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martedì 1 dicembre 2015

LETTERA AD UN BULL




Aprendo la cassetta della posta, Teodoro trovò una lettera, il mittente era Giovanni, il suo nuovo collega di lavoro, un quarantenne di bel’aspetto, con il quale da un po’ di tempo era entrato in confidenza un tipo molto simpatico, con il quale si trovava bene.

Caro Teodoro

Non ho il coraggio di dirti a voce quello che stò per scriverti, spero mi capirai e sarai d’accordo.
Giorgia, mia moglie che hai da poco conosciuto ha detto che sei simpatico e anche un bel uomo che non dimostra 60 anni, direi che come inizio è buono, vorrei che in breve tempo tu possa diventare un assiduo frequentatore di casa nostra, entrare completamente nella nostra vita famigliare ed essere molto presente, perché il mio desiderio è che tu possa diventare il suo amante.
Io troverò il modo di lasciarvi soli così potrai corteggiarla tranquillamente.
Ricordati che anche se sembra un po' snob e non lo ammetterebbe mai a Giorgia piacciono gli uomini autoritari che sanno comandare, quello che sei tu e che non sono io.
Quindi domani quando verrai a cena da noi, impartiscimi ordini di vario genere, io ti ubbidirò in modo veda che tu sei quello che comoda.
È piuttosto passiva e le piace mettersi a disposizione del suo amante.
Sotto le camicette serie le gonne dritte indossa biancheria elegante, le piace farsi palpare i seni grossi e sodi.
Ti ci vorrà del tempo e dovrai impegnarti nella seduzione ma vedrai che con i miei consigli riuscirai a portartela a letto.
Dovrai essere infaticabile e scoparla a lungo, baciarla a lungo, con molta sensualità accarezzandole i seni poi mordicchiarli i capezzoli e pizzicarle il clitoride, finirà col supplicanti di prenderla, a questo punto la penetrerai bene fino in fondo e ti svuoterai dentro di lei, prima di addormentarvi nel nostro letto.
La mattina dopo lei con una vestaglia molto leggera ti porterà la colazione a letto, a quel punto sarà pronta a soddisfare tutti i tuoi desideri, tu pretenderai il suo sedere glielo infilerai dentro provocandole spasimi grida e gemiti fino a quando le eiaculerai dentro.
Mi auguro che la vostra storia diventi un vero rapporto, la porterai a cena, in locali eleganti, lei sarà vestita in modo molto raffinato, vestiti lunghi con profonda scollatura spacchi sui fianchi, sotto avrà la guêpière.
Dopo la cena quando tornerete a casa, le sfilerai il vestito è la scoperai con ardore nel nostro letto.
Diventerai il suo amante fisso e sarà scopata solo da te, io non avrò più nessun rapporto sessuale con lei.
Saprò eclissarmi al momento giusto in modo da lasciarsi soli e tranquilli di fare tutto ciò che vi piace.

Leggendo queste parole Teodoro ebbe una potente erezione, Sali le scale di corsa, entro in casa e telefonò subito a Giovanni.
Rispose lui.
“Sono Teodoro e non vedo l’ora di venire a cena da voi domani sera.” Disse.
Giovanni imbarazzato a voce bassa rispose.
“ Sono molto contento che avete accettato.”


domenica 1 novembre 2015

GIUSY L’INFEDELE due


Era la prima volta che Giusy portava a casa un uomo, tutti gli altri tradimenti erano sempre avvenuti fuori dalle mura domestiche.
Antonio suo marito era al lavoro e non sarebbe tornato prima delle sette di sera, quindi era abbastanza tranquilla Mahir si andò a sedere sul divano.

-Porta da bere. Ordinò 

-Si subito, una birra va bene? Chiese Giusy.

-No spremuta di arancia io non bere alcolici, sbrigati e prima togli scarpe, che io dovere stare comodo.

Giusy che non era in genere una che si fa comandare ma ubbidì senza fiatare.

Mentre era inginocchiata davanti a Mahir per toglierli le scarpe, notò che il sesso del suo ospite stava diventando duro.

Le sbottonò la patta dei pantaloni e le tiro giù gli slip tirandole fuori la punta della verga, con dolcezza le scalpellò completamente il glande e lo prese delicatamente tra le labbra cominciando a farle un pompino mentre lui le aveva messo una mano sulla nuca e una sulle tette stringendole il seno sodo e pesante che le riempiva tutta la mano.

