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domenica 1 novembre 2015

GIUSY L’INFEDELE due


Era la prima volta che Giusy portava a casa un uomo, tutti gli altri tradimenti erano sempre avvenuti fuori dalle mura domestiche.
Antonio suo marito era al lavoro e non sarebbe tornato prima delle sette di sera, quindi era abbastanza tranquilla Mahir si andò a sedere sul divano.

-Porta da bere. Ordinò 

-Si subito, una birra va bene? Chiese Giusy.

-No spremuta di arancia io non bere alcolici, sbrigati e prima togli scarpe, che io dovere stare comodo.

Giusy che non era in genere una che si fa comandare ma ubbidì senza fiatare.

Mentre era inginocchiata davanti a Mahir per toglierli le scarpe, notò che il sesso del suo ospite stava diventando duro.

Le sbottonò la patta dei pantaloni e le tiro giù gli slip tirandole fuori la punta della verga, con dolcezza le scalpellò completamente il glande e lo prese delicatamente tra le labbra cominciando a farle un pompino mentre lui le aveva messo una mano sulla nuca e una sulle tette stringendole il seno sodo e pesante che le riempiva tutta la mano.

Giusy lasciò la verga e con la bocca e cominciò a leccarle i testicoli da cima a fondo e poi lì ingoio completamente dopo qualche minuto riprese in bocca il cazzo di Mahir e ricominciò il lento lavoro di aspirazione, finché lui eiaculò nella bocca ti Giusy.

Fu in quel momento che si aprì la porta di casa e Antonio vide la scena.

-Amore ma cosa fai! Esclamò incredulo.

-Antonio ma cosa ci fai a casa a quest'ora? Disse Giusy

-Non stavo bene e sono uscito prima dal lavoro, rispose lui bianco cadaverico in faccia.

Il momento era carico di tensione, Giusy e Antonio imbarazzatissimi.

Mahir, invece calmissimo disse ad Antonio.

-Torna tra mezz'ora che dobbiamo riprenderci.

A testa bassa Antonio riuscì di casa.

Mahir, prese Giusy con forza e la trascinò sul divano, le alzò la gonna e la prese con furia senza alcuna cura,

Giusy sentiva dolore per via delle dimensioni del pene di  Mahir ma era eccitatissima e quasi subito cominciò a godere, Mahir si scaricò ripetutamente dentro di lei dicendole

-Sei una puttana, una troia, vacca vacca.

Questo aumentò il suo godimento.

Appena si riprese sentì squillare il cellulare era Vincenzo.

-Sono sotto casa tua adesso salgo. Le disse

-No no salire, rispose e chiuse la comunicazione.

Due minuti dopo suonò il campanello.

Giusy si rivesti in qualche modo e andò ad aprire.

Si ritrovò davanti Vincenzo.

-Cosa voi vattene disse.

Dal salotto arrivò la voce di Mahir.

-Fallo entrare. Ordinò

Giusy ubbidì.

-Vieni amico vieni che scopiamo insieme questa troia, no problema, se vuoi scoparla tu tanto già fatto quello che dovevo fare. Disse Mahir.

In quel momento Giusy si senti veramente un oggetto usato e prestato e poi probabilmente buttato via.

Mahir andò a sedersi comodo sul divano.

-Siediti amico e tu falle pompino come fatto a me prima.

Ordinò a Giusy.

Lei si inginocchio davanti a Vincenzo e cominciò a succhiarglielo dopo poco Mahir si alzò e andò a metterle un dito nella figa e poi mise anche il secondo, mentre lei era intenta a succhiarlo a Vincenzo, Mahir tirò fuori le dita dalla figa bagnata di Giusy e cominciò a lubrificarle il sedere, dopo un attimo, Mahir indirizzo il suo pene tra le chiappe di Giusy e cominciò a spingere, Giusy si mise a strillare dal dolore ma lui senza pietà spinse ancora più forte fino a quando entrò completamente, Giusy aveva le lacrime agli occhi per via delle dimensioni del pene di Mahir, circa 25 centimetri.

