Domande, curiosità, consigli? scrivete a kyrrrr0@gmail.com

lunedì 3 agosto 2015

IL REGNO DI YSON II "La principessa schiava"

Il Regno

La Bandiera
 
 
"La principessa schiava"

-Questo e atto osceno in luogo pubblico, lo abbiamo filmato per intero principessa Giuliette, ora la portiamo al tribunale di Yson City, sua altezza sa che è previsto il carcere per questo reato? Disse l'agente più anziano decisamente sovrappeso.
-Si lo so agente,ma non potete chiudere un occhio, infondo a parte voi non ci ha visti nessuno.
Rispose la bella principessa Giuliette di Yson.
-Cosa ne dici Joe? Chiese al suo compagno più giovane e magro
-Possiamo parlarne Frank, forse la principessa può darci qualcosa in cambio.
Le rispose.
-Certo non preoccupatevi posso pagare qualsiasi cifra. Rispose la principessa.
-No non si tratta di soldi. Disse Frank.
-Di cosa si tratta? Chiese la principessa ansiosa.
- Mi sorella ha un Pub, le serve una cameriera ma non ha voglia di pagarla quindi ci vorrebbe una schiava, ma non ne trova, se la nostra principessa diventasse la sua schiava per un po' sarebbe anche una bella pubblicità al locale.
-Ho capito va bene accetto, purché poi distruggiate la registrazione.
-Certo, bene allora la accompagno dalla sua futura padrona così poi andate al Ufficio schiavitù di Yson, intanto tu Joe arresta l'uomo.
Ordinò Frenk.
-No fermi aspettate, dovete lasciarlo lui.
-No principessa anche lui deve pagare.
-No vi prego pago io per lui.
-In questo caso il tempo di schiavitù per lei principessa raddoppia, diciamo che diventa un anno.
-Si va bene basta che lo lasciate fuori.
-Ok Il Pub di Freda era un locale delizioso con tanti tavolini al aperto e al interno dei tavolo i lunghi con delle panche.
Freda 58 enne era esattamente la versione femminile del fratello, grassa volgare piccola di statura con l'espressione cattiva.
Frank le si avvicinò e le parlò a voce bassa, la donna ad un certo punto si girò di scatto e rimase sorpresa vedendo la principessa Giuliette in carne ed ossa.
Di corsa andò a cambiarsi, e partirono subito per l'ufficio di schiavitù di Yson.

                                                       "" ""
-Vieni qui schiava. Ordinò Freda porgendo il piede alla Principessa Giuliette.
Da un paio di ore era ufficialmente la sua schiava
-Dai leccami il piede schiava e devi essere brava. Giuliette lo prese in mano era sporco, aveva un odore molto intenso, misto di sudore e gomma
-Annusalo bene e poi lavamelo con la lingua. Ordinò. Freda.
La principessa Giuliette era nuda in ginocchio, si sentiva umiliata, tiro fuori la lingua e comincio a solcare le dita e la pianta del piede, puzza ed è sporco.
Freda con l'altro piede comincio a strofinale la fica.
Giuliette non capiva più niente si sfregava il piede sul viso odorava e leccava, Freda si alzò la gonna e con lo sguardo la invito a leccargliela, Giuliette si diede da fare con la lingua, leccò come una pazza e in breve tempo arrivo on orgasmo magnifico.
Dopo un po’ quando si furono riprese, Freda cominciò ad accarezzarle i seni, i capezzoli della principessa Giuliette restavano ben eretti sotto le carezze della sua padrona Freda, Giuliette ancora scivolò tra le sue cosce, prima di cominciare a leccarle le baciò più volte la figa quasi in segno di devozione, Freda era fradicia, Giuliette le leccò la figa e poi il buchino, le succhio il clitoride, Freda gemeva forte gridava e ebbe un orgasmo, ma non erano ancora sfinite e continuarono tutta la notte a fare sesso. La ma mattina dopo il pub di Freda era pienissimo già dalle colazioni, la notizia che la principessa Giuliette si era fatta schiava di Freda si era diffusa velocemente e tutti erano lì per vedere con i propri occhi la principessa servire ai tavoli del pub di Freda. Dopo un paio di ore che stava lavorando Freda la chiamò.
-Vieni con me. Le disse e si diresse in bagno, tiro su la gonna tiro giù la mutande e si accovacciò sulla turca, sporgendo il sedere in fuori per non bagnarsi. Giuliette sentì il getto liberatorio di frisa schizzare nel bagno alla turca.
-Non guardarmi con quel aria spaurita, devi solo asciugarmi la figa con la lingua. Giuliette rimase senza fiato in silenzio.
-Su sbrigati schiava. Ordinò Freda dura, che nel frattempo si era rialzata in piedi Giuliette comincio a passarle la lingua, comincia ad aspirare, deglutisce e manda giù tutto, Giuliette arriva fino al clitoride girando tutto in torno la lingua, provocando a Freda un orgasmo molto intenso e a quel punto la lecca dalla figa al ano.
Freda godette ancora in silenzio. Poi dopo essersi ripresa le ordinò.
-Adesso torna al lavoro schiava.

