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mercoledì 25 giugno 2014

LA COPPIA SOTTOMESSA


maid & valet
La coppia sottomessa "maid &valet" deve essere totalmente succube, sia psicologicamente che fisicamente del Bull, e deve essere pronta a soddisfare, in ogni momento e a comando, i voleri del Bull, disponibili alla servitù domestica e all' obbedienza
Le regole
il Bull diventa il vero uomo di casa  "Il Dominus, assoluto colui che in casa porta i pantaloni" il cuck e la sweet devono essere sempre molto gentili e servili E' d'obbligo l'uso del "Lei". In oltre devono essere sempre disponibile ad assumere posizioni e ruoli che evidenziano la superiorità del Padrone onde metterlo a suo agio e farlo sentire "Vincente, adorato, ubbidito"
il cornuto e la sweet devono sempre essere disponibili a fare da servi, al Bull e devono sempre ringraziarlo
Il Bull ha il diritto di avere rapporti con la donna e approfittare di lei come meglio crede in oltre ha il diritto di sborrare liberamente dove egli riterrà opportuno sulla sweet
E' solo il BULL a decidere cosa può o non può fare il maritino cornuto, mentre BULL e sweet si divertono, il cuck osserva, aspetta in un angolo, aspetta fuori dalla stanza, aspetta fuori in macchina, se lo mena, solo se ha avuto il consenso di farlo.
il cornuto non può segarsi di nascosto, nè tantomeno godere. Il BULL decidera se e ogni quanto il cornuto potrà segarsi.
Sarà obbligatorio, per cuck e sweet, indossare la cintura di castità. La chiave sarà conservata dal BULL
il cuck non può toccare la moglie senza il permesso del BULL, anche e soprattutto quando il BULL non c'è.
La coppia si impegna formalmente a rinunciare totalmente a loro stessi, mettendo davanti ad ogni cosa il piacere e la comodità del Padrone Bull quindi ad essere usati senza limitazione alcuna, accettano di abbigliarsi, acconciarsi e andare in tutti i posti che il Padrone gli imporrà, accettano  espressamente tutte le punizioni che il Padrone Bull vorrà imporgli, con o senza giustificato motivo.


sabato 21 giugno 2014

VITA SPERICOLATA

Vita Spericolata
Vasco Rossi
Voglio una vita maleducata
di quelle vite fatte, fatte così
voglio una vita che se ne frega
che se ne frega di tutto sì
voglio una vita che non è mai tardi
di quelle che non dormono mai
voglio una vita di quelle che non si sa mai.

E poi ci troveremo come le stars
a bere del whisky al Roxy bar
o forse non c'incontreremo mai
ognuno a rincorrere i suoi guai
ognuno col suo viaggio
ognuno diverso
e ognuno in fondo perso
dentro i fatti suoi!

Voglio una vita spericolata
voglio una vita come quelle dei film
voglio una vita esagerata
voglio una vita come Steve Mc Queen
voglio una vita che non è mai tardi
di quelle che non dormi mai
voglio una vita, la voglio piena di guai!!!

E poi ci troveremo come le stars
a bere del whisky al Roxy bar
oppure non c'incontreremo mai
ognuno a rincorrere i suoi guai
ognuno col suo viaggio
ognuno diverso
e ognuno in fondo perso
dentro i fatti suoi!

Voglio una vita maleducata
di quelle vite fatte così
voglio una vita che se ne frega
che se ne frega di tutto sì!!!
Voglio una vita che non è mai tardi
di quelle che non dormi mai
voglio una vita
vedrai che vita vedrai!!!

E poi ci troveremo come le star
a bere del whisky al Roxy bar
o forse non c'incontreremo mai
ognuno a rincorrere i suoi guai!!!

Voglio una vita spericolata
voglio una vita come quelle dei film
voglio una vita esagerata
voglio una vita come Steve Mc Queen
Voglio una vita maleducata
di quelle vite fatte così
voglio una vita che se ne frega
che se ne frega di tutto sì!!!