Lui la prese per i fianchi la tirò a se dandole dei possenti colpi di reni finché entro fino all’ultimo millimetro, se le pompò per circa dieci minuti fino a quando con un grande urlo le sborrò tutto nel culo, anche lei godette al punto da dimenticarsi del dolore, intanto Vincenzo le schizzo in faccia ripetutamente.

Proprio in quel momentò rientro in casa suo marito Antonio.

giovedì 15 ottobre 2015

GIUSY L’INFEDELE

Trattoria del camionista

Ore 12, 10

Il piazzale davanti alla trattoria era già pieno di camion furgoni e utilitarie di lavoratori della zona, tutto il personale nel pieno del lavoro, per caso passando davanti ad una delle grandi finestre che dava sul piazzale, Giusy vide entrare nel parcheggio il camion di Vincenzo, subito ebbe un fremito di eccitazione.
Da circa un anno Vincenzo almeno una volta a settimana arrivava dalla Sicilia con il suo camion si fermava a mangiare in trattoria, dove lei lavora come cameriera, finito il turno in trattoria Giusy lo raggiungeva nella cabina del suo autotreno.
Si metteva a cavalcioni sopra di lui che cominciava subito a palparle le tette, dopo un attimo lui sentiva i suoi capezzoli indurirsi sotto le sue dita, poi da sola lei si impalava sul suo possente pene che scivolava dentro e i due cominciano a scopare ad un ritmo sempre più veloce, mentre lui continua a palparle i seni, andavano avanti così a lungo fino a raggiungere l'orgasmo.

Giusy era veramente una bella donna di trenta anni, capelli neri occhi verdi non molto alta ma ben proporzionata con le curve abbondanti nei punti giusti, sposata da otto ani con Antonio 35 enne impiegato, lavorava come cameriera alla trattoria del camionista da quando aveva 18 anni.
Dopo il matrimonio per un paio di anni era stata fedele al marito, ma poi aveva ceduto alla corte di Rodrigo un camionista spagnolo quarantenne molto passionale, quel anno organizzò persino le vacanze con il marito in Spagna in un luogo di villeggiatura vicino a dove abitava Rodrigo in modo da vedersi.
Al età di 27 anni una volta finita la storia con Rodrigo perché aveva cambiato giro e non passava più di lì, ebbe una intensa relazione con Renzo titolare di una ditta della zona con una cinquantina di dipendenti un uomo distinto e benestante 38 enne il quale si era innamorato di lei fino ad arrivare sul punto di lasciar moglie e figli per poter stare con lei a tempo pieno e in modo definitivo, ma lei lo lasciò subito dopo aver conosciuto Vincenzo camionista siciliano cinquantenne non proprio un bell'uomo, piuttosto grasso con pochi capelli grigi ma molto vigoroso e forte fisicamente un po' brutale e rozzo con modi di fare spicci e autoritari.
Antonio il marito non seppe mai nulla di quelle relazioni, anche se a volte ebbe il sospetto sul infedeltà della moglie ma mai una prova, lei era sempre stata molto attenta e brava a non farsi scoprire. 