Il lavoro era duro e faticoso, servire ai tavoli per molte ore e poi una volta che i clienti se ne erano andati dover fare le pulizie era estenuante. Giuliette lavorava duro e poi di notte doveva servire sessualmente la sua padrona Freda, spesso pensava a Tod l'uomo di lui si era innamorata e per il quale era finita il quel inferno, una sera era arrivato al pub, era in compagnia di altri due uomini e tre donne, si erano cercati con lo sguardo, ma lui non si era mai avvicinato neanche solo per salutarla, Giuliette provò una forte delusione è un enorme senso di tristezza, per lui era finita in quella situazione è adesso lui la ignorava così.

                                                           ""   ""
 
Intanto il regno di Yson continuava la sua vita di sempre con il rally automobilistico, il torneo di tennis, il concorso ippico tra i più prestigiosi al mondo la regata velica, i numerosi eventi mondani, sua altezza Sua Altezza il Re Edward Hanson era sempre presente ufficialmente a tutti gli eventi e premiava i vincitori la Regina consorte Linda "Herl" era sempre al suo fianco. Pasty la figlia primogenita sposata con una donna viveva fuori da palazzo nella tranquillità della campagna e non appariva mai nelle occasioni ne ufficiali ne mondane. Roger il terzo gemito 20 enne continuava a studiare a Londra, rientrava spesso nei fine settimana con l'aereo privato della famiglia in quanto si trattava di circa 20 minuti di volo da Londra.

Il primo Re di Yson fù Edward Hanson I, il quale ricevette in dono la minuscola Isola nel mare del Nord tra Inghilterra e Olanda dal Re 'Inghilterra, Giorgio II Augusto di Hannover nel 1730 Come premio, per i suoi servigi alla corona, Edward Hanson era Commander-in-Chief Plymouth ("Comandante in capo") della Royal Nevy nelle storiche battaglie di Beachy Head nel 1690, La Hougue 1692 e di Plaisance nello stesso anno. Lunga 100 km e larga 30 l' isoletta abitata per lo più da pescatori non interessava ne al Inghilterra ne al Olanda ne alla Francia o ad altre potenze per questo non ci furono tentativi di conquista da parte di nessuno. Formata da scogliere nel nord, un altipiano declinate valli e baie sabbiose nel sud, con un clima temperato, inverni miti ed estratti fresche, per circa 200 anni l'economia si è basata sulla pesca l'allevamento di bovini e la coltivazione di verdure, frutta, fiori, poi dalla metà del 900 la fonte principale di reddito è diventata il turismo per poi diventare un paradiso fiscale dove il 37 % della palpazione lavora nel settore bancario.

La capitale è Yson la seconda città è Hav, durante l'anno ci sono numerosi eventi come il rally in gennaio, il gran premio ippico in marzo, la regata velica in giugno, il torneo di tennis in luglio, il derby ippico in agosto. Ad ogni evento vi è un gran gala a palazzo.

