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giovedì 25 giugno 2015

Losing My Mind - Perdendo la testa

Liza Minnelli


The sun comes up, I think about you – Il Sole sale, penso a te
The coffee cup, I think about you – La tazza di caffè, penso a te
I want you so, it’s like I’m losing my mind – Ti desidero tanto, è come stessi perdendo la testa
The morning ends, I think about you – Il mattino finisce, penso a te
I talk to friends and think about you – Parlo con gli amici e penso a te


And do they know it’s like I’m losing my mind – E loro sanno che è come stessi perdendo la testa
All afternoon doing every little chore – Per tutto il pomeriggio a fare lavori di routine
The thought of you stays bright – Il pensiero di te rimane luminoso
Sometimes I stand in the middle of the floor – A volte sono in piedi nel mezzo dela pista
Not going left, not going right – Non andando ne a sinistra ne a destra

I dim the lights and think about you – Abbasso le luci e penso a te
Spend sleepless nights to think about you – Passo le notti insonni pensando a te
You said you loved me, or were you just being kind? – Dici che mi ami, o sei stato solo gentile?
Or am I losing, Losing my mind? – O sto perdendo, perdendo la testa?

All afternoon doing every little chore – Per tutto il pomeriggio a fare lavori di routine
The thought of you stays bright – Il pensiero di te rimane luminoso
Sometimes I stand in the middle of the floor – A volte sono in piedi nel mezzo dela pista
Not going left, not going right – Non andando ne a sinistra ne a destra

I dim the lights and think about you – Abbasso le luci e penso a te
Spend sleepless nights to think about you – Passo le notti insonni pensando a te
You said you loved me, or were you just being kind? – Dici che mi ami, o sei stato solo gentile?
Or am I losing, Losing my mind? – O sto perdendo, perdendo la testa?

Or am I losing my mind? – O sto perdendo la testa?
Or am I losing my mind? – O sto perdendo la testa?
You said you loved me, or were you just being kind? – Dici che mi ami, o sei stato solo gentile?
Or am I losing my mind? – O sto perdendo la testa?
Or were you just being kind? – o sei stato solo gentile?
Or am I losing my mind? – O sto perdendo la testa?
Losing my mind? – Perdendo la testa
Losing my mind? – Perdendo la testa
Losing my mind? – Perdendo la testa
Losing my mind? – Perdendo la testa
Losing my mind? – Perdendo la testa

lunedì 1 giugno 2015

IL BANDITO Parte seconda


Parte seconda

 

Federico stava preparando la cena mentre Gaetano era affondato nella poltrona del salotto con in mano un bicchiere di birra e la testa appoggiata allo schienale, Maria le succhiava piano piano il cazzo.

-E’ proprio come avevo immaginato dalle lettere che mi scrivevi in carcere, sei una porca, la mia svuota coglioni, ah come succhi bene, il cazzo, vedrai schiavetta ne avrai altri tra un po’ da mettere in bocca, quelli dei miei compari, ehi tu cornuto, lo sapevi che le piacciono i cazzi grossi alla mia maiala e tu adesso non riuscirai più a soddisfarla dopo il mio e quelli che le daremo stasera.

Maria continuava a succhiare con impegno l’uccello di Gaetano e sentiva le secrezioni colarle sulle cosce, Federico era ansioso per l’arrivo degli altri tre, sia lui che Maria sapevano che sarebbe stata un esperienza che non avrebbero più dimenticato.

Quando suonò il campanello, Gaetano ordinò a Maria di andare ad aprire la porta cosi come si trovava completamente nuda, lei tremava dalla vergogna.

Quando aprì la porta si trovò di fronte i tre delinquenti che aveva cercato per volere di Gaetano, tutti e tre avevano un aria feroce e la guardarono con eccitazione.

-Entrate, Gaetano vi aspetta. Disse a voce bassa, tremando per la paura che qualche vicino passasse di li e la potesse vedere nuda e indifesa.

Gaetano e i suoi amici si salutarono con calorosi abbracci.

-Quanto tempo è passato. Disse il turco.

-Si finalmente ho finito di scontare la pena e adesso si torna alla vecchia vita. Affermò Gaetano.

- Sedetevi comodi.

-Cornuto porta un aperitivo ai miei amici, e tu Maria fai un pompino a tutti e tre, tanto per cominciare. ordinò Gaetano

Il primo ad aprire i pantaloni e tirare fuori il pene fu Carmelo Russo detto dumbo, e Maria capi subito il perché del soprannome che aveva, pur essendo smilzo Carmelo era superdotato, non aveva mai visto un pene cosi grosso, andò ad inginocchiarsi davanti a lui e cominciò a leccarglielo, poi a fatica lo prese in bocca sforzandosi di ingoiarlo tutto e cominciò a spampinarlo fino a farlo venire nella sua bocca e ingoio tutto, dopo un attimo fu la volta di Angelo Cammarrata detto Turco, che lo aveva di dimensioni più normali e alla fine toccò anche a Salvatore Rizzo detto orso, tutti e tre le vennero in bocca e lei inghiottì sempre ingoiato tutto.

