martedì 27 settembre 2016
lunedì 12 settembre 2016
lunedì 15 agosto 2016
LA MOGLIE PUTTANA
Questa
mattina come sempre ho portato la colazione a letto a mia moglie Maria.
Erano mesi
che non facevo sesso con lei da quando ha Nunzio come amante succede sempre
di meno.
Con lui ha a trovato
quello che cercava, un uomo dominate, è diventata sua schiava devota, docile
e sottomessa accetta tutto da lui ed esegue senza discutere qualsiasi ordine
è diventata un giocattolo erotico di quell'uomo eppure è sempre contenta,
quando la scopa raggiunge l'estasi. Lo dice sempre.
Ieri sera
dopo aver cenato a casa nostra lui le ha detto con voce dura.
-Stasera
voglio che tu faccia la puttana per me.
-Mah....
-Non ammetto
discussioni, adesso ti vesti con quello che ho scelto e ti ho appoggiato sul
letto in camera, ti porto io nel posto giusto. Tu stai tranquilla sul bordo
della strada e al primo che si ferma chiedi cento euro, se le va bene sali in
macchina e fai tutto quello che ti chiede, come una vera puttana.
-Ma screzi?
Ha detto ridacchiando in modo nervoso.
-Niente
affatto, sbrigati.
Maria andò
un camera piangendo, ma in realtà aveva già accettato di fare la prostituta per
lui.
Un quarto
d'ora dopo Nunzio e mia moglie Maria uscirono di casa lei indossava una
minigonna che le copriva a malapena le mutandine e una camicetta oscena che le
lasciava scoperto quasi totalmente le tette, e tacchi a spillo 12 centimetri.
Io ero in
uno stato di agitazione terribile non riuscivo a crederci.
Quando
rientrarono verso l'una di notte, erano abbracciati lui le teneva una mano
sulla tetta.
-Tua moglie
è diventata una puttana provetta.
Maria apri
la mano e mostrò trecento euro.
-Questi li
guadagnati per te. Le disse.
Lui li
prese.
-Hai
dimostrato di essere brava, adesso andiamo a letto.
Lei appoggiò
la testa sulla sua spalla e si avviarono in camera da letto.
Li ho
sentiti scopare a lungo e verso le tre di notte lui se ne è andato.
Ho
appoggiato il vassoio sul letto, lei mi ha guardato in modo malizioso, ha tolto
il lenzuolo che le copriva le gambe, erano rilassate e leggermente
aperte.
Le ho
accarezzato le cosce, lei mi ha lasciato fare, dopo averle massaggiato a lungo
le tette, ho visto che mi guardava ansiosa, mi sono messo sopra di lei aveva il
respiro affannoso, ha inarcato la schiena, ha preso il mio pene per guidarlo
dentro di se, lentamente l’ho spinto dentro, ormai stavano scopando Maria
rispondeva con slancio, presto comincio a gemere di piacere.
-Ahhhhh
Ahhhhhh Ahhhhhh... Gridò
-Siiii
Siiii. Rantolava, mugugnava e si agitava come indemoniata.
Siamo venuti
insieme, poi ci siamo abbandonati sfiniti.
Dopo qualche
minuto, Maria mi disse.
-Metti 100
euro sul comodino prima di uscire dalla camera
lunedì 1 agosto 2016
BULL DI FAMIGLIA II
Al
improvviso i movimenti dei fianchi di Giuliana accelerarono in modo violento,
ci guardavamo fisso negli occhi, mentre la penetravo le pizzicavo i capezzoli e
massaggiavo le tette.
Giuliana si
dava con passione gemeva sotto i mie colpi finché ha goduto in modo violento,
io mi trattenni e continuai a scoparla, era il suo terzo orgasmo come mi
confermò dopo.
-È stato un
piacere immenso. Mi disse sussurrando dopo che anche io ero venuto con colpi
sempre più rapidi.