Giusy lasciò la verga e con la bocca e cominciò a leccarle i testicoli da cima a fondo e poi lì ingoio completamente dopo qualche minuto riprese in bocca il cazzo di Mahir e ricominciò il lento lavoro di aspirazione, finché lui eiaculò nella bocca ti Giusy.

Fu in quel momento che si aprì la porta di casa e Antonio vide la scena.

-Amore ma cosa fai! Esclamò incredulo.

-Antonio ma cosa ci fai a casa a quest'ora? Disse Giusy

-Non stavo bene e sono uscito prima dal lavoro, rispose lui bianco cadaverico in faccia.

Il momento era carico di tensione, Giusy e Antonio imbarazzatissimi.

Mahir, invece calmissimo disse ad Antonio.

-Torna tra mezz'ora che dobbiamo riprenderci.

A testa bassa Antonio riuscì di casa.

Mahir, prese Giusy con forza e la trascinò sul divano, le alzò la gonna e la prese con furia senza alcuna cura,

Giusy sentiva dolore per via delle dimensioni del pene di  Mahir ma era eccitatissima e quasi subito cominciò a godere, Mahir si scaricò ripetutamente dentro di lei dicendole

-Sei una puttana, una troia, vacca vacca.

Questo aumentò il suo godimento.

Appena si riprese sentì squillare il cellulare era Vincenzo.

-Sono sotto casa tua adesso salgo. Le disse

-No no salire, rispose e chiuse la comunicazione.

Due minuti dopo suonò il campanello.

Giusy si rivesti in qualche modo e andò ad aprire.

Si ritrovò davanti Vincenzo.

-Cosa voi vattene disse.

Dal salotto arrivò la voce di Mahir.

-Fallo entrare. Ordinò

Giusy ubbidì.

-Vieni amico vieni che scopiamo insieme questa troia, no problema, se vuoi scoparla tu tanto già fatto quello che dovevo fare. Disse Mahir.

In quel momento Giusy si senti veramente un oggetto usato e prestato e poi probabilmente buttato via.

Mahir andò a sedersi comodo sul divano.

-Siediti amico e tu falle pompino come fatto a me prima.

Ordinò a Giusy.

Lei si inginocchio davanti a Vincenzo e cominciò a succhiarglielo dopo poco Mahir si alzò e andò a metterle un dito nella figa e poi mise anche il secondo, mentre lei era intenta a succhiarlo a Vincenzo, Mahir tirò fuori le dita dalla figa bagnata di Giusy e cominciò a lubrificarle il sedere, dopo un attimo, Mahir indirizzo il suo pene tra le chiappe di Giusy e cominciò a spingere, Giusy si mise a strillare dal dolore ma lui senza pietà spinse ancora più forte fino a quando entrò completamente, Giusy aveva le lacrime agli occhi per via delle dimensioni del pene di Mahir, circa 25 centimetri.

Lui la prese per i fianchi la tirò a se dandole dei possenti colpi di reni finché entro fino all’ultimo millimetro, se le pompò per circa dieci minuti fino a quando con un grande urlo le sborrò tutto nel culo, anche lei godette al punto da dimenticarsi del dolore, intanto Vincenzo le schizzo in faccia ripetutamente.

Proprio in quel momentò rientro in casa suo marito Antonio.

giovedì 15 ottobre 2015

GIUSY L’INFEDELE

Trattoria del camionista

Ore 12, 10

Il piazzale davanti alla trattoria era già pieno di camion furgoni e utilitarie di lavoratori della zona, tutto il personale nel pieno del lavoro, per caso passando davanti ad una delle grandi finestre che dava sul piazzale, Giusy vide entrare nel parcheggio il camion di Vincenzo, subito ebbe un fremito di eccitazione.
Da circa un anno Vincenzo almeno una volta a settimana arrivava dalla Sicilia con il suo camion si fermava a mangiare in trattoria, dove lei lavora come cameriera, finito il turno in trattoria Giusy lo raggiungeva nella cabina del suo autotreno.
Si metteva a cavalcioni sopra di lui che cominciava subito a palparle le tette, dopo un attimo lui sentiva i suoi capezzoli indurirsi sotto le sue dita, poi da sola lei si impalava sul suo possente pene che scivolava dentro e i due cominciano a scopare ad un ritmo sempre più veloce, mentre lui continua a palparle i seni, andavano avanti così a lungo fino a raggiungere l'orgasmo.