Gaetano e i suoi amici facevano battute volgari ad alta voce e ridevano sguaitamete.

Federico comparve vicino alla porta del soggiorno e disse.

-Signori posso servire la cena quando volete.

-Tu starai in cucina ci servirà a tavola la svuota coglioni. Ordinò Gaetano.

I quarto si sedette a tavola, Maria completamente nuda cominciò a servire a tavola.

-Dunque amici, ho conosciuto questa coppia quando ero in carcere, tramite Don Maurizio, che è diventato il mio padre confessore ed è il parroco del paese.

Federico e Maria erano una coppia modello quando hanno cominciato a scrivermi in carcere, dopo le prime lettere di conoscenza, mi hanno confessato che stavano vivendo una vita piatta senza emozioni e nonostante si amassero avevano bisogno di qualcosa di eccitante nella loro vita, non solo eccitante ma anche perverso e proibito, piano piano si sono messi a nudo e mi hanno raccontato tutte le loro fantasie più perverse.

Le ho scritto anche io e li ho rassicurati che sarei stato in grado di farle vivere tutte le loro fantasie, ma avrebbero dovuto aiutarmi a rimettere insieme la mia vecchia banda, e darci appoggio nelle nostre future attività. Rapine, estorsioni, ricatti, ecc..

Ecco come mi hanno risposto.

Gaetano estrasse dalla tasca dei pantaloni un pezzo di carta piegato, lo aprì poi chiamò Maria.

-Vieni qui e leggi ai mie amici quello che mi hai scritto.

-Si Padrone.

Maria si avvicino prese la lettera dalle mani di Gaetano e cominciò a leggere.

 

Padron Gaetano è la vostra schiava Maria che vi scrive.

Innanzitutto per ringraziarmi di aver capito esattamente di cosa abbiamo bisogno io e mio marito Federico.

Per vivere una vita vera abbiamo bisogno di provare sensazioni forti e di essere dominati, sia sessualmente che psicologicamente da un uomo duro che sappia farsi ubbidire e servire.

Non vedo l’ora di diventare la vostra schiava qui in casa mia con mio marito che farà solo da servitore e al limite ci osserverà.

Ho già contattato, uno dei vostri amici, telefonicamente e si è detto disponibile a tornare in attività con voi quando uscirete dal carcere.

Vostra schiava Maria.

 

Maria aveva letto con voce tremate quello che aveva scritto, si vergognava tremendamente a leggerlo cosi nuda davanti a persone non conosceva.

Era rossa in volto dalla vergogna, piegò la lettera la riconsegno a Gaetano mettendosi in ginocchio davanti a lui, il quale con un gesto bonario le passo la mano sulle testa come si fa con un cane ubbidiente.

-Da oggi comincia per te e per tuo marito una nuova vita, stanne pure certa schiava. Disse Gaetano.  

venerdì 1 maggio 2015

IL BANDITO


Parte prima

Quando Gaetano Usci di prigione aveva sessant’ anni di qui trenta passati in carcere, conservava però la sua arroganza e spavalderia di quando era un giovane che voleva avere tanti soldi e fare la bella vita senza la seccatura di dover lavorare.
Ad attenderlo al uscita Don Maurizio il parroco del paese dove era nato e cresciuto che aveva più o meno la sua età ed era diventato il suo padre confessore quando era finito in carcere, oltre a Don Maurizio vi era la giovane coppia di parrocchiani con i quali e si erano scritti parecchio e si erano resi disponibili  ad offrirle ospitalità per i primi tempi, in quanto proprio no sapeva dove andare.
Lei Maria era una bella donna di 31 anni molto seria che frequentava la parrocchia ed era sempre molto attiva nella beneficenza, la classica brava signora di un eleganza sobria ben tenuta, lui Federico 35 anni un bell’ uomo alto e sportivo, lavorava in banca e stava facendo una bella carriera, anche lui frequentava la parrocchia e allenava la squadra di calcio dell’oratorio, ragazzi dai 15 ai 20 anni che partecipavano ai vari tornei.
Federico amava la moglie alla follia e la adorava come una dea, si conoscevano da quando erano ragazzini e tutti e due frequentavano l’oratorio,  da subito si erano messi insieme lei aveva 16 anni e lui 20 poi si erano fidanzati e qualche anno dopo si erano sposati.
Don Maurizio era la loro guida spirituale.
-Finalmente ci conosciamo di persona. Disse Maria allungando la mano per stringergliela, in effetti non si erano mai visti prima, Gaetano aveva scontato la sua pena in un carcere a un centinaio di chilometri dal loro paese, luogo che era profondamente cambiato dai tempi in qui Gaetano seminava il panico,  era finito in carcere più o meno quando Maria stava per nascere, lei lo aveva già visto in foto su vecchi giornali in paese ancora si parlava delle sue gesta di bandito, quando aveva rapinato l’ufficio postale, quando aveva sequestrato la figlia del proprietario di una industria e poi era diventato il suo amante, di come aveva sottomesso le bande rivali diventando il capo di tutta la malavita della zona.
Di certo Gaetano era un tipo carismatico, anche se ora era un po’ sovrappeso e aveva perso i capelli le rimaneva lo sguardo spietato in certi momenti addirittura ipnotico e l’aria arrogante.
I quattro salirono sulla BMW di Federico per tornare a casa, Don Maurizio si sedette a fianco a Federico che guidava e Maria si sedette dietro con Gaetano, per quasi tutto il tempo parlò solo Don Maurizio, raccontando aneddoti dei tempi che furono e facendo molte raccomandazioni a tutti soprattutto al ex detenuto Gaetano che ascoltava in silenzio.

