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lunedì 1 settembre 2014

IL PLAYBOY 10

Lorenzo prese l'uscita che dava sul parcheggio dei taxi del aeroporto Schwechat di Vienna, un cielo azzurro e un bel sole lo accolsero anche se l'aria era fredda, in doppia fila accanto ai taxi vi era una Mercedes nera, scese una donna sui trent'anni bionda forse più alta di lui con un sorriso gioviale che le frecce segno di salire.
-Benvenuto a Vienna, signor Monti, sono a sua disposizione per tutto il tempo che si fermerà qui.
Le disse in inglese mentre le apriva la portiera posteriore. Jane aveva prolungato la vacanza fermandosi nella villa in Brianza di suo zio, lui dopo aver accettato la proposta di Mr Wright, cioè diventare il responsabile delle pubbliche relazioni del calzaturificio Marchi shoes, era dovuto partire subito per Vienna, dove stava per essere inaugurato un negozio Marchi shoes, nella zona pedonale al numero 2 di Seilergasse,
-Mi porta in Hotel, per piacere, sono al Sacher. Chiese gentilmente Lorenzo .
-Certo signore. Rispose la donna.
-Posso sapere il suo nome? Chiese Lorenzo
-Si, Alexandra, signore.
-Alexandra, le va di pranzare con me al ristorante del Sacher? dopo di che dovrei andare a dare un occhiata al negozio in Seilergasse, ovviamente offro io il pranzo.
-Certo signore. Rispose lei
Pranzarono nella sala principale del Sacher, una vero tempio del lusso una bomboniera forse il posto più Chic di Vienna, splendidi lampadari su un soffitto altissimo dipinti dell'Ottocento alle pareti, enormi tendaggi in damascato.
Alexandra le raccontò che aveva una figlia di 8 anni ed era sempre stata una moglie fedele, da un anno lavorava per questa agenzia di noleggio auto con conducente, finito il dolce al caffè, la specialità del Sacher, Lorenzo chiese il conto e con calma raggiunsero il negozio, fu accolto dal direttore Tobias Stürgkh e sua moglie Hildegard, una donna sui 40 anni piuttosto in carne ma che emanava però una forte sensualità, indossava un abito in flanella grigio molto aderente che metteva in risalto il seno abbondante e  i fianchi per la verità piuttosto larghi, le mostrarono il negozio con cordialità ed entusiasmo e lo invitarono a cena a casa loro la sera.
Lorenzo volle dare un occhiata alla lista degli invitati.
-Manca la contessa Melanie Von  Fünfkirchen. Chiese
Sono anni che non esce dalla sua dimora e rifiuta tutti gli inviti, Le rispose Il direttore.
Lorenzo prese il suo cellulare e fece una chiamata.
-Zio, ho bisogno di un piacere, dovresti chiedere alla contessa Melanie Von  Fünfkirchen Se può partecipare al inaugurazione del negozio qui a Vienna? Sai la sua presenza ci farebbe andare su molti giornali. Chiese.
-Si ci proverò. Rispose lo zio
-Jane e sempre li? Chiese in fine Lorenzo.
-Si è qui, credo si fermerà ancora per un po'.
-Ok, ci sentiamo ciao salutamela.
Mezz'ora dopo la segretaria della contessa lo chiamò per confermagli che la nobildonna avrebbe partecipato al inaugurazione e subito dopo le arrivò un sms.
"Tieniti libero questa sera, ci vediamo al Sacher. Laura.
Lorenzo le rispose.
"Dopo le ventitré, prima lavoro."