domenica 1 giugno 2014

IL PLAYBOY 7


Seduto al tavolino esterno del bar, Lorenzo Monti stava mangiando un toast e bevendo una birra, diede un occhiata  al suo Piaget Altipiano Petit Second con cassa in oro bianco che portava al polso, erano quasi le due. Alle tre doveva essere dal altra parte di Milano da un cliente, meglio sbrigarsi pensò.
Fu in quel momento che vide scendere da un una lancia blu Lionello Testa il suo colonnello di quando era nel 9 Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin"a Livorno presso la caserma "Vannucci"
Era stato il suo comandante in Somalia nel operazione Restore Hope, e in Ruanda nel Operazione Ippocampo.
La vita di Lorenzo Monti non era stata sempre una vacanza spensierata a tranquilla.
Aveva affrontato marce zavorrate in uniforme da combattimento e zaino da 20 kg sulle spalle, test di acquaticità, nuoto in superficie e voga, percorsi sotterranei per sviluppate le capacità di autocontrollo in ambienti claustrofobici.
Aveva superato i corsi di sopravvivenza, evasione, fuga, resistenza agli interrogatori, maneggio esplosivi, combat medic "tecniche di primo soccorso sul ferito" mobilità anfibia, subacquea, riconoscimento mezzi e materiali, paracadutismo con la tecnica di caduta libera, addestramento alpinistico, sciistico e di lingua inglese importantissimo per le missioni al estero e collaborazioni internazionali oltre naturalmente alle tecniche di combattimento.
Aveva rischiato la vita in Somalia e in Ruanda, per questo ora le sembrava tutto una passeggiata.
Il colonnello si diresse verso di lui era in Borghese, si era congedato al improvviso poco prima di Lorenzo, per entrare nei servizi segreti, nonostante avesse passato i 60 anni era un uomo ancora molto vigoroso dal portamento fiero e il fisico possente.
-Monti. Lo chiamò con la sua voce profonda.
Lorenzo si alzo in piedi di scatto.
-Colonnello che piacere vederla. Disse tendendole la mano e rilassandosi. Il colonnello le strinse la mano sedendosi al tavolino mentre le faceva il gesto di sedersi.
-Ti stai godendo la vita ragazzo! Ti ho visto anche sulle copertine dei rotocalchi.
Si riferiva ad una foto di un paio di anni prima scattata al tradizionale galà dopo il rally di Montecarlo dove Lorenzo faceva il baciamano a Charlotte di Monaco, foto che le aveva dato un importante alloro mondano internazionale.
-Vengo subito al sodo, dobbiamo trattare per la liberazione di due operatori umanitari, rapiti in Siria Per tanto abbiamo bisogno di poter offrire una contropartita, dobbiamo prelevare un uomo importante di al qaeda che si trova al Cairo a quel punto potemmo scambiarlo con gli ostaggi.
Sto mettendo in piedi una squadra, tu sei della partita ? Ci sono 800.000 dollari per te che ti verranno versati dove vuoi.
-Dobbiamo chi, Il S.S.M.I ?
Chiese Lorenzo.
-Adesso si chiama A.I.S.I agenzia informazioni e sicurezza interna.
Ovviamente come al solito questa non è una missione ufficiale se qualcosa dovesse andare storto nessuno vi conosce e saranno solo problemi vostri
Rispose il colonnello.
-Ovviamente. Ripeté Lorenzo.
-Si parte tra tre giorni, domani mattina alle 8 dovrai darmi la risposta definitiva.
Lorenzo aveva già partecipato un paio di volte a operazioni tipo queste, rischiosissime ma ben retribuite.