Per Giusy con Vincenzo era stato subito diverso che con gli altri, a lui si donava completamente senza riserve e si rendeva schiava di ogni suo vizio accettando qualsiasi cosa da lui.
Anche quel pomeriggio finito di lavorare lei lo raggiunse nella cabina del suo camion ma sorpresa lo trovò con Rosa la figlia ventidue enne dei proprietari della trattoria.
Vincenzo la stava sodomizzando, spingeva ben in fondo al giovane sederino di Rosa che gemeva con tutta l'anima, dimenava i fianchi, sembrava matta mentre lui le strizzava i seni.
Giusy scese dal camion molto contrariata sbattendo la portiera in quel momento stava salendo sul suo autotreno Mahir, un autista Turco.
-Vieni da me.
Le disse sorridendole, lei fece finta di niente e si incamminò verso la sua auto per tornare a casa, ma sentì forte dentro di lei il desiderio di vendicarsi così tornò indietro e salì sul camion di Mahir che era un uomo possente anche lui di circa 50 anni con folti capelli grigi e un paio di baffoni molto spessi, Giusy cominciò a pomparlo con impegno, strinse bene le labbra sulla sua grossa verga e lavorò di lingua umida, Mahir dopo poco schizzò nella sua bocca ma non gli tornò molle, lei aveva ancora la bocca piena di sperma quando lui gli e lo ha infilato dentro, la sua verga le apriva meravigliosamente le grandi labbra e le saliva nel ventre, lei sopra di lui le stringeva forte le gambe sui fianchi per sentirlo bene dentro, finché lui la riempi di sperma.
A entrambi ci vollero lunghi minuti per riprendersi.
Appena si fu ripresa Giusy le disse.
-Se non devi partire subito perché non vieni a casa mia.
-Si va bene tanto devo fare pausa lunga e riparto domani mattina.
Rispose Mahir, in un italiano un po' incerto e una forte cadenza Turca.

 

giovedì 1 ottobre 2015

MIA MOGLIE SUA SCHIAVA SESSUALE


Da un anno a questa parte mia moglie Maria è diventata l'amante di Malik un uomo Arabo di 50 anni che la soddisfa pienamente, facendola sentire donna al cento per cento, lei ha 32 anni e bionda con occhi azzurri una 44 di taglia e terza di reggiseno. Siamo sposati da 2 anni e da sempre mi dice che mi ama, andiamo molto d'accordo e stiamo bene insieme, ma lei non no può rinunciare al fatto di essere la sua schiava sessuale tutto fare.
Degli uomini Arabi le piace tutto l'odore la muscolatura i loro modi
di fare la fano sciogliere e fremere.
Essendo bionda e opulenta ha molto successo con loro, Malik le ha insegnato alla perfezione come comportarsi da sua schiava.
Vuole che le offra la sua fica mettendosi sopra di lui e deve darsi sempre molto da fare e ubbidire ai suoi ordini per succhiarglielo meglio che può.
È stato lui a toglierli la verginità anale, ricordo quella sera ero presente, lei le disse
-Chiedo solo di essere la tua schiava e che tu mi svergini dietro. La fece mettere a quattro zampe sul nostro letto, prima le ha dato degli sculaccioni perché secondo lui non aveva il culo abbastanza offerto e teso quindi non si comportava da brava schiava sessuale, poi è andato dietro di lei e l'ha penetrata con un colpo secco, dopo qualche va e vieni si è fermato e Maria ha dovuto muoversi da sola e impalarsi sul suo uccello.
-Devi imparare a dimenare bene il culo schiava. Le diceva in continuazione.
Dopo poco lei ha cominciato a godere molto forte, gemendo e rantolando.
-Come non ho mai goduto in vita mia. Mi ha detto dopo.
Restarono abbracciati per un po' di tempo, lui le baciava la nuca e le spalle ancora con l'uccello infilato nel suo retto Malik se la godeva come un matto, ricordo il suo viso soddisfatto che mi guardava con disprezzo.
Adesso la sodomia per loro è una pratica consueta, mentre a mè non l'ha mai concessa.
Maria è sempre stata una brava ragazza frequentava la parrocchia e con me mai il cazzo in bocca e tanto meno nel sedere, ne da fidanzati ne nel primo anno di matrimonio, i nostri rapporti sono sempre stati protetti.
Malik non ha mai voluto usare il preservativo, quindi Maria ha cominciato a prendere la pillola, mentre con me voleva sempre che lo mettessi.
A volte appena Malik arriva a casa la infilza immediatamente in piedi contro la porta d'ingresso.
Non parla neanche le caccia in bocca l'uccello e alla fine si svuota in fondo alla sua gola o schizzandole lo sperma anche sulla faccia.
Maria manda giù tutte le sue eiaculazioni perché adora il suo sperma.
Le si offre senza il minimo ritegno, qualsiasi cosa le chiede.
A volte le mette dei bracciali e un collare di cuoio attaccato ad una catena con la quale le tira in giro per la casa poi la lega ad un calorifero e comincia a frustarla i primi tempi gridava molto forte, lui a suon di sberle le ha insegnato a subire in silenzio
-Devi sopportare tutto sei la mia schiava sessuale. Le dice e lei ritorna alla ragione trattenendo le grida di dolore.
Ora riesce a trattenere le urla anche quando viene frustata a sangue.
L'ha fatta sua in tutti i sensi entrambi in siamo in suo potere e in modo diverso lo amiamo.