La serata con i coniugi Stürgkh fu in misto tra lavoro e serata spensierata, Hildegard nonostante i chili di troppo si dimostrò una donna simpatica e affascinate, aveva cucinato lei stessa un ottima Wiener Schnitzel, specialità della cucina Viennese, una sottile fetta di vitello impanata e fritta nello strutto. Servì lei stessa a tavola con in grazioso grembiulino bianco in pizzo legato in vita.
Verso le undici meno un quarto Lorenzo salutò e chiamò un taxi per farsi riportare in Hotel, aveva lasciato libera Alexandra dopo essersi fatto accompagnare dai Stürgkh, sul taxi per caso distrattamente infilo la mano nella tasca della giacca e trovò un bigliettino molto piccolo con su scritto. "Hildegard 333 65 73 773 call me up"
Rimase piacevolmente colpito dal invito a chiamarla da parte della signora, anche se al momento aveva altro per la testa.
Alle 11,05 entrò al Sacher, la vide subito indossava un tailleur grigio, la gonna era molto attillata metteva in risalto il ventre piatto e i fianchi rotondi, truccata con cura, scarpe con tacco 12 la una camicetta rossa maliziosamente sbottonata lasciava intravedere il reggiseno.
-Finalmente. Le disse appena si avvicinò.
-Sono solo 5 minuti di ritardo. Rispose Lorenzo sorridendo.
-Saliamo in camera tua? Propose Laura.
-Prima voglio sapere per chi cazzo lavori e come mani quando arrivi tu succedono sempre casini. Chiese Lorenzo cambiando tono della voce e con fare deciso.
-Ok, lavoro per la CIA, ultimamente ti abbiamo tirato fuori da qualche casino, mi pare, quindi potremmo chiederti qualche favore a breve, sempre ben retribuito, si intende.
-Che tipo di favore?
-Niente di che, raccogliere informazioni, avvicinare qualche persona che ci interessa, fai il lavoro giusto che te lo consente.
Lorenzo rimase in silenzio per un secondo.
-Dai su rilassati, non sarà niente di particolare, adesso saliamo in camera, sussurrò in tono dolce.
Appena entrati in camera lei si tolse la giacca del tailleur e sbottonò la camicetta, lui subito prese a succhiarle le tette, lei con la punta delle dita cominciò a sfiorarle il sesso attraverso i pantaloni, in un attimo lo senti ingrossarsi e diventate duro, lui le passò la mano tra le cosce era completamente bagnata, le prese il cazzo e se lo infilo in bocca, lo pompo per un po' poi lui la fece distendere sul letto e la penetrò con dolcezza, Laura comincio subito a gemere, fu una cavalcata lunghissima ogni volte che lei era sul punto di venire Lorenzo rallentava fino a fermarsi per poi ricominciare finché insieme raggiunsero un appagante orgasmo e Laura si senti inondare dallo sperma caldo, Lorenzo però continuava a scoparla rimanendo dentro di lei con il pene ancora durissimo, lei lo baciava appassionatamente sul collo e è sulle spalle, fino a raggiungere un nuovo orgasmo anche più violento del primo.
La mattina dopo, si svegliarono insieme, fecero colazione in camera.
-Non voglio diventare una spia, si sa che le spie hanno la vita breve. Disse Lorenzo a Laura.
-Invece le missioni che fai per i servizi segreti Italiani, quelli te la allungano? Sappiamo delle tue scampagnate con il Colonnello Testa. Ribadì acida Laura.
I due si rivestirono in silenzio, appena Laura uscì dalla camera Lorenzo prese il cellulare e compose il numero di
Hildegard.
-Volevo ringraziati per la bella serata di ieri sera. Disse in inglese.
-Da mezzogiorno alle due sono libera, possiamo vederci a casa mia? Propose subito lei senza perdere tempo.
-Ok a più tardi. Le rispose Lorenzo.

Hildegard indossava una gonna blu e una camicetta bianca molto scollata, appena lui varcò la soglia di casa lei le porse la bocca, si baciarono appassionatamente, lui le infilo la mano sotto la gonna, lei si mise a sogghignare e si inginocchio sul pavimento del ingresso per prenderò in bocca e lo prese fino in fondo, dopo poco lui la fece rialzare, sbaciucchiandosi andarono verso la camera da letto, appena entrati lui la spinse sul letto le tiro su la gonna fino alle anche poi di colpo la penetrò con forza,
-Oh si così ancora vestita come una troia è eccitantissimo, diceva a voce alta, oh si sto per venire. Urlò dopo poco mentre lui continuava a scoparla con forza finché si riversò dentro di lei che godeva rumorosamente dicendo oscenità.

