MATRIMONIO CUCK / SWEET & MASTER BULL CON COTRATTO DÌ SCHIAVITU’
VENDETTA 4 “LA SVOLTA”
martedì 17 luglio 2012
giovedì 12 luglio 2012
Le donne degli altri mi piacciono finché restano degli altri. Roberto Gervaso
lunedì 2 luglio 2012
Il triangolo solo in geometria è una costruzione innocua.
Anonimo
Anonimo
domenica 1 luglio 2012
VENDETTA III
Ludmilla era uno spettacolo di ragazza, Bionda, Russa bellissima 26 enne ingegnere, era arrivata in Italia a cercare fortuna due anni prima e parlava già un italiano perfetto, avrebbe potuto fare la modella invece cercava un lavoro qualsiasi pur di poter guadagnare qualcosa per vivere e da spedire a casa ai genitori, fu il Parroco del paese a chiedermi se potevo assumerla, Ludmilla aiutava in parrocchia pur non essendo cattolica, faceva da traduttrice per tutti gli immigrati del’ est che ancora non capivano una parola di italiano.
Si era detta disposta a fare qualsiasi cosa, ma appena la vidi decisi subito che uno splendore di ragazza cosi in sala sarebbe stato il massimo, infatti molti clienti maschi e anche qualche signora intensificarono le loro cene per rifarsi gli occhi con tanta bellezza, qualcuno ci provava, ma lei con classe riusciva a tenerli a bada senza offenderli.
Io ero addirittura intimorito dalla sua bellezza e poi come era nel mio stile non volevo approfittare della mia posizione, magari ci sarebbe stata solo perché ero il capo e aveva paura di perdere il posto. Pensavo.
Loredana veniva raramente al ristorante, solo quando c’era tanto lavoro e sua madre Nadia non ce la faceva da sola a lavare i piatti in cucina, lei veniva senza discutere e non si lamentava, anche perché mantenevo sua figlia con gli studi in America e non poteva rifiutarsi, si capiva però chiaramente che non le andava, era bella e sapeva di esserlo, in casa mia dove lavorava come cameriera mi provocava in tutti modi, camminava sempre accentuando il suo modo di ancheggiare, perche aveva capito che mi piaceva da matti, portava sempre il grembiule anche quando non era in divisa sapendo che lo apprezzavo molto.
E poi si dava con passione, non si faceva di certo pregare per prenderlo in bocca ogni volta che mi andava, le piaceva quando le massaggiavo i seni e le pizzicavo i capezzoli, quando la penetravo fino al osso gridava di piacere e si inarcava più che poteva per assecondarmi, sembrava innamorata, ma non mi facevo illusioni ero convinto che facesse cosi per tenermi buono finche le pagavo lo stipendio e le mantenevo la figlia in America.
Una sera che il ristorate era chiuso invitai a cena cinque persone tra qui Alfredo il mio amico imprenditore e Ludmilla in qualità di ospite naturalmente, avevo sentito che Alfredo aveva iniziato un attività di import – export con la Russia e forse avrebbe potuto offrirle un lavoro migliore.
La cena era informale tra amici ma Loredana dovette indossare lo stesso la divisa nera con crestina e grembiulino bianchi, tra gli invitati c’era anche Fulvio il figlio del industriale che l’aveva messa incinta circa sedici anni prima abbandonandola con una figlia senza un sodo.
In modo del tutto naturale Ludmilla si calò nel ruolo di padrona di casa e dava ordini a Loredana la quale ubbidiva ma bruciava dalla rabbia per essere comandata da Ludmilla.
Come era prevedibile alla fine della serata Alfredo chiese a Ludmilla di andare a lavorare per lui, lei rispose che doveva pensaci, me lo disse dopo che tutti gli ospiti se ne furono andati.
Le confessai che avevo organizzato la cena per quello scopo e che ero contento per lei Alfredo poteva offrirle un lavoro migliore di quello che le davo io.
Ludmilla, si è avvicinata, si è sciolta i capelli, si è fermata a pochi centimetri da me, le nostre labbra erano vicine, un momento di silenzio e tensione poi ci siamo baciati.
-Ho voglia di fare l’amore con te. Mi ha sussurrato, mi ha fatto sedere sul divano e si è inginocchiata davanti a me, dopo avermi sbottonato i pantaloni me lo prese fra le labbra e cominciò a succhiarmelo ripetendo
-Si che bello, bellissimo oh si.
Loredana dalla cucina sbirciava dalla porta socchiusa .
Ludmilla sussurrò
-Vienimi in bocca ti prego, fammi bere il tuo seme. Disse
La frase mi fece impazzire e schizzai nella sua bocca, lei non si è fermata ha proseguito finché non è tornato eretto.