Un paio di ore dopo a bordo della sua Maserati Gran Turismo MC Stradale, per le vie di Milano Lorenzo era ormai convinto a partecipare alla missione, il cliente che aveva visitato stava per chiudere per via della crisi e in oltre lo aveva già informato che non sarebbe riuscito a pagare le forniture precedenti, un altro brutto colpo per il suo prestigio lavorativo e per le sue finanze.
Decise di passare la serata in un American bar nella zona sud di Milano dove si può gustare anche una buona cucina texana e messicana e dei favolosi cocktail, un ambiente raccolto e tranquillo.
Stava gustando il suo primo cocktail a base Mojito con menta, zucchero di canna, lime spremuto, ghiaccio tritato, rum scuro, quando vide entrare Laura Barri, come al solito in gran forma, non molto alta 1 e 65 circa capelli neri  riccioli e occhi scurissimi, fianchi armoniosi sedere da modella terza di reggiseno,fisico tonico, si conoscevano da tempo, avevano frequentato lo stesso corso di paracadutismo con la tecnica di caduta libera, qualche anno prima, quando lei stava per entrare nei N.O.C.S. "Teste di Cuoio" della polizia di stato e lui era nella Folgore.
Indossava un abito molto provocante, spalle nude e scollatura molto profonda che lasciava intravedere il reggiseno, la parte inferiore quasi trasparente.
-Che eleganza! Le disse Lorenzo.
-Ti piace il vestito da Troia che mi sono regalata? Chiese lei.
-Sono già arrapato ! Rispose lui.
- Ceniamo insieme? Chiese Lorenzo.
-Volentieri. Rispose lei.
Appena seduti al tavolo Laura fece scivolare la mano sotto il tavolo e subito cominciò a massaggiare la verga sopra i pantaloni, poi gli è lo tiro fuori e comincio a masturbarlo lentamente.
-Che piacere sentirtelo diventare progressivamente duro. Sussurro.
-Andiamo a casa tua dopo? Chiese Laura
-Anche subito, per me possiamo saltare la cena. Le rispose lui.
Mezz'ora dopo, entravano nel appartamento di Lorenzo
In corso Vercelli.
Un secondo dopo, Laura si era già tirata su il vestito fino ai fianchi e tolta le mutandine, lui la prese fra le braccia sbattendo il suo pene contro il sesso di lei, Laura si lasciò scivolare per terra sul tappeto del ingresso, lui sopra la penetrò immediatamente mentre le baciava i seni con foga, il ritmo aumentava freneticamente finché arrivò un orgasmo violento per entrambi.
Appena si ripresero stapparono una bottiglia di Moet & Chandon che finirono in poco tempo poi lui ricominciò ad accarezzarle i seni usando la punta della lingua, lei subito si bagnò di piacere, infilò la lingua fra le labbra umide della vagina, dopo poco fu lei a prendere in mano il pene e dirigerlo verso la sua fessura bagnata, lui cominciò a scoparla, lei le agganciò le gambe intorno alla vita come ad impedirle di tirarsi indietro, andarono avanti così per moltissimo tempo finché Lorenzo eiaculò abbondantemente dentro di lei, e esausti si addormentarono.
Verso le due di notte, Laura che si era svegliata, insaziabile gli e lo prese in bocca e le fece un pompino mentre lui era beato nel dormiveglia ma il suo pene era splendidamente eretto, dopo con passione lo ripulì con la lingua poi le portò ancora un bicchiere di Moet & Chandon che Lorenzo bevve tutto in un sorso e subito dopo crollò in un sonno profondo.                                                 Quando si risvegliò era legato alla sponda del letto con delle corde molto robuste.
-Laura, liberami che scherzi sono? Disse con la voce impastata e la testa che gli faceva un male allucinate.
Lei era vestita come la sera prima e stava seduta sulla poltrona della camera.
In quel momento senti suonare il cellulare, guardò la sveglia era le otto precise.
-Laura che cazzo, dai liberami devo rispondere è importante. Disse Lorenzo con tono fermo e deciso.
È proprio quello che devo impedirti di fare, non devi partecipare a quell' operazione, ti sto salvando la vita. Disse.
Dopo qualche secondo il cellulare di Lorenzo smise di suonare,
-Come fai a sapere che mi hanno proposto un lavoro?
Chiese Lorenzo.
-Vado a preparati la colazione. Disse Laura andando in cucina, senza rispondere alla domanda.
Dopo circa un quarto d'ora tornò con un vassoio in mano sopra c'era del caffè, le sciolse i nodi liberandolo.
Lorenzo afferrò il telefonino, richiamò il numero che lo aveva chiamato, ma una voce registrata diceva "Numero Inesistente" Riprovo 5 o 6 volte ma niente da fare sempre la stessa risposta registrata "Numero Inesistente."
Laura usci di casa di soppiatto senza quasi che Lorenzo se ne accorgesse.
Una settimana dopo su tutti i giornali si leggeva la notizia.
"Cinque Italiani uccisi al Cairo in uno scontro a fuoco"

giovedì 1 maggio 2014

LA CAVALLINA 2

Avevamo trascorso una giornata a dir poco esaltante, la mattina nella tenuta di Harry, Matilde era stata bravissima, aveva trottato a lungo dimostrandomi le sue doti di sottomissione e resistenza fisica, a volte la incitavo col frustino sul suo magnifico sedere, l'avevo bendata per abituarla ad obbedire solo ai miei ordini, era stupenda dimostrava pienamente la sua voglia di fare bene, ho usato anche le redini con durezza quando la dovevo far curvare, appena cominciava a rallentare il trotto  per la fatica un paio di sferzate le facevano tornare ad un buon ritmo con i suoi grossi seni che ballonzolavano su e giù
Quando ho capito che era stanchissima e senza fiato, le ho comandato l'ALT.
Era ansimante, esausta, ma pochi minuti dopo si era ripresa e il fiato era tornato regolare, il suo sguardo era raggiante, sono andato a farle una carezza poi le ho palato i seni e le ho dato un bacio sulla fonte era stata una prestazione superiore a quanto mi aspettavo.
- Domani faremo la sfilata di portamento ed eleganza.
Le dissi.
-Ti farò fare una bella figura, vedrai Padrone. Rispose.