Arrivati a casa, Federico e Maria fecero vedere l’appartamento a Gaetano, era un ampio 3 locali di 90 mq, dal ingresso si accedeva al soggiorno con balcone, la cucina due camere e il bagno, lo fecero sistemare nella camera più ampia con il balcone, la loro era leggermente più piccola con la finestra.
Mentre Gaetano si faceva una doccia, Maria si mise a preparare il pranzo e Federico apparecchiò la tavola, don Maurizio li saluto e tornò in parrochia.
Quando Gaetano finì la doccia si mise l’accappatoio in morbida spugna che le avevano preparato e usci dal bagno.
-Don Maurizio è andato? Chiese.
-Si. Le risposero.
-Bene, allora ditemi subito siete riusciti a procurarvi quello che vi avevo chiesto?
-Si una Beretta 92 una Glock 17 e una Smith & Wesson 9 mm. Rispose Maria.
-Bravi, niente male per dei principianti. Esclamò Gaetano.
-Principianti ma con un grande maestro. Rispose Maria.
-Il vostro maestro che adesso è qui finalmente è con voi.
Gaetano si sedette su una sedia della cucina.
-Adesso ho voglia di un pompino, Maria, vieni qui. Ordinò
Maria avvicinò e si mise in ginocchio davanti a lui gli tirò fuori il cazzo grosso e già duro.
-Me lo devi succhiare tenendo le mani dietro la schiena, mi raccomando.
Maria si diede da fare per darle piacere senza farlo venire in bocca.
-Tu  spogliati. ha ordinato Gaetano a Federico.
-Pensa che tra poco il mio grosso cazzo sfonderà culo di tua moglie mentre tu non l’hai mai inculata, è vero che non l’hai mai inculata come mi ha scritto nelle lettere che mi spediva in carcere?
-Si. Rispose Federico.
-Si chi? Urlò Gaetano.
-Si Padrone. Rispose Federico.
-Vuoi che la sfondi bene tua moglie?
-Si Padrone.
-Allora adesso tu schiava Maria mettiti a quadro zampe con le reni inarcate.
-Subito Padrone. Rispose Maria mentre eseguiva l’ordine.
-Tu aprigli le chiappe con le mani. Ordinò Gaetano.
Un attimo dopo Maria senti il glande di Gaetano entrare nel culo.
-Schiava vuoi che ti inculi?
-Si Padrone.
-E tu cornuto vuoi che inculi tua moglie?
-Si Padrone.
Gaetano comincio piano piano a penetrale spingendo fino in fondo e muovendosi sempre più velocemente.
-Ti piace porca?
-Si Padrone.
-Diventerai la mia schiava svuota-coglioni.
-Si Padrone.
Maria aveva la sensazione di essere spaccata in due, ma il dolore non era cosi tremendo come credeva.
Gaetano affondò il suo pene completamente nel condotto e comincio ad andare e venire.
-Cornuto ti piace vedere tua moglie sverginata nel culo dal mio cazzo?
-Si Padrone.
Maria sentiva crescere un godimento fortissimo, Gaetano fini eiaculandole nel culo e questo aumentò il suo godimento.
Federico lo aveva bello duro e se lo stava menando ma Gaetano gli proibì di godere e si fece servire un prosecco. 
-Allora siete convinti di quello che mi avete scritto e volete andare avanti?
Volete davvero diventare i miei schiavi e assistenti nei vari colpi che ho intenzione di mettere a segno?
-Si Padrone. Risposero in coro.
-Avete contattato le persone che vi ho detto?
-Ne abbiamo trovato solo tre, gli altri sono morti o in carcere.
-Chi sono?
-Carmelo Russo detto Dumbo, Angelo Cammarrata detto Turco, Salvatore Rizzo detto orso.
-Bene voglio vederli tutti e tre qui stasera a cena, chiamateli e fateli venire qui.