Il momento più alto incredibile quasi sacro è stato l'altra sera quando Malik ha detto.
-Stasera faremo l'amore nel senso più puro della parla, stasera proverai una cosa che non hai mai provato, stasera ti scoperò non solo per il piacere di godere fisicamente ma con la precisa intenzione dI metterti incinta.
Malik mi fece mettere in ginocchio.
-Infilale dentro il mio cazzo , cornuto.
Mi ordino secco.
Maria stava diventando la sua schiava completa totale come aveva sempre sognato.
Presi il suo cazzo rigido e lo accostai alle labbra vaginali di lei, lui entro con estrema
facilità Maria cominciò a gemere mente lui affondava dentro di lei
-Ah che bello Padrone è stupendo, una sensazione così non l'avevo mai provata,
Padrone fammi sentire il caldo del tuo seme, Padrone sono tua fammi quello che vuoi
sono tua per sempre, ti supplico rendimi degna di te ti prego mettimi incinta mettimi
il tu marchio per sempre. Sussurrava lei mente lui affondava sempre di più in lei fino a
qundo insieme raggiunsero un orgasmo violentissimo.

 

martedì 1 settembre 2015

DIARIO DI UNA FAMIGLIA SOTTOMESSA

Ivo il padre 43 enne
Angela la madre 39 enne
Martina la figlia 18 enne
Said 51 enne Bull Padrone

Ivo il padre 43 enne
Appena rientrato in casa dal lavoro, vedendomi la prima cosa che mi disse mia figlia Martina fu
-Porta l'accappatoio pulito a Said che sta facendo la doccia.
Stava stirando una sua camicia di Said,mentre mia moglie Angela stava preparando la cena, avevano entrambi uno sguardo radioso.
-Dai non farlo aspettare, aiutalo a mettersi l'accappatoio e poi prendi l'asciugamano piccolo e vai giù ad asciugarle ii piedi, mi raccomando stai bene giù in ginocchio ad asciugaglieli, devo sempre dirti tutto! Imprecò mia moglie.

Entrai in bagno con lo sguardo basso, lui uscì da box doccia. come mi aveva detto di fare mia moglie lo aiutai ad infilarsi l'accappatoio poi presi l'asciugamano per i piedi e mi misi in ginocchio, lui si sedette sul bordo della vasca e mi porse prima il piede destro lo avvolsi nel asciugamano e gli è lo asciugai con cura, quanto ebbi finito mi sentii dire in modo duro.
-Bacia il piede schiavo.
Subito ubbidii e poi feci lo stesso con il sinistro.
Said ormai aveva il controllo di ogni cosa, viveva in casa con noi dormiva in camera con mia moglie, era il vero padrone di casa, avevo ancora negli occhi la scena della notte prima.
Pizzicava i capezzoli di Martina strizzandoli tra le dita mentre Angela in ginocchio davanti a lui le stava facendo un pompino, ad un certo punto arrotolò le dita nei capelli di mia moglie e inizio ad aumentare il ritmo incurante del dolore che le provocava, la trascinò su e giù lungo il suo uccello, Angela doveva sforzarsi per respirare.
-Verrò sul seno di tua figlia, quindi quando sto per godere staccati e mettimelo tra le sue tette. Disse.
Per un attimo mi guardo negli occhi, lui allargo le labbra in un sorrido beffardo. L'umiliazione mi invadeva e mi eccitava.
Said ebbe un orgasmo travolgente tra le tette di Martina i suoi grugniti e i gemiti di lei mi rimasero nelle orecchie a lungo.
Ero lì che guardavo tutto in ginocchio con le mani legate dietro la schiena, lui completamente rilassato sdraiato sul letto che accarezzava il fondoschiena di Martina mentre Angela aveva ripreso a succhiarlo dolcemente per ripulirlo.
-Adesso leccami le palle.
Ordinò Obbediente lei mise la faccia nel suo inguine, mentre Martina comincio baciare ogni dito dei suoi piedi con delicatezza e rispetto poi prese in bocca alcune dita, lui le spinse il piede ancora di più in bocca mentre sorrideva con gusto.
Ancora non si vedeva niente, ma Angela e Martina erano entrambi incinta, tutte e due ingravidate da Said,