Giusy era veramente una bella donna di trenta anni, capelli neri occhi verdi non molto alta ma ben proporzionata con le curve abbondanti nei punti giusti, sposata da otto ani con Antonio 35 enne impiegato, lavorava come cameriera alla trattoria del camionista da quando aveva 18 anni.
Dopo il matrimonio per un paio di anni era stata fedele al marito, ma poi aveva ceduto alla corte di Rodrigo un camionista spagnolo quarantenne molto passionale, quel anno organizzò persino le vacanze con il marito in Spagna in un luogo di villeggiatura vicino a dove abitava Rodrigo in modo da vedersi.
Al età di 27 anni una volta finita la storia con Rodrigo perché aveva cambiato giro e non passava più di lì, ebbe una intensa relazione con Renzo titolare di una ditta della zona con una cinquantina di dipendenti un uomo distinto e benestante 38 enne il quale si era innamorato di lei fino ad arrivare sul punto di lasciar moglie e figli per poter stare con lei a tempo pieno e in modo definitivo, ma lei lo lasciò subito dopo aver conosciuto Vincenzo camionista siciliano cinquantenne non proprio un bell'uomo, piuttosto grasso con pochi capelli grigi ma molto vigoroso e forte fisicamente un po' brutale e rozzo con modi di fare spicci e autoritari.
Antonio il marito non seppe mai nulla di quelle relazioni, anche se a volte ebbe il sospetto sul infedeltà della moglie ma mai una prova, lei era sempre stata molto attenta e brava a non farsi scoprire. 

Per Giusy con Vincenzo era stato subito diverso che con gli altri, a lui si donava completamente senza riserve e si rendeva schiava di ogni suo vizio accettando qualsiasi cosa da lui.
Anche quel pomeriggio finito di lavorare lei lo raggiunse nella cabina del suo camion ma sorpresa lo trovò con Rosa la figlia ventidue enne dei proprietari della trattoria.
Vincenzo la stava sodomizzando, spingeva ben in fondo al giovane sederino di Rosa che gemeva con tutta l'anima, dimenava i fianchi, sembrava matta mentre lui le strizzava i seni.
Giusy scese dal camion molto contrariata sbattendo la portiera in quel momento stava salendo sul suo autotreno Mahir, un autista Turco.
-Vieni da me.
Le disse sorridendole, lei fece finta di niente e si incamminò verso la sua auto per tornare a casa, ma sentì forte dentro di lei il desiderio di vendicarsi così tornò indietro e salì sul camion di Mahir che era un uomo possente anche lui di circa 50 anni con folti capelli grigi e un paio di baffoni molto spessi, Giusy cominciò a pomparlo con impegno, strinse bene le labbra sulla sua grossa verga e lavorò di lingua umida, Mahir dopo poco schizzò nella sua bocca ma non gli tornò molle, lei aveva ancora la bocca piena di sperma quando lui gli e lo ha infilato dentro, la sua verga le apriva meravigliosamente le grandi labbra e le saliva nel ventre, lei sopra di lui le stringeva forte le gambe sui fianchi per sentirlo bene dentro, finché lui la riempi di sperma.
A entrambi ci vollero lunghi minuti per riprendersi.
Appena si fu ripresa Giusy le disse.
-Se non devi partire subito perché non vieni a casa mia.
-Si va bene tanto devo fare pausa lunga e riparto domani mattina.
Rispose Mahir, in un italiano un po' incerto e una forte cadenza Turca.