-Riempimi ti
prego, vorrei tanto che mi mettessi incinta.
Mi
sussurrava languida.
Dopo esserci
ripresi dal interminabile e appagane scopata mi disse.
-Io dicevo
veramente prima, sogno di avere un figlio da te, sai che da un po’ di tempo ho
smesso di prendere la pillola e con Gabriele non ho più rapporti, da quando ci
sei tu insieme abbiamo deciso di non fare più niente.
-Non me lo
avevi detto! Ho risposto.
-Avevo paura
che ti arrabbiassi e non volevi.
-Ma no, non
sai che piacere mi fa, sarei felicissimo di avere un figlio da te.
-Amore ti
amo non ho mai amato nessuno come te, sono tua completamente e totalmente tua,
ti supplico promettimi che se ti stancherai di me come amante mi terrari come
serva,
-Non mi
stancherò di te stai tranquilla.
-Considerami
comunque sempre tua serva.
-Certo la
mia dolce serva devota.
A questo
punto comincio a darmi piccoli baci dappertutto facendomi eccitare ancora.
Era domenica
notte e fu un week end molto intenso quello del mio cinquantesimo compleanno.
Il sabato
mattina ero arrivato al tennis club per le nove, dovevo giovare con dei
dirigenti del azienda dove lavoro come venditore, Gabriele camminava dietro di
me portando la mia sacca con tre racchette, palline asciugamano e bottigliette
di bevande.
Ha fatto in
raccattapalle, correndo da una parte all'altra del campo per raccogliere le
palline è sempre di corsa ce le portava, quando ci fermavamo per cambiare campo
portava da bere e gli asciugamani per togliere il sudore.
È stato
bello vederlo così asserito anche fuori dalle mura domestiche.
Il pranzo a
casa loro è stato come al solito molto buono e abbondante cucinato alla
perfezione da Giuliana con il grembiule blu legato ai fianchi da perfetta
casalinga, come piace a me, nel pomeriggio io e lei siamo usciti per lo
shopping in vista della nostra partenza per il mare.
Giuliana si
è presa un paio di costumi nuovi, un vestitino da spiaggia è un tubino molto
elegante che la fasciava mettendo in risalto le sue curve generose, rossetti e
altri accessori per il trucco, due completini intimi molto pregiati e un nuovo
grembiule giallo tinta unita.
Verso le
sette abbiamo preso un aperitivo in centro, ci siamo seduti ad un tavolino nel
dehor di un bar quando squillò il cellulare di Giuliana.
-Posso
rispondere? Mi chiese.
Quando siamo
io e lei se le suona il cellulare mi chiede sempre se può rispondere, mi ha
detto che è perché non vuol escludermi o disturbarmi e stare a sostenere una
conversazione al telefono, non essendo presente è dedicata totalmente a me.
-Si certo
rispondi. Le dissi.
Era sua
sorella Marianna 34 enne, le disse che siccome faceva molto caldo, avrebbe
voluto andare la prossima settimana nella casa di Loano in Liguria.
Giuliana le
rispose.
-Certo che
puoi, ci saremo anche io e Carlo la settima prossima.
-Ah magari
volete stare soli? Chiese Marianna.
-Non ti
preoccupare c'è spazio per tutti. Le rispose Giuliana.
Quando
chiuse la conversazione, mi disse.
-Non ti
dispiace vero se viene anche mia sorella, sai che si è appena lasciata col
fidanzato dopo tanti anni.
-È casa vostra,
potete fare come volete. Risposi.
In effetti
la casa era stata lasciata dai loro genitori alle due figlie.
-Amore tu
devi considerati lì padrone di casa, sia qui a Milano che a Loano io sono solo
la tua serva.
Ho detto di
si a mia sorella così puoi approfittarne per corteggiare sai che ha un debole
per te, se vuoi vedrai che non avrai problemi a portatela a letto.
-Sei una
donna fantastica. Le ho detto.