C'era molta gente, un cantante, due giocatori del Sportklub Rapid Wien e sopratutto l'ospite d'onore la contessa Melanie Von  Fünfkirchen che richiamò l'attenzione di numerosi giornali, Lorenzo sempre al suo fianco perfettamente a suo agio sorrideva sereno mostrando un aria fresca e rilassata nonostante la nottata e la mattinata di sesso che aveva trascorso
Il negozio era illuminassimo da dei riflettori, un ricco buffet occupava un intero lato della boutique, Lorenzo rispondeva cordialmente in inglese alle domande dei giornalisti mettendo in risalto la sua classe innata e il suo Savoir-faire.
L'inaugurazione fu un successo, se ne parlo per giorni anche sui giornali più importanti come il Wienner zeitung e il Die presse.
Soddisfatti del successo ottenuto Lorenzo i coniugi Stürgkh le tre commesse già assunte a tempo pieno e Alexanda andarono a cenare al Karl Kolarik's Schweizerhaus nel Prater vicino alla famosa ruota panoramica affollato di turisti, verso le ventitré Lorenzo salutò tutti cordialmente e si fece portare in Hotel da Alexanda.
-Domani mattina partiamo alle otto dal Sacher per l'aeroporto Schwechat.
-Ultima notte a Vienna?
-Si
-E la vuoi passare da solo? Io sono libera, mio marito e via e la bambina e dai nonni.
-Ma non eri la donna più fedele del mondo?
-Non conoscevo te.


mercoledì 20 agosto 2014

LIBERA DI ESSERE SCHIAVA "Usata"


Usata
Simone da dietro la finestra vide sua moglie scendere dall'auto, era ormai l'alba, aveva passato la notte insonne nell'attesa del suo ritorno.
Miriam si diresse vero l'ingresso del palazzo, incrociò la signora Enrica che stava uscendo per andare a messa, le due donne si salutarono di sicuro l'aveva vista scendere dalla vettura di Ali e probabilmente tra poche ore lo avrebbe saputo tutto il condominio.
Miriam entrò in casa e Simone era lì ad attenderla davanti alla porta, non ci fu bisogno di chiederle com'era andata, la sua faccia, la sua espressione erano chiare, aveva passato una grande notte di passione ed era soddisfatta, stremata, ma contenta.
-Ti ho preparato la colazione. Le disse
-Grazie ma adesso ho solo bisogno di dormire, sono stanchissima.
-Vai pure a dormire, ti sveglio io quando è pronto il pranzo.
-Aiutami a spogliarmi, poi lava subito le mutandine e reggiseno, mi raccomando a mano, sono capi delicati.
-Certo amore non ti preoccupare ci penso io. Le rispose Simone.
Miriam cadde in un sonno profondo, verso le 13:30 Simone la svegliò con dolcezza, Miriam apre gli occhi pino piano, Simone la contemplò, era un'altra persona rispetto alla donna della sera prima, addirittura più bella se possibile, con un'aria radiosa, pienamente soddisfatta.
Pranzarono insieme sul tavolo della cucina.
-Tua mamma ci ha chiesto se andiamo da lei questa sera a cena? Disse Simone.
-Non so decidiamo più tardi. Rispose lei
Verso le 16 e 30 arrivò un SMS al cellulare di Miriam.
" Schiava vieni qua tra un'ora, ho voglia di un pompino." Ovviamente arrivava dal cellulare di Ali.
-Simone, stasera non andiamo a cena da mia mamma, devo essere da Ali tra un'ora.
-Ah vi rivedete già?
Disse Simone, stupito.
-Non volevi essere cornuto?
Rispose Miriam un po' seccata
-Eh si ma io...
-Basta stai zitto, adesso io sono la sua schiava e devo obbedirle. Rispose stizzita.
-Scusami amore, perdonami io io ..
Balbettò Simone ma Miriam non ascoltava già più, si era alzata dal tavolo e stava già andando in bagno a farsi una doccia prima di correre dal suo Amante-Padrone.
Simone mogio mogio sparecchiò la tavola e si mise a lavare i piatti.
Venti minuti dopo Miriam con in dosso un caftano blu e bianco in seta dei sandali raso terra, truccata come al solito in modo elegante, uscì di casa.
-Prendo la macchia. Disse distrattamente a Simone mentre apriva la porta.
-Se vuoi ti accompagno? Le chiese lui.
-No vado da sola. Le rispose lei
Dopo un attimo Simone era in bagno, prese le mutandine di sua moglie che indossava la sera prima, dal cesto della biancheria sporca, le esamino, c'erano dei residui di sperma di Ali.
Prese in mano il pene e cominciò a masturbarsi facendolo andare avanti e indietro con la mano a tutta velocità, cominciò a rantolare, il glande era rosso fuoco, avvicino gli slip di Miriam e le eiaculo addosso abbondati schizzi di sperma.