Martina la figlia 18 enne

I piedi di Said come sempre puzzavano ma non ci feci caso, respirai il suo odore e infilai in bocca le sue dita uno ad uno adoravo i suoi piedi, gli è lì leccai fino a quando mi fecero male le mascelle. Intanto sentivo mia mamma che lo supplicava.
-Ti prego padrone permettimi di baciarti e leccarti i piedi, vorrei adorarteli mio signore ti supplico.
Continuò così finché lui le diede il permesso di farlo.
Intanto io avevo cominciato a leccargli le piante, di sfuggita vidi mio padre con le lacrime agli occhi dal umiliazione ma visibilmente eccitato.
Pensai tra me è me come eravamo caduti un basso, degradati ed umiliati per il piacere sessuale.
Da ormai più di tre mesi tutta la mia famiglia era diventata schiava di Said
-Vorresti godere, sguattero?
Chiese Said a papà.
-Si ti prego per favore, ti supplico ti prego padrone fammi godere. Rispose lui.
-Baciami il culo. Ordino secco Said.

Papà Strisciò fino da lui sempre con le mani legate dietro la schiena e le baciò il sedere poi cominciò a leccarlo e baciarlo, quando Said fu soddisfatto le slego le mani e permise di masturbarsi fino a godere.

Angela la madre 39 enne
Said il nostro Padrone ci ha messo un collare a tutti e tre, a volte ci attacca un guinzaglio e ci porta in giro per la casa a quatto zampe.
Quando è seduto in poltrona, senza che mi ordini niente, spesso vado a baciarle le scarpe a volte le lecco anche la suola.
Cerco di fare di tutto per dimostrarle la nostra sottomissione, ormai Said è diventato il nostro padrone il padrone di tutta la famiglia.
Da qualche mese ha lasciato l'appartamento sopra di noi e vive in casa nostra come un vero sultano, tutti e tre esaudiamo senza fiatare ogni suo ordine.
Stanno accadendo cose pazzesche da quando tutta la mia famiglia è sottomessa a Said.

lunedì 3 agosto 2015

IL REGNO DI YSON II "La principessa schiava"

Il Regno

La Bandiera
 
 
"La principessa schiava"