-Per
servirti. Mi ha risposto.
Dopo
l'aperitivo abbiamo deciso di restare fuori a mangiare una pizza io e lei.
-Ho
telefonato a Gabriele.
-Noi ci
fermiamo a mangiare fuori. Le ho detto.
-Grazie di
avermi avvisato, vi aspetto alzato.
-No vai pure
a dormire che domani avrai molto da fare. Le ho detto.
Dopo la
pizzeria abbiamo fatto una passeggiata mangiando un gelato,
Giuliana mi
ha chiesto il permesso di telefonare a Francesca sua figlia che era da un
amica.
-Ciao mi
raccomando domani mattina arriva a casa presto che abbiamo tante cose da
preparare per la festa. Le disse.
-Certo mamma
stai tranquilla, come sta il nostro uomo di casa? Rispose Francesca.
-Sta bene il
nostro padrone, è in forma e affascinate come sempre. Ha risposto Giuliana.
Tornati a
casa siamo andati direttamente in camera, ci siamo spogliati a vicenda, l'ho
abbracciata, era bagnatissima, ci siamo sdraiati sul letto l'ho penetrata
con colpi secchi, spingendo sempre più in fondo.
Lei
pronuncia dolce te. -Sono la tu donna, appartengo a te e a nessun altro, voglio
un figlio che sia nostro, mettimi il tuo marchio ti prego.
Dopo circa
venti minuti Giuliana era tutto un godere, sentiva il fuoco dentro la fica e
non sapeva più quante volte era venuta.
-Voglio solo
sentirti godere dentro di me. Mi disse. E a quel punto espose tutto il mio
piacere.
La domenica
mattina Gabriele, ci ha portato la colazione a letto, Giuliana ignorandolo
completamente mi disse.
-Amore devo
subito mettermi al lavoro per la festa di oggi, c'è un gran da fare.
-Non
stancarti troppo. Le ho detto
-Ma no c'è
anche Francesca che mi aiuta poi c'è lo sguattero per i lavori pesanti.
-Certo non
devi fare lavori pesanti, potresti essere incinta dopo stanotte.
Gabriele si
è immobilizzato e mi ha guardato fisso.
-Cosa
guardi? Stiamo cercando di avere un figlio, è normale per due che si amano.
Disse Giuliana.
Gabriele non
disse niente.
Dopo la
colazione e la doccia, sono uscito a fare due passi e comprare il giornale
mentre Giuliana,Gabriele e Francesca si davano da fare in casa a cucinare e
preparare tutto.
Quando sono
rientrato verso mezzogiorno, la tavola era perfettamente imbandita a festa.
Giuliana e
Francesca indossavano un abitino estivo elegante e sopra il grembiule bianco
liscio molto bello
La nostra
situazione non si può definire dominazione, semplicemente devozione nei mie
confronti da parte di un intera famiglia, che mi considera la persona che ha il
ruolo predominate sugli altri e può impartire ordini e divieti come anche
punire, insomma una specie di capofamiglia di una volta.
Il pranzo e
stato molto buono, Giuliana e Francesca hanno servito a tavola, Gabriele è
stato in cucina ritto il tempo.
Atmosfera
gioviale e rilassata, una bella festa, Giuliana diceva tranquillamente a tutti
che il giorno dopo saremmo partiti noi due soli per il mare.
giovedì 7 luglio 2016
venerdì 1 luglio 2016
BULL DI FANIGLIA
Era un tardo
pomeriggio di un giorno feriale, io e Giuliana eravamo a letto, avevamo appena
finito di fare sesso.
Giuliana
aveva la testa appoggiata sul mio petto.
-Sei
diventato l'idolo di mio marito, ti vede come un Dio. Mi ha detto.
-Addirittura.
Ho risposto.
-Hai notato
in oltre che da un po' Francesca mi aiuta nelle faccende di casa e si mette i
miei grembiuli?
-Si è li
porta molta bene, devo dire.