Quando Miriam suono il campanello della casa di Ali si sentiva il cuore in gola ed era già bagnata.
-Avanti. sentì gridare.
Apri la porta ed entrò, Ali era seduto sul divano, parlava con un suo amico.
Miriam era lì ferma in piedi con lo sguardo basso non sapeva cosa dire e cosa fare, non si aspettava di trovare un'altra persona, era terrorizzata ed eccitata.
-Vieni a prendermelo in bocca subito, schiava. Le disse Ali.
Docilmente Miriam andò a inginocchiarci davanti a lui, le apri la lampo dei pantaloni.
-Bevi tutto non devi sprecare neanche una goccia, capito schiava.
Le disse, mentre lei era già impegnata a succhiarglielo a fondo.
L'amico di Ali si alzò dal divano e si mise alle spalle di Miriam, le sollevo il sedere mettendola a quarto zampe.
-Non fermarti continua succhiarmelo. Ordino Ali.
Sentì che l'amico di Ali le stava aprendo le natiche con le mani, un attimo dopo con un colpo possente la inculo con brutalità, strappando le un grido.
Dopo poco l'uomo si riversò dentro di lei emettendo grugniti, quasi nello stesso momento anche Ali godette nella sua bocca.
-Adesso noi ti scopiamo schiava, dobbiamo svuotarci del tutto i coglioni. Disse Ali.
-Oh si sono a vostra completa disposizione. Rispose. Miriam.
I due uomini cominciarono a palparla dappertutto, poi la scoparono insieme, in una penetrazione doppia Ali davanti e il suo amico ancora dietro, eiacularono dentro di lei e poi sul corpo e sul viso.
Appena caddero sdraiati stanchi. Ali le ordino di andarsene.
Miriam si sentì usata come un oggetto di piacere, proprio come fantasticava con Simone fino a qualche giorno prima.
Ora invece era realtà. 


venerdì 1 agosto 2014

IL PLAYBOY 9


Jane non stava più nella pelle era entusiasta.
-Non vedo l'ora di conoscere tuo zio, un vero conte! Esclamò
-Langravio. Precisò Lorenzo.
-E un titolo che veniva attribuito nel medioevo ad un conte nominato direttamente dal Re, non da un suo intermediario come per esempio, Principe, Duca o Vescovo. Quindi non era soggetto al loro potere ma solo al Re e le sue decisioni erano comparabili a quelle di un Duca.
La Maserati Gran Turismo MC Stradale viaggiava veloce e sicura sulle ondulate strade collinari della Brianza.
-Anche tu sei Langravio? Chiese Jane.
-No mia mamma sposo un non nobile e perse il suo status
-Ah che peccato! Esclamò Jane
-Pazienza, succede. Rispose Lorenzo

La villa era maestosa ed elegante del diciottesimo secolo in stile barocchetto lombardo con stucchi fregi affreschi ringhiere in ferro battuto e un giardino incantevole, si poteva godere un bellissimo panorama sui laghi briantei e sulle Prealpi Comasche, anche se per mancanza di fondi molte stanze erano completamente vuote non riscaldate e da restaurare conservava intatto il suo fascino,  il cancello era aperto e Lorenzo entrò guidando fino davanti al ingresso principale, un uomo sui 70 anni elegante con un portamento fiero le andò in contro, quando fu abbastanza vicino per distinguere i lineamenti Jane notò subito che la somiglianza con Lorenzo era impressionante, in pratica era lui con 30 anni in più.
-Ti presento il quattordicesimo Langravio di Monza e Cavaliere d'onore del Sovrano militare ordine di Malta, Carlo Giovanni Enrico. Ghiringhellis de Mediolano
Pronunciò con aria solenne, Lorenzo
-Non dia retta a quel mascalzone di mio nipote, lo fa per impressionala, sono semplicemente Carlo.
Ribatté il nobiluomo in perfetto inglese.
-Zio, lei e Jane Wright, il mio capo.
Da perfetto gentiluomo di altri tempi le fece un raffinatissimo baciamano che impressionò molto positivamente la bella Americana già affascinata dal personaggio dalla nobiltà e dalla splendida cornice del luogo.