                                               ""     ""
 
Lo sceicco Almir ogni anno passava circa un mese a Yson dove aveva molti interessi e un consistente capitale investito nell’ Bank of Yson. Arrivava con il suo mega yought ed era molto spesso ospite a palazzo della famiglia reale.
Da sempre molto attratto dalla bellezza nordica delle figlie di Re Edwards Honson Quinto, quando seppe che la bella principessa Giuliette era schiava in un pub si precipitò subito nel locale.
Arrivò con circa 20 guardie del corpo su un immenso SUV, il locale era ancora chiuso.
La principessa Giuliette e la sua padrona Freda erano nel appartamento sopra il locale, completamente nude e Giuliette le aveva massaggiato febbrilmente i seni, poi aveva cominciato a leccarle e succhiarle i capezzoli eretti, dopo di che aveva cominciato a leccarla dappertutto dal clitoride al buco del culo.
Furono interrotte in quel momento dal arrivo dello sceicco Almir.
-Voglio comprare la vostra schiava. Disse lo sceicco Almir a Freda.
-Le offro un milione di dollari.

 

mercoledì 15 luglio 2015

L'ESTATE ADDOSSO

Jovanotti
 
L’estate addosso
un anno è già passato
la spiaggia si è ristretta ancora un metro
le mareggiate
le code di balena
il cielo senza luna
l’estate addosso
il gesso a un braccio rotto
la voglia di tuffarsi
guardando entrare in acqua tutti gli altri
ma lei mi ha visto
che sono qui da solo
e forse parlerà con me
canzoni estive
minacce radioattive
distanti come un viaggio in moto in due
fino ad un locale aperto fino all’alba
ricordo di un futuro già vissuto da qualcuno

Prima che il vento si porti via tutto
e che settembre ci porti una strana felicità
pensando a cieli infuocati
ai brevi amori infiniti
respira questa libertà
ah ah ah ah
l’estate e la libertà

mercoledì 1 luglio 2015

IL BANDITO "Parte terza"

Don Maurizio, stava leggendo il giornale, l’articolo che attirò la sua attenzione era sulla cronaca locale.
“Far west in città, sparatoria dopo la rapina in banca, la seconda in quindici giorni”
Lesse tutto l’articolo che raccontava come erano avvenute le rapine e i successivi scontri fuoco con le forze del’ordine.
La sua mente andò subito indietro di oltre trent’anni tutto ricordava i colpi della banda di Gaetano prima che lui fosse arrestato.
Pensò subito a Federico e Maria e al fatto che da tempo non li vedeva più in parrocchia, li aveva solo sentiti telefonicamente due o tre volte dopo che le aveva affidato Gaetano appena uscito dal carcere e li aveva visti solo alla messa della domenica.
Gaetano doveva alloggiare da loro finché non avesse trovato una abitazione e un lavoro, ma non si era più fatto ne sentire ne vedere.
Decise che era arrivato il moneto di fare una visita ai suoi parrocchiani.

Mezzora dopo suonava il campanello di casa, si era presentato senza avvisare.
Quando si apri la porta rimase esterrefatto, davanti a lui Maria era nuda.
-Ma Maria sei matta come giri per casa?
Lei diventò rossa in viso e mostro di vergognarsi cercando di coprirsi con le braccia le parti intime e i seni.
-Don Maurizio, non l’aspettavo! Disse balbettando Maria.
-Vai subito a coprirti, se diventata matta?
Maria si girò e piano piano si diresse verso la camera da letto mentre Don Maurizio entrò nel atrio chiudendo la porta di casa alle sue spalle.
Maria ricomparve qualche minuto dopo con una vestaglia molto succinta che la rendeva incredibilmente attraente.
Lo precedette in salotto e una sorpresa ancora più grande colpi Don Maurizio, seduto sul divano vi era Gaetano che leggeva il giornale.
-Non eri nemmeno sola in casa? Chiese Don Maurizio rivolto a Maria, che rimase in silenzio, fu Gaetano a rispondere per lei.
-Si Don Maurizio la nostra Maria ora ha l’abitudine di girare nuda per casa.
Lei era rossa paonazza in volto si stava vergognando a morte.
-Si Maria è molto cambiata ultimamente, non è più la brava parrocchiana di qualche tempo fa. Disse Gaetano. Poi la guardò negli occhi e le disse.
-Datti da fare.
Maria senza mai guardare don Maurizio in faccia infilò la mano sotto la tonaca e le prese il pene in mano, lo senti ingrossarsi tra la sua mano, si inginocchiò davanti a lui, Gaetano le spinse la testa con la mano verso il pene eretto di Don Maurizio.
Maria con la punta della lingua cominciò un leggero movimento rotatorio sul prepuzio e sul glande.
-Fermati Maria, fermati cosa fai. Disse Don Maurizio.
Fu in quel momento che fecero irruzione nel appartamento i carabinieri con i fucili spianati.   