-Questo e atto osceno in luogo pubblico, lo abbiamo filmato per intero principessa Giuliette, ora la portiamo al tribunale di Yson City, sua altezza sa che è previsto il carcere per questo reato? Disse l'agente più anziano decisamente sovrappeso.
-Si lo so agente,ma non potete chiudere un occhio, infondo a parte voi non ci ha visti nessuno.
Rispose la bella principessa Giuliette di Yson.
-Cosa ne dici Joe? Chiese al suo compagno più giovane e magro
-Possiamo parlarne Frank, forse la principessa può darci qualcosa in cambio.
Le rispose.
-Certo non preoccupatevi posso pagare qualsiasi cifra. Rispose la principessa.
-No non si tratta di soldi. Disse Frank.
-Di cosa si tratta? Chiese la principessa ansiosa.
- Mi sorella ha un Pub, le serve una cameriera ma non ha voglia di pagarla quindi ci vorrebbe una schiava, ma non ne trova, se la nostra principessa diventasse la sua schiava per un po' sarebbe anche una bella pubblicità al locale.
-Ho capito va bene accetto, purché poi distruggiate la registrazione.
-Certo, bene allora la accompagno dalla sua futura padrona così poi andate al Ufficio schiavitù di Yson, intanto tu Joe arresta l'uomo.
Ordinò Frenk.
-No fermi aspettate, dovete lasciarlo lui.
-No principessa anche lui deve pagare.
-No vi prego pago io per lui.
-In questo caso il tempo di schiavitù per lei principessa raddoppia, diciamo che diventa un anno.
-Si va bene basta che lo lasciate fuori.
-Ok Il Pub di Freda era un locale delizioso con tanti tavolini al aperto e al interno dei tavolo i lunghi con delle panche.
Freda 58 enne era esattamente la versione femminile del fratello, grassa volgare piccola di statura con l'espressione cattiva.
Frank le si avvicinò e le parlò a voce bassa, la donna ad un certo punto si girò di scatto e rimase sorpresa vedendo la principessa Giuliette in carne ed ossa.
Di corsa andò a cambiarsi, e partirono subito per l'ufficio di schiavitù di Yson.

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-Vieni qui schiava. Ordinò Freda porgendo il piede alla Principessa Giuliette.
Da un paio di ore era ufficialmente la sua schiava
-Dai leccami il piede schiava e devi essere brava. Giuliette lo prese in mano era sporco, aveva un odore molto intenso, misto di sudore e gomma
-Annusalo bene e poi lavamelo con la lingua. Ordinò. Freda.
La principessa Giuliette era nuda in ginocchio, si sentiva umiliata, tiro fuori la lingua e comincio a solcare le dita e la pianta del piede, puzza ed è sporco.
Freda con l'altro piede comincio a strofinale la fica.
Giuliette non capiva più niente si sfregava il piede sul viso odorava e leccava, Freda si alzò la gonna e con lo sguardo la invito a leccargliela, Giuliette si diede da fare con la lingua, leccò come una pazza e in breve tempo arrivo on orgasmo magnifico.
Dopo un po’ quando si furono riprese, Freda cominciò ad accarezzarle i seni, i capezzoli della principessa Giuliette restavano ben eretti sotto le carezze della sua padrona Freda, Giuliette ancora scivolò tra le sue cosce, prima di cominciare a leccarle le baciò più volte la figa quasi in segno di devozione, Freda era fradicia, Giuliette le leccò la figa e poi il buchino, le succhio il clitoride, Freda gemeva forte gridava e ebbe un orgasmo, ma non erano ancora sfinite e continuarono tutta la notte a fare sesso. La ma mattina dopo il pub di Freda era pienissimo già dalle colazioni, la notizia che la principessa Giuliette si era fatta schiava di Freda si era diffusa velocemente e tutti erano lì per vedere con i propri occhi la principessa servire ai tavoli del pub di Freda. Dopo un paio di ore che stava lavorando Freda la chiamò.
-Vieni con me. Le disse e si diresse in bagno, tiro su la gonna tiro giù la mutande e si accovacciò sulla turca, sporgendo il sedere in fuori per non bagnarsi. Giuliette sentì il getto liberatorio di frisa schizzare nel bagno alla turca.
-Non guardarmi con quel aria spaurita, devi solo asciugarmi la figa con la lingua. Giuliette rimase senza fiato in silenzio.
-Su sbrigati schiava. Ordinò Freda dura, che nel frattempo si era rialzata in piedi Giuliette comincio a passarle la lingua, comincia ad aspirare, deglutisce e manda giù tutto, Giuliette arriva fino al clitoride girando tutto in torno la lingua, provocando a Freda un orgasmo molto intenso e a quel punto la lecca dalla figa al ano.
Freda godette ancora in silenzio. Poi dopo essersi ripresa le ordinò.
-Adesso torna al lavoro schiava.