Dopo la brutta esperienza vissuta a Beirut*, dove avevano rischiato entrambi la vita, Lorenzo volle portare Jane nella villa di suo zio in Brianza per rilassarsi un po' nella quinte che la residenza offriva e anche per valutare la proposta che le ava fatto il padre di Jane, Mr Wright, diventare il responsabile delle pubbliche relazioni del calzaturificio Marchi shoes, quindi sempre in giro per il mondo ad organizzare eventi inaugurazioni di nuovi negozi, fiere, party e cocktail vari, per un playboy come lui quello era il suo habitat naturale e lo stipendio sarebbe stato ottimo, ma alla fine voleva dire anche lavorare molte ore in più con molto più impegno e quindi meno tempo per i suoi piaceri.
Furono dei giorni molto rilassanti nella villa dello zio, Lorenzo e Jane oziavano, prendevano il sole, facevano sesso, a volte la cavalcava con impeto quasi violento tra gemiti e urla di piacere a volte con dolcezza, ora che Jane aveva perso la sua verginità non vi erano più limitazioni, Jane accettava tutto, era come una bambola nelle sue mani, scopavano a lungo lei gemeva mentre lui entrava e usciva finché si scaricava dentro di lei,
Il quattordicesimo Langravio di Monza e Cavaliere d'onore del sovrano militare ordine di Malta, Carlo Giovanni Enrico. Ghiringhellis de Mediolano era un uomo molto discreto, appassionato di cavalli e come il nipote di belle donne, si vedeva poco in giro per la casa e i due amanti avevano la massima libertà di dare sfogo alle passioni d'ovunque, la servitù era ridotta all'osso sempre per via dei soldi che scarseggiavano e molto impegnata per le dimensioni della dimora, comunque tutto andava avanti con tranquillità.
La domenica passeggiarono per le vie del paese in festa, mangiando polenta, formaggi e salumi, bevendo vino bianco di Montevecchia, molto simile al Chablis, seduti ad uno stand.
Tornarono in villa nel pomeriggio, passarono dalla cucina per prepararsi un caffè e rimasero entrambi di stucco vedendo la cuoca china sul lavello della cucina che veniva presa da dietro dal Nobiluomo, mentre con la mani le massaggiava i seni prosperosi lei sussultava come se ricevesse delle scosse elettriche, i due non si accorsero neanche del loro arrivo.
Jane con immensa sorpresa di Lorenzo fece una cosa che non si sarebbe mai aspettato, andò a mettersi al fianco della cuoca anche lei china sul lavello, alzo la gonna e comincio ad ondeggiare il sedere in un chiaro segno d'invito, il Nobiluomo non ci penso due volte uscì dal sedere della cuoca e subito si incollò alle sue natiche la penetrò con un colpo secco e cominciò il suo va e vieni mentre la cuoca massaggiava le tette a Jane poi le infilo le dita nella vagina mentre con l'altra mano apriva le natiche per agevolare l'entrata di Carlo, l'Americana cominciò ad urlare di piacere, lo zio di Lorenzo al improvviso uscì dal suo sedere la giro e comincio a leccarle i seni mentre lo infilava nella figa, la scopò con entusiasmo e dopo qualche minuto finirono per godere insieme in preda ad un  orgasmo violento.
Subito la cuoca prese in bocca l'uccello del Nobiluomo e con devozione comincio a ripulirlo, Lorenzo guardò la scena immobile senza scomporsi, non si aspettava quella vitalità da suo zio.

Alle sei del pomeriggio era tutti e quarto seduti sulla terrazza a prendere un aperitivo, chiacchierando del più e del meno, la cuoca dopo aver guardato l'orologio si alzò dalla sedia dicendo.
-Devo andare a preparare la cena.
Proprio nel moneto in qui suonò il cellulare di Lorenzo.
-Good evening Mr. Wright, I thought about it and decided to accept his proposal.
Rispose Lorenzo.
La vacanza era finita.

* Vedi episodio Il playboy  8

lunedì 21 luglio 2014

LIBERA DI ESSERE SCHIAVA "Una notte di passione"



Una notte di passione

Simone e Miriam ne avevano parlato a lungo per dei mesi, ora che era arrivato il momento però Simone si sentiva insicuro aveva paura, lei invece sembrava più tranquilla.
Si stava preparando con cura, biancheria intima pregiata, trucco leggero di classe, capelli sciolti, si era messa un tubino nero molto elegante e pitturata di rosso con cura le unghie dei piedi, sandali aperti con tacco alto.
-A che ora vieni a prenderti.? Chiese Simone.
-Arriva alle otto, sbrighiamoci non voglio farlo aspettare. Rispose Miriam.
Simone senti la morte nel cuore e fu invaso da una forte gelosia ma ormai era troppo tardi per tornare indietro e poi Miriam era così convinta.
Come se leggesse nei suoi pensieri Miriam disse.
-Non ti preoccupare ne abbiamo parlato tanto, Ali e la persona giusta, dai stai tranquillo
-Ha 50 anni è arabo, non so. Rispose Simone.
-Ne ha 49 è una brava persona e mi ha detto la mia amica Antonella che è molto dotato e abile, non e quello che volevamo?
-Si certo l'importate e che sia bravo a letto e ti faccia godere tanto. Rispose Simone.
-È un arabo è una sicurezza, gli arabi sono gli ultimi veri uomini rimasti, e poi non è solo sesso. Disse Miriam.
Alle otto suono il citofono, Miriam prese la borsetta e uscì velocemente dopo aver risposto.
-Arrivo subito.
Simone guardò dalla finestra le sua bella moglie aprire la portiera della vecchia uno Fiat di Ali e salirci sopra, appena l'auto scomparve dalla sua visuale andò in bagno e si masturbo freneticamente.