La sera eravamo andati al' Horn, Matilde era stata nominata la sweet più devota, in quanto era rimasta in ginocchio a fianco alla mia sedia tutto il tempo mentre cenavo con Harry, Giulio aveva servito da perfetto cameriere, ogni tanto le accarezzavo la testa come si fa con i cani e le davo qualcosa da mangiare prendendolo con le mani dal mio piatto e lo portavo alla sua bocca, lei mi baciava le mani prima di prendere in bocca il cibo.
Ogni volta che mi alzavo dalla sedia lei si alzava in piedi e mi seguiva stando un paio di metri dietro di me, se mi fermavo magari a parlare con qualcuno lei si inginocchiava ai miei piedi e stava lì ad aspettare.
Dopo aver pranzato io è Harry ci siamo seduti sui divenenti a chiacchierare, Matilde ci servi da bere stando in ginocchio.
Verso le undici, andammo a casa loro, appena entrati dalla porta io e Matilde cominciammo a baciarci con passione ignorando completamente Giulio, ci siamo spogliati e siamo andati a letto.
Le avevo accarezzato a lungo il suo prosperoso seno, una sesta misura, poi le avevo succhiato i capezzoli, lei ad occhi chiusi sospirava, dopo un po' spalancò le gambe offrendomi il suo sesso umido, le infilai la testa tra le cosce, lei la spinse contro la sua vagina, la leccai finché la sentii venire sospirando.
-Ti supplico scopami, scopa la tua schiava ti prego, Padrone mio, ti prego.
Le ho sollevato le gambe fino ad appoggiare sulle mie spalle e la penetrai con possenti colpo di bacino.
Quando ero prossimo all'orgasmo, mi sussurrò.
-Fammi tutto dentro ti prego.
A quel punto mi lasciai andare e godetti intensamente dentro di lei, quando stavo per ritirarmi, lei mi trattenne.
-Resta dentro di me, ti prego scopami ancora. Sussurrò.
Lei ricomincio a muovere il bacino fino a farmelo tornare duro e facemmo l'amore in modo più dolce.
-Non ho mai incontrato un uomo come te. Mi disse.
-Non è che abbia fatto niente di speciale. Le risposi
-Allora mi sono perdutamente innamorata di te.
-E Giulio? Chiesi
-Lui è diverso è mio marito, il padre di mia figlia, ma non mi da le emozioni che mi sai dare tu, Padrone mio.
Quando sento il tu peso sedersi sul sulky e divento la tua cavallina, provo piacere nell'essere comandata duramente trattata male e dovermi impegnare al massimo nella fatica fisica, mi esalta e mi eccita anche come usi la frusta su di me e come mi guidi duramente
Giulio era in piedi vestito vicino alla porta della camera da letto e sentiva tutto.
-Ti sei impadronito di me del mio corpo e della mia anima, mi sento pazza di amore per te, mi fai godere immensamente, il tuo odore mi fa impazzire.
Ti sarò sempre grata per avermi fatto sentire tua e così donna. Voglio solo essere la tua devota schiava per sempre.
Queste parole me lo fecero diventare nuovamente duro come il ferro, l'ho messa a pancia in giù, lei ha emesso un gridolino e ha inarcato le reni, l'ho penetrata con un po' di difficoltà perché era tesa e contratta, ma dopo si è rilassata e il mio pene era perfettamente avvolto dalle sue pareti, con leggeri  movimenti dei fianchi mi incitava ad andare fino in fondo nonostante i gridolini di dolore e gemiti di passione, lei ha preso a muoversi più freneticamente ho raggiunto l'orgasmo scaricandole tutto nel sedere.
Fu in quel momento che sentii un forte dolore al torace, e cominciai a sudare freddo, il dolore aumentava sempre di più era come una morsa al centro del petto, avevo la nausea e mi sentivo debole.
-Forse non ho digerito. Dissi.
Poi mi sentii mancare le forze del tutto e non ricordo più nulla.