lo sguardo spento e il viso era bianco, non era più l’uomo di mezzora fa.
Non era più un uomo allegro e rilassato sempre pronto a scambiare battute con tutti, un uomo di 35 anni con un fisico atletico e lo sguardo da persona tranquilla con un carattere gioviale.
Adesso era un uomo distrutto, il suo mondo le era caduto addosso aveva scoperto che sua moglie la donna che adorava aveva una relazione con un altro uomo che tra l’altro abitava proprio sopra di loro.
Posò un'altra volta gli occhi sulla lettera.

Antonio, amore mio, mio unico signore.

Ti chiedo di rendermi tua schiava per la vita, ti giuro padrone mio che ti ubbidirò con sottomissione assoluta e fedeltà, facendo qualsiasi cosa tu mi chiederai tutte le volte che vorrai, senza mai opporre resistenza.
Tu sei il mio unico pensiero e annullerò me stessa per te,  perché senza di te sono niente uno zero non esito.

Non riusciva a credere che sua moglie avesse potuto scrivere quelle cose.
Laura è una donna moderna indipendente che manda avanti da sola un negozio di abbigliamento, non era mai stata sottomessa ne a lui ne ha nessun altro, nemmeno ai genitori.
-Meglio che per il momento facciamo finta di niente e teniamo gli occhi aperti. Disse Federico.
-Si meglio non dire niente per ora. Ribadì Elisa.
Si alzò dalla sedia del soggiorno dove era seduto.
-Rimettila a posto come se non l’avessimo vista. Si raccomando ancora Federico.
-Sono tre mesi che ogni tanto la rileggo e la rimetto a posto e non se ne è mai accorto. Rispose Elisa.

Tornato nel sua appartamento al pino di sotto Federico si sedette sul divano, avvertì una stanchezza insopportabile, non riusciva a credere, eppure era tutto cosi chiaro, al improvviso provò una strana sensazione di piacere aveva immaginato sua moglie che faceva sesso con quel uomo e inspiegabilmente si era eccitato.
Quando Laura rientrò lo trovò ancora seduto sul divano, l’eccitazione era sparita quando aveva sentito i passi della moglie sul pianerottolo e aprire la porta di casa, fino ad un secondo prima aveva dovuto sforzarsi per resistere alla tentazione di masturbarsi.

La sera a letto Federico si avvicinò a Laura nel tentativo di avere un rapporto sessuale con lei.
Laura lo allontanò.
-No sono stanca, non mi va proprio. Le disse respingendolo.
Federico fu ancora più eccitato dopo il rifiuto della moglie, aspettò che Laura si addormentasse poi si alzò dal letto e andò in bagno dove si masturbò come faceva da ragazzo ma questa volta con nella mente l’immagine di sua moglie con un altro uomo e il suo godimento fu di gran lunga superiore.

Nei giorni successivi, Federico studiò Laura con molta attenzione, effettivamente aveva cambiato pettinatura, il volto più rilassato, era meno tesa, il suo modo di vestire era leggermente più sexy anche se sempre molto elegante raffinato, curata nel trucco leggero.
Insomma i segnali c’ erano tutti,  Laura aveva un amante, Federico ne era sicuro.
Il fatto era che lui non sapeva come agire se far finta di niente sperando che le cosa finisse da sola o affrontare l’argomento con sua moglie, la cosa che più lo inquietava era il fatto che ogni volta che ci pensava si eccitva.  

venerdì 17 febbraio 2017

Il DIARIO DÌ SIMONE




La sera verso le 7 quando stavo rientrando ho visto attraverso il vetro del bar che Valentina era ancora lì dietro il bancone  a provare a fare caffè e cappuccini,  mi sono soffermato a guardarla, dopo qualche minuto Rosalia le ha detto qualcosa. Subito dopo lei è uscita ad abbassare la clèr.

Circa un quarto d'ora dopo sono saliti Padron Vincenzo era davanti ed è entrato per primo dietro c'era sua moglie Rosalia e ultima c'era Valentina vestita ancora con gli abiti da lavoro, camice grembiule,zoccoli e nelle mani due immense borse
di panni sporchi da lavare e stirare.
-Fai subito a fare una lavatrice e poi dedicati alla roba da lavare a mano in acqua fredda mi raccomando. Ordinò padrona Rosalia.
-Tu prepara la cena per me è per mia moglie.
Ordinò Padron Vincenzo rivolto a me.
Loro si sedettero comodi a guardare la TV.

giovedì 16 febbraio 2017

Il DIARIO DÌ SIMONE




Questa mattina ero in ansia, Valentina era stata fuori tutta la notte, quando sono sceso al bar trattoria verso le 7 Valentina era 
dietro il bancone con padrona Rosalia era già vestita da lavoro con il 
camice gli zoccoli e il grembiule e stava imparando a fare caffè e 
cappuccini.
-Svegliati fai così stupida, sei un incapace, va che da domani mattina  o 
al massimo  dopodomani sei qui da sola a servire i clienti dalle 5 e ora che 
Ti svegli non bighellonare sempre
-Non si preoccupi padrona Rosalia al massimo dopo domani apro io alle5
 di mattina così voi venite dopo con calma. Disse Valentina.
-Allora sbrigati fai girare la manopola metti sotto la tazzina, cretina.
A quel punto sono uscito per andare al lavoro