Ali non sapeva esattamente neanche lui la sua età, perché al suo paese si veniva registrati al ufficio anagrafe dopo del tempo quando il capo villaggio andava a denunciare le nascite, ufficialmente stando ai documenti ne aveva 49 ma erano forse qualcuno in più.
In Italia da venti anni, aveva sempre lavorato prima come bracciate agricolo poi come muratore e ultimamente come operaio nel azienda dove Miriam faceva l'impiegata, non si era mai sposato ma aveva avuto tantissime amanti.
Miriam al inizio lo negava persino a se stessa ma era sempre stato molto attratta da quel uomo forte e deciso che si sapeva far rispettare ed era capace di imporsi, esattamente il contrario di suo marito, erano sposati da due anni e a volte le sembrava di farle da mamma, aveva voglia di un uomo forte capace di possederla e sottometterla.
Mangiarono una pizza in un locale un po' squallido di un amico di Ali che non dava l'idea del pulito ed era frequentato per il 99 per cento da Arabi che guardavano Miriam in modo eloquente e commentavano nella loro lingua.
Dopo la pizza andarono a casa di lui, già in macchina Ali aveva cominciato a toccarle le gambe e a strofinarle sulle sue cosce, la bacio sul pianerottolo prima di entrare in casa, lei rispose al bacio, le loro lingue si intrecciarono a lungo, appena entrati nel piccolo atrio Miriam si lasciò cadere in ginocchio le apri la lampo dei pantaloni lo prese in mano, era già duro come il marmo e se lo infilo in bocca.
Ali comincio a dare colpi di reni per spingerlo fino in fondo, quando senti che stava per venire si fermò e si staccò, lui la fece girare, lei capì subito e si mise col sedere in aria.
Ali le tirò giù le mutandine con forza e la penetrò poderosamente, lei si mise ad urlare le sembrava che la stesse spaccando in due ma poco dopo provò una sensazione divina sentendolo godere svuotandosi nel suo sedere.
Dopo un attimo si rialzò, lui la guido in camera, Miriam si spoglio completamente mentre lui là guardava un attimo dopo le era già tornato duro, ancora la penetrò con una violenza che la fece urlare mentre l'enorme pene spariva nella sua vagina, comincio un altra cavalcata lunghissima per forse un ora  si accoppiarono come bestie senza dire una parola.
Poi finalmente Miriam disse.
-Grazie e stato bellissimo, fantastico non ho mai provato una cosa simile non ho mai goduto così in vita mia, Grazie Grazie,Grazie Ali ti adoro vorrei che tu mi addestrassi ai tuoi piaceri ti prego usami per le tue voglie quando vuoi, sarò sempre totalmente sottomessa  ai tuoi desideri.
Ali non parlò, lei comincio a darle piccoli baci sul petto, dopo poco ebbero un altro amplesso, alla fine Ali si sdraio sul dorso stanco e soddisfatto.
-Tu no  innamorata di tuo marito. Le chiese Ali.
-Lo sono ma è che mi piace venire sottomessa e a volte anche punita e lui di carattere non può farlo non riesce, per questo voglio un uomo come te che sia il mio amante- padrone, a volte sogno addirittura di essere portata in giro nuda al guinzaglio, che bellezza cosi sarei veramente una schiava.
-Tu vedrai che tu tra poco tempo tu mia schiava. Disse lui
-Grazie, padrone mio.
-Ti userò, se avrò voglia ti frusterò, ti presterò ai miei amici, ti punirò anche senza motivo, farò tutto quello che ho voglia, lo sai non sarà solo sesso.
-Si lo so e lo accetto. Rispose.
Dormirono per un paio di ore poi Ali si svegliò e le si getto ancora addosso, senza perdere tempo punto il pene contro il suo ventre e con un potente colpo di reni la penetrò e la scopò per un tempo indefinito con un gran ritmo, finché godette emettendo un grugnito selvaggio, ma rimase ancora a lungo infilato dentro di lei.
-Tu brava schiava di sesso le disse. Miriam si sarebbe ricordata tutta la vita quella notte.