 

giovedì 25 giugno 2015

Losing My Mind - Perdendo la testa

Liza Minnelli


The sun comes up, I think about you – Il Sole sale, penso a te
The coffee cup, I think about you – La tazza di caffè, penso a te
I want you so, it’s like I’m losing my mind – Ti desidero tanto, è come stessi perdendo la testa
The morning ends, I think about you – Il mattino finisce, penso a te
I talk to friends and think about you – Parlo con gli amici e penso a te


And do they know it’s like I’m losing my mind – E loro sanno che è come stessi perdendo la testa
All afternoon doing every little chore – Per tutto il pomeriggio a fare lavori di routine
The thought of you stays bright – Il pensiero di te rimane luminoso
Sometimes I stand in the middle of the floor – A volte sono in piedi nel mezzo dela pista
Not going left, not going right – Non andando ne a sinistra ne a destra

I dim the lights and think about you – Abbasso le luci e penso a te
Spend sleepless nights to think about you – Passo le notti insonni pensando a te
You said you loved me, or were you just being kind? – Dici che mi ami, o sei stato solo gentile?
Or am I losing, Losing my mind? – O sto perdendo, perdendo la testa?

All afternoon doing every little chore – Per tutto il pomeriggio a fare lavori di routine
The thought of you stays bright – Il pensiero di te rimane luminoso
Sometimes I stand in the middle of the floor – A volte sono in piedi nel mezzo dela pista
Not going left, not going right – Non andando ne a sinistra ne a destra

I dim the lights and think about you – Abbasso le luci e penso a te
Spend sleepless nights to think about you – Passo le notti insonni pensando a te
You said you loved me, or were you just being kind? – Dici che mi ami, o sei stato solo gentile?
Or am I losing, Losing my mind? – O sto perdendo, perdendo la testa?

Or am I losing my mind? – O sto perdendo la testa?
Or am I losing my mind? – O sto perdendo la testa?
You said you loved me, or were you just being kind? – Dici che mi ami, o sei stato solo gentile?
Or am I losing my mind? – O sto perdendo la testa?
Or were you just being kind? – o sei stato solo gentile?
Or am I losing my mind? – O sto perdendo la testa?
Losing my mind? – Perdendo la testa
Losing my mind? – Perdendo la testa
Losing my mind? – Perdendo la testa
Losing my mind? – Perdendo la testa
Losing my mind? – Perdendo la testa

lunedì 1 giugno 2015

IL BANDITO Parte seconda


Parte seconda

 

Federico stava preparando la cena mentre Gaetano era affondato nella poltrona del salotto con in mano un bicchiere di birra e la testa appoggiata allo schienale, Maria le succhiava piano piano il cazzo.

-E’ proprio come avevo immaginato dalle lettere che mi scrivevi in carcere, sei una porca, la mia svuota coglioni, ah come succhi bene, il cazzo, vedrai schiavetta ne avrai altri tra un po’ da mettere in bocca, quelli dei miei compari, ehi tu cornuto, lo sapevi che le piacciono i cazzi grossi alla mia maiala e tu adesso non riuscirai più a soddisfarla dopo il mio e quelli che le daremo stasera.

Maria continuava a succhiare con impegno l’uccello di Gaetano e sentiva le secrezioni colarle sulle cosce, Federico era ansioso per l’arrivo degli altri tre, sia lui che Maria sapevano che sarebbe stata un esperienza che non avrebbero più dimenticato.

Quando suonò il campanello, Gaetano ordinò a Maria di andare ad aprire la porta cosi come si trovava completamente nuda, lei tremava dalla vergogna.

Quando aprì la porta si trovò di fronte i tre delinquenti che aveva cercato per volere di Gaetano, tutti e tre avevano un aria feroce e la guardarono con eccitazione.