Il lavoro era duro e faticoso, servire ai tavoli per molte ore e poi una volta che i clienti se ne erano andati dover fare le pulizie era estenuante. Giuliette lavorava duro e poi di notte doveva servire sessualmente la sua padrona Freda, spesso pensava a Tod l'uomo di lui si era innamorata e per il quale era finita il quel inferno, una sera era arrivato al pub, era in compagnia di altri due uomini e tre donne, si erano cercati con lo sguardo, ma lui non si era mai avvicinato neanche solo per salutarla, Giuliette provò una forte delusione è un enorme senso di tristezza, per lui era finita in quella situazione è adesso lui la ignorava così.

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Intanto il regno di Yson continuava la sua vita di sempre con il rally automobilistico, il torneo di tennis, il concorso ippico tra i più prestigiosi al mondo la regata velica, i numerosi eventi mondani, sua altezza Sua Altezza il Re Edward Hanson era sempre presente ufficialmente a tutti gli eventi e premiava i vincitori la Regina consorte Linda "Herl" era sempre al suo fianco. Pasty la figlia primogenita sposata con una donna viveva fuori da palazzo nella tranquillità della campagna e non appariva mai nelle occasioni ne ufficiali ne mondane. Roger il terzo gemito 20 enne continuava a studiare a Londra, rientrava spesso nei fine settimana con l'aereo privato della famiglia in quanto si trattava di circa 20 minuti di volo da Londra.

Il primo Re di Yson fù Edward Hanson I, il quale ricevette in dono la minuscola Isola nel mare del Nord tra Inghilterra e Olanda dal Re 'Inghilterra, Giorgio II Augusto di Hannover nel 1730 Come premio, per i suoi servigi alla corona, Edward Hanson era Commander-in-Chief Plymouth ("Comandante in capo") della Royal Nevy nelle storiche battaglie di Beachy Head nel 1690, La Hougue 1692 e di Plaisance nello stesso anno. Lunga 100 km e larga 30 l' isoletta abitata per lo più da pescatori non interessava ne al Inghilterra ne al Olanda ne alla Francia o ad altre potenze per questo non ci furono tentativi di conquista da parte di nessuno. Formata da scogliere nel nord, un altipiano declinate valli e baie sabbiose nel sud, con un clima temperato, inverni miti ed estratti fresche, per circa 200 anni l'economia si è basata sulla pesca l'allevamento di bovini e la coltivazione di verdure, frutta, fiori, poi dalla metà del 900 la fonte principale di reddito è diventata il turismo per poi diventare un paradiso fiscale dove il 37 % della palpazione lavora nel settore bancario.

La capitale è Yson la seconda città è Hav, durante l'anno ci sono numerosi eventi come il rally in gennaio, il gran premio ippico in marzo, la regata velica in giugno, il torneo di tennis in luglio, il derby ippico in agosto. Ad ogni evento vi è un gran gala a palazzo.

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Lo sceicco Almir ogni anno passava circa un mese a Yson dove aveva molti interessi e un consistente capitale investito nell’ Bank of Yson. Arrivava con il suo mega yought ed era molto spesso ospite a palazzo della famiglia reale.
Da sempre molto attratto dalla bellezza nordica delle figlie di Re Edwards Honson Quinto, quando seppe che la bella principessa Giuliette era schiava in un pub si precipitò subito nel locale.
Arrivò con circa 20 guardie del corpo su un immenso SUV, il locale era ancora chiuso.
La principessa Giuliette e la sua padrona Freda erano nel appartamento sopra il locale, completamente nude e Giuliette le aveva massaggiato febbrilmente i seni, poi aveva cominciato a leccarle e succhiarle i capezzoli eretti, dopo di che aveva cominciato a leccarla dappertutto dal clitoride al buco del culo.
Furono interrotte in quel momento dal arrivo dello sceicco Almir.
-Voglio comprare la vostra schiava. Disse lo sceicco Almir a Freda.
-Le offro un milione di dollari.