martedì 1 luglio 2014

IL PLAYBOY 8

Il viaggio fino a Beirut era stato fantastico, prima classe sul 747 dell' Air France comodissimo, cibo buono, attenzioni della hostess e champagne.
Lorenzo era abbronzato da un soggiorno a Saint-Moritz, in perfetta forma fisica, sobriamente elegante come sempre, con un abito sartoriale 100% cotone beige, a Beirut le aziende calzaturiere più prestigiose
Presentavamo in anteprima a le collezioni mirate per il mercato Libanese,  la Marchi shoes, azienda calzaturiera di Varese dove lavora come rappresentante di recente acquistata da John Wright, imprenditore Statunitense era presente.
I paesi emergenti come quello Libanese, permettevano di andare avanti nei momenti di crisi.
Seduta al sedile a fianco al suo, Jane la figlia di Mr Wright,
Sonnecchiava tranquilla, indossava un elegante tailleur di Chanel, camicetta bianca, calze nere scarpe col tacco alto di coccodrillo, insieme avevano passato una splendida settimana sulle nevi di Saint-Moritz.
La sera prima l'aveva presa dietro affondando dentro di lei fino a farle raggiungere l'orgasmo gridando di piacere, poi mentre lui si stava facendo la doccia, lei apri la porta della cabina in biancheria sexy.
-Ho voglia ancora. Disse aprendosi le chiappe con le mani e piazzandole il sedere contro il suo uccello, lui nuovamente gli è lo infilo fino in fondo mentre con una mano le accarezzava la vagina, dopo poco ricomincio a gridare di piacere, dopo essere venuta, si giro e si strinse al suo corpo, si baciarono a lungo, poi la faccia di lei scese fino al sesso di lui lo inghiotti e lo succhio divinate, la ragazza trentenne unica figlia di John Wright voleva arrivare vergine al matrimonio, e quindi concedeva al playboy solo il lato b e le faceva favolosi pompini con ingoio.
Mezz'ora dopo erano sdraiati a letto, lei con voce suadente disse.
-Perché non ci sposiamo? Lo so che muori dalla voglia di scoparmi se mi sposi non ci saranno più problemi.
-Non sono portato per il matrimonio. Rispose Lorenzo
-Diventeresti un uomo ricco.
-Guido una Maserati Gran Turismo MC Stradale, un auto che fa i 300 al ora Sono già un uomo ricco. Rispose
-Con discrezione potresti anche continuare ad avere delle amanti occasionali. Insistette lei.
-Non offenderti ma proprio non ho intenzione di sposarmi.
Le aveva risposto secco.
Lei si era zittita e poco dopo si addormentarono.

I' esposizione si svolgeva al Hotel Riviera situato sul famoso lungomare di Beirut, ma Lorenzo e Jane avevano preso una camera al Four Seasons Hotel, posto in una posizione centralissima a pochi passi dall' Edificio del Parlamento del Libano, e altri luoghi d'interesse come Piazza dei Martiri, Moschea di Mohammed Al Amin.
Jane era stata silenziosa tutto il tempo, probabilmente se l'era presa a male per il netto rifiuto di Lorenzo alla sua proposta di matrimonio.
Appena entrati nella lussuosa camera dotata di balcone con vista sulla città e sul mare, Lorenzo si lasciò cadere sul comodo letto con lenzuola in coltone e piumino.
Senza dire una parola Jane si inginocchiò sul pavimento e gli è lo prese in bocca con una dolcezza e una docilità mai vista prima, per prolungare al massimo il piacere di Lorenzo ogni tanto si arrestava e poi riprendeva piano piano a leccarglielo, stava in una posizione decisamente scomoda ma non aveva fretta, poi cambio ritmo e lo inghiotti fino in gola accelerò finché Lorenzo esplose e lei bevve tutto.