-Entrate, Gaetano vi aspetta. Disse a voce bassa, tremando per la paura che qualche vicino passasse di li e la potesse vedere nuda e indifesa.

Gaetano e i suoi amici si salutarono con calorosi abbracci.

-Quanto tempo è passato. Disse il turco.

-Si finalmente ho finito di scontare la pena e adesso si torna alla vecchia vita. Affermò Gaetano.

- Sedetevi comodi.

-Cornuto porta un aperitivo ai miei amici, e tu Maria fai un pompino a tutti e tre, tanto per cominciare. ordinò Gaetano

Il primo ad aprire i pantaloni e tirare fuori il pene fu Carmelo Russo detto dumbo, e Maria capi subito il perché del soprannome che aveva, pur essendo smilzo Carmelo era superdotato, non aveva mai visto un pene cosi grosso, andò ad inginocchiarsi davanti a lui e cominciò a leccarglielo, poi a fatica lo prese in bocca sforzandosi di ingoiarlo tutto e cominciò a spampinarlo fino a farlo venire nella sua bocca e ingoio tutto, dopo un attimo fu la volta di Angelo Cammarrata detto Turco, che lo aveva di dimensioni più normali e alla fine toccò anche a Salvatore Rizzo detto orso, tutti e tre le vennero in bocca e lei inghiottì sempre ingoiato tutto.

Gaetano e i suoi amici facevano battute volgari ad alta voce e ridevano sguaitamete.

Federico comparve vicino alla porta del soggiorno e disse.

-Signori posso servire la cena quando volete.

-Tu starai in cucina ci servirà a tavola la svuota coglioni. Ordinò Gaetano.

I quarto si sedette a tavola, Maria completamente nuda cominciò a servire a tavola.

-Dunque amici, ho conosciuto questa coppia quando ero in carcere, tramite Don Maurizio, che è diventato il mio padre confessore ed è il parroco del paese.

Federico e Maria erano una coppia modello quando hanno cominciato a scrivermi in carcere, dopo le prime lettere di conoscenza, mi hanno confessato che stavano vivendo una vita piatta senza emozioni e nonostante si amassero avevano bisogno di qualcosa di eccitante nella loro vita, non solo eccitante ma anche perverso e proibito, piano piano si sono messi a nudo e mi hanno raccontato tutte le loro fantasie più perverse.

Le ho scritto anche io e li ho rassicurati che sarei stato in grado di farle vivere tutte le loro fantasie, ma avrebbero dovuto aiutarmi a rimettere insieme la mia vecchia banda, e darci appoggio nelle nostre future attività. Rapine, estorsioni, ricatti, ecc..

Ecco come mi hanno risposto.

Gaetano estrasse dalla tasca dei pantaloni un pezzo di carta piegato, lo aprì poi chiamò Maria.

-Vieni qui e leggi ai mie amici quello che mi hai scritto.

-Si Padrone.

Maria si avvicino prese la lettera dalle mani di Gaetano e cominciò a leggere.

 

Padron Gaetano è la vostra schiava Maria che vi scrive.

Innanzitutto per ringraziarmi di aver capito esattamente di cosa abbiamo bisogno io e mio marito Federico.

Per vivere una vita vera abbiamo bisogno di provare sensazioni forti e di essere dominati, sia sessualmente che psicologicamente da un uomo duro che sappia farsi ubbidire e servire.

Non vedo l’ora di diventare la vostra schiava qui in casa mia con mio marito che farà solo da servitore e al limite ci osserverà.

Ho già contattato, uno dei vostri amici, telefonicamente e si è detto disponibile a tornare in attività con voi quando uscirete dal carcere.

Vostra schiava Maria.

 

Maria aveva letto con voce tremate quello che aveva scritto, si vergognava tremendamente a leggerlo cosi nuda davanti a persone non conosceva.

Era rossa in volto dalla vergogna, piegò la lettera la riconsegno a Gaetano mettendosi in ginocchio davanti a lui, il quale con un gesto bonario le passo la mano sulle testa come si fa con un cane ubbidiente.

-Da oggi comincia per te e per tuo marito una nuova vita, stanne pure certa schiava. Disse Gaetano.