 

giovedì 1 ottobre 2015

MIA MOGLIE SUA SCHIAVA SESSUALE


Da un anno a questa parte mia moglie Maria è diventata l'amante di Malik un uomo Arabo di 50 anni che la soddisfa pienamente, facendola sentire donna al cento per cento, lei ha 32 anni e bionda con occhi azzurri una 44 di taglia e terza di reggiseno. Siamo sposati da 2 anni e da sempre mi dice che mi ama, andiamo molto d'accordo e stiamo bene insieme, ma lei non no può rinunciare al fatto di essere la sua schiava sessuale tutto fare.
Degli uomini Arabi le piace tutto l'odore la muscolatura i loro modi
di fare la fano sciogliere e fremere.
Essendo bionda e opulenta ha molto successo con loro, Malik le ha insegnato alla perfezione come comportarsi da sua schiava.
Vuole che le offra la sua fica mettendosi sopra di lui e deve darsi sempre molto da fare e ubbidire ai suoi ordini per succhiarglielo meglio che può.
È stato lui a toglierli la verginità anale, ricordo quella sera ero presente, lei le disse
-Chiedo solo di essere la tua schiava e che tu mi svergini dietro. La fece mettere a quattro zampe sul nostro letto, prima le ha dato degli sculaccioni perché secondo lui non aveva il culo abbastanza offerto e teso quindi non si comportava da brava schiava sessuale, poi è andato dietro di lei e l'ha penetrata con un colpo secco, dopo qualche va e vieni si è fermato e Maria ha dovuto muoversi da sola e impalarsi sul suo uccello.
-Devi imparare a dimenare bene il culo schiava. Le diceva in continuazione.
Dopo poco lei ha cominciato a godere molto forte, gemendo e rantolando.
-Come non ho mai goduto in vita mia. Mi ha detto dopo.
Restarono abbracciati per un po' di tempo, lui le baciava la nuca e le spalle ancora con l'uccello infilato nel suo retto Malik se la godeva come un matto, ricordo il suo viso soddisfatto che mi guardava con disprezzo.
Adesso la sodomia per loro è una pratica consueta, mentre a mè non l'ha mai concessa.
Maria è sempre stata una brava ragazza frequentava la parrocchia e con me mai il cazzo in bocca e tanto meno nel sedere, ne da fidanzati ne nel primo anno di matrimonio, i nostri rapporti sono sempre stati protetti.
Malik non ha mai voluto usare il preservativo, quindi Maria ha cominciato a prendere la pillola, mentre con me voleva sempre che lo mettessi.
A volte appena Malik arriva a casa la infilza immediatamente in piedi contro la porta d'ingresso.
Non parla neanche le caccia in bocca l'uccello e alla fine si svuota in fondo alla sua gola o schizzandole lo sperma anche sulla faccia.
Maria manda giù tutte le sue eiaculazioni perché adora il suo sperma.
Le si offre senza il minimo ritegno, qualsiasi cosa le chiede.
A volte le mette dei bracciali e un collare di cuoio attaccato ad una catena con la quale le tira in giro per la casa poi la lega ad un calorifero e comincia a frustarla i primi tempi gridava molto forte, lui a suon di sberle le ha insegnato a subire in silenzio
-Devi sopportare tutto sei la mia schiava sessuale. Le dice e lei ritorna alla ragione trattenendo le grida di dolore.
Ora riesce a trattenere le urla anche quando viene frustata a sangue.
L'ha fatta sua in tutti i sensi entrambi in siamo in suo potere e in modo diverso lo amiamo.

Il momento più alto incredibile quasi sacro è stato l'altra sera quando Malik ha detto.
-Stasera faremo l'amore nel senso più puro della parla, stasera proverai una cosa che non hai mai provato, stasera ti scoperò non solo per il piacere di godere fisicamente ma con la precisa intenzione dI metterti incinta.
Malik mi fece mettere in ginocchio.
-Infilale dentro il mio cazzo , cornuto.
Mi ordino secco.
Maria stava diventando la sua schiava completa totale come aveva sempre sognato.
Presi il suo cazzo rigido e lo accostai alle labbra vaginali di lei, lui entro con estrema
facilità Maria cominciò a gemere mente lui affondava dentro di lei
-Ah che bello Padrone è stupendo, una sensazione così non l'avevo mai provata,
Padrone fammi sentire il caldo del tuo seme, Padrone sono tua fammi quello che vuoi
sono tua per sempre, ti supplico rendimi degna di te ti prego mettimi incinta mettimi
il tu marchio per sempre. Sussurrava lei mente lui affondava sempre di più in lei fino a
qundo insieme raggiunsero un orgasmo violentissimo.