Pranzarono alla Marina vicino al Four Seasons, fu lì che Lorenzo vide un volto conosciuto in mezzo alle numerose donne eleganti che passavano, subito si preoccupo, "Guai in vista" pensò. Fece finta di niente e continuo la discussione sulle nuove collezioni con Jane.
Finito di pranzare dopo aver pagato il conto, sali le scale per rientrare al Four Seasons, mentre Jane decise di fare due passi per smaltire il pranzo.
Nella hall del hotel se la ritrovo davanti, Laura Barri che indossava ancora il "Suo vestito da troia" come lo aveva defunto lei stessa, un abito molto provocante con una scollatura da brivido.
-L'ultima volta che ci siamo visti non mi hai dato neanche il tempo di ringraziarti per avermi salvato la vita, come mai a Beirut?
-Questa volta e la tua fidanzatina che rischia e dobbiamo proteggerla.
- Dobbiamo chi?
Laura apri la borsetta. Senza risponderle
-Prendi questa e non lasciarla sola nemmeno un momento  finché non rientrate in Europa, era una Glock 17 con caricatore a quindici colpi, Lorenzo la prese senza dare nel occhio e la infilo nella cintura sotto la camicia.

Divento l' ombra di Jane seguendola dovunque andasse, tenendola d'occhio anche quando andava in bagno, sempre a al suo fianco sia al esposizione nel Hotel Riviera, sia nei vari cocktail a qui parteciparono.
In camera poi fecero diverse battaglie sessuali, Jane si esibiva anche in provocanti spogliarelli solo per lui, di solito dopo le faceva un pompino, poi improvvisamente una sera dopo averglielo succhiato e aver mandato giù tutto, mentre si era rilassato, Jane le disse che avrebbe fatto tutto con lui se lui voleva e che era arrivato il momento di perdere la verginità.
Lui l"afferro e la trascino sul letto e un secondo dopo la penetrò con un colpo secco, a lei sfuggì un gridolino di dolore ma lui inquirente continuo a scoparla spingendolo sempre più in fondo, mentre lei gemeva e emetteva gridolini di piacere finché la fece godere più volte, quando lo tiro fuori si fece ripulire con la lingua, poi lui la strinse e la bacio con dolcezza e a lungo tenendola tra le braccia.

Stavano andando al aeroporto su di un taxi, Lorenzo aveva accumulato molta tensione, era sempre stato in guardia dopo quelle che le aveva detto Laura, stava già pensando come liberarsi della pistola che le aveva dato prima di passare i controlli doganali, quando si accorse che due moto Honda stavano seguendo il loro taxi, su ognuna delle due vie erano due uomini.
Man mano che uscivano dal centro abitato Lorenzo sentiva crescere la tensione sapeva che qualcosa stava per succedere, prese il cellulare, provo a chiamare Laura, nessuna risposta, le mando un sms, "help" scrisse, ma nessuna risposta.
-Tutto bene? Hai una faccia strana. Chiese Jane.
-Stai pronta se ti dico giù, buttati sul pianale del auto e stai lì senza muoverti. Le rispose Lorenzo.
-Ma cosa succede? Chiese.
Le moto si stavano avvicinando sempre di più, Lorenzo tiro fuori la pistola e controllo il caricatore.
Quando vide un auto messa di traverso sullo stradone e le due moto avvicinarsi capì che era il momento, il passeggero sulla prima moto fece per estrarre la pistola. Lorenzo gridò "Giu" a Jane e la spinse sotto il sedile con una mano mentre con l'altra sparò al conducente della prima moto che colpi e fini fuori strada intanto mentre si avvicinava l'auto messa di traverso il passeggero della seconda moto cominciò a sparare, il tassista inchiodo la vettura per non travolgere l'auto ferma, Lorenzo rispose al fuoco, da dietro l'auto ferma uscirono tre uomini con i Kalashnikov, Lorenzo riuscì a ferirne uno e colpire il passeggero della seconda moto, ma ormai aveva esaurito il 15 colpi del caricatore, sarebbe stata la fine se non fosse sbucato dal nulla una terza moto proveniente la lato opposto con due persone a bordo, che in pochi attimi risolvete la questione freddando tutti gli uomini del commando.
Il passeggero della moto scese mentre il conducente riparti a forte velocità, si tolse il casco, era Laura Barri.
-Ah il mio angelo custode! Disse Lorenzo.
Laura si mise alla guida delta taxi spingendo via il tassista
e parti sgommando verso l'aeroporto.
Avvisò col cellulare che stava arrivando e le fù aperto un cancello secondario in modo potesse entrare e arrivare su di una pista di decollo senza neanche rallentare.
Fermò la vettura sotto la scaletta del Falcon della CIA, che decollo dopo 5 minuti con destinazione Londra.