-Scopami. Mi ha detto
L’ho tirata sul divano l’ho afferrata per i fianchi e l’ho scopata sul divano con una foga, lei gemeva e urlava di piacere finche entrambi ci siamo abbandonati ad un travolgente orgasmo, mentre Loredana ci guardava dalla cucina
martedì 19 giugno 2012
Si vive una sola volta. E qualcuno neppure una. Woody Allen
lunedì 18 giugno 2012
VITA DA SERVA 2
La signorina Simona era viziatinissima, si faceva servire in tutto, aveva 18 anni ed era molto bella ma anche con un carattere impossibile , mi chiamava in continuazione per ogni cosa, a volte persino sua mamma la signora Luisa diceva che era insopportabile, se capitava che non era pronto un vestito che voleva mettersi perché non avevo avuto il tempo di lavarlo o stiralo era la fine del mondo,con conseguenti punizioni durissime per me, pretendeva che tutto le fosse lavato a mano e in acqua fredda, quando poi si metteva in testa che le avevo rovinato qualche capo, diventava una belva, mi sculacciava usando una spazzola per i capelli o una ciabatta finché non mi vedeva piangere, a 37 anni trovavo estremamente umiliante essere sculacciata e sgridata da una 18 enne.
Mi chiamò in camera sua dove era in compagnia di due amiche.
-Lina brutta scema, mi hai rovinato questa camicetta che ci tenevo tanto. Disse quasi isterica, in realtà c’era solo l’alone di una macchia che non era venuto via bene.
Mi diede una sberla in pieno volto, cosa abbastanza frequente, ma davanti alle sua amiche era terribilmente più umiliate.
-Chiedi prdono in ginocchio, stupida serva incapace. Urlò.
Non vi era via di uscita, dovevo solo ubbidire davanti alle sue amiche che guardavano la scena sghignazzando.
Mentre ero inginocchiata a chiedere perdono alla Padroncina, arrivò la signora Luisa.
-Cosa sta succedendo ?
-Questa serva cretina mi ha rovinato la camicetta. Rispose la Padroncina Simona.
-Bisogna punirla. Disse la signora Luisa.
-Non ha cura delle cose, tanto per cominciare per una settimana starà completate scalza, non userà più la lavatrice, anzi la regalerò alla parrocchia, cosi ha finito di rovinare capi e i panni li laverà tutti con la tavola da bucato posizionato nella vasca del bagno di servizio, per le lenzuola e tutto il resto userà il lavatoio dietro il giardino. Sentenziò la signora Luisa che da quando mi aveva sorpreso a fare sesso con suo suocero era diventata spietata e calcava sempre la mano nelle punizioni.
Venti minuti dopo la stavo lavando il pavimento del bagno quando la signorina Simona mi chiamò ancora
-Guarda che schifo questi stivali, non me li hai lucidati, adesso li devi pulire con la lingua, dai mettiti in ginocchio e comincia leccarli.
Le due amiche erano sempre dietro di lei io morivo dalla vergogna avevo le lacrime agli occhi, senza più una briccola di dignità eseguii l’ordine leccandole gli stivali, la lingua dopo poco cominciò a farmi male e rallentai il ritmo, subito la signorina Simona mi tirò un calcio nel sedere che mi fece sobbalzare.
-Non rallentare fai più in fretta stupida serva buona a nulla.
In quel momento arrivò la signora Luisa, si soffermò a guardare la scena finché la padroncina non decise che gli stivali andavano bene poi mi disse.
-Adesso vai a preparami la vasca che ho voglia di fare un bagno. Ordinò la signora Luisa
Solitamente quando le facevo il bagno le palpeggiavo a lungo i seni, qualche volta le baciavo le tette e le succhiavo i capezzoli, lei impazziva per queste cose.
Le strinsi i seni tra le mani e lei iniziò subito a gemere.
-Siete splendida Padrona Luisa. Le dissi, cominciai a baciarle la schiena mentre continuavo a stringere i suoi seni.
-Non ti fermare ti prego, non sai quanto aspetto questo momento e quanto ci penso, ti prego baciami. Sussurrò la signora Luisa
Mi avvicinai con le labbra socchiuse e la baciai a lungo, non eravamo mai arrivate a questo punto, era la prima volta che baciavo una donna e sicuramente lo era anche per la signora Luisa, con le dita cominciai a toccarle il clitoride, poi la penetrai, lei era li con gli occhi chiusi godeva in silenzio.
Mi fermai di colpo, lei aprì gli occhi e mi guardò stupita.
-Cosa fai ti fermi cosi? Disse seccata.
-Si signora, padron Cosimo mi ha ordinato che non devo farla godere. Risposi
-Come sa di quello che facciamo?
-Gli e l’ho detto io, le confesso sempre tutto.
-Brutta serva infedele, te la farò pagare. Disse quasi isterica.
-Potrei anche non raccontarle di quello che abbiamo fatto oggi.
-Oh brava, la tua è una saggia scelta.
-Però lei signora mi deve leccare con passione come faccio io con lei.
-Va bene lo farò, ma tu non dire niente a mio suocero mi raccomando.
La signora Luisa si inginocchiò davanti a me, mi alzò la divisa, e cominciò a succhiarmi dolcemente arrotando la bocca, facendomi fremere in tutto il corpo, ero come elettrizzata cominciai a sospirare, il piacere saliva piano piano, ansimavo finché ho urlato di piacere.
-Passerei tutta la vita a fare questo. Mi confessò tra i sospiri.
sabato 16 giugno 2012
Ringrazio tutti quelli che mi scrivono.
Continuate a Farlo.
Grazie.
Kyr
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