-Ha capito
che ti fa piacere vederci sbrigare i lavori domestici con su il grembiule.
-Ah be è
sveglia la ragazza.
-Vedrai
domenica che facciamo la festa per il tuo cinquantesimo compleanno e abbiamo
invitato qualche amico qui, ne abbiamo comprato due uguali bianchi lisci da
cameriera per l'occasione.
-Wow non
vedo l'ora di ammirarvi.
-Vedrai le
tue servette al lavoro, anche se io sono più una servotta che una servetta
-Ma no siete
tutte e due giovani e belle.
-Amore mio
ti amo, ti adoro, grazie. Mi disse in modo languido.
Si è messa
giù di schiena nel letto e ha aperto le gambe, tirandomi sopra di lei,
facilmente sono scivolato fino in fondo, sentivo la sua vagina aprirsi per
semplificarmi il compito, poco dopo in preda ad un violento orgasmo mi ha
sussurrato.
-Fammi tutto
dentro, svuotati i coglioni nella mia fica.
Da un anno a
questa parte sono il bull fisso di una bella coppia sposata, lei è una 42 enne
molto attraente bionda con i capelli lunghi fino sotto le spalle, un fisico
giunonico, pieno e sodo con le curve giuste al posto giusto ha una quinta di
reggiseno ed è una casalinga sempre vestita in modo semplice, gonne diritte
lunghe fino sotto il ginocchio, camicette che da un po' di tempo tiene
sbottonate fino al décolleté e sopratutto cosa che adoro quando è in casa porta
sempre il grembiule da cucina, che il suo fisico sensuale rende molto eccitate
a dire la verità qualsiasi cosa si mette è molto eccitante
Lui è il
direttore di una piccola azienda ha 45 anni ed è un uomo di un metro e
ottantacinque per novanta chili dal carattere molto mansueto.
Hanno una
figlia di 19 anni, bella ragazza che studia e anche lei mi ha accettato bene
come se fossi uno di casa, Giuliana che è normalmente una donna decisa e
autoritaria con me è molto obbediente e passionale, un amante perfetta.
Fin
dall'adolescenza mi piace e mi eccita vedere una donna che porta il grembiule,
in quel periodo abitavo sopra una pescheria, ricordo ancora la proprietaria che
indossava sempre un grembiule blu di gomma lungo legato stretto che metteva in
risalto le sue generose curve.
La mia prima
esperienza sessuale a 18 anni e stata con la
Donna di
sevizio di una famiglia che abitava nel mio stesso condominio, lei aveva 39
anni ai tempi era una domestica
convivente,
per tre anni ho quasi ignorato le mie coetanee, quando i suoi datori di lavoro
uscivano per una gita domenicale o per una serata con gli amici per correre da
lei, di solito era vestita in modo
normale per
lavorare vale a dire camicetta o maglietta,
gonna e
grembiule solo raramente nelle occasioni
importanti
metteva la divisa che era composta da un
camice azzurrino
chiaro e un bellissimo grembiule bianco
con
pettorina.
Una volta
memorabile che i suoi padroni era fuori per il
week end, mi
accolse così in divisa, credevo di morire dal
eccitazione
ci siamo buttati sul divano e l'ho spogliata freneticante mentre lei mi diceva.
-Ti prego
scopami, subito, come sai fare tu.
Iniziai a
penetrarla con decisine, lei incrocio le gambe sulla mia scienza trattenendomi
dentro di lei, mi lasciai andare e venni prontamente nel suo ventre eruttando
lunghi getti di sperma.
Un giorno
qualche anno dopo in un centro commerciale nel reparto della biancheria
per la casa ho visto una signora che guardava e addirittura se li provava i
grembiuli in vendita.
Mi sono
avvicinato e le ho detto.
-Sta
benissimo con tutti ma per me il migliore è quello verde, vedrà l'effetto su
suo marito questa sera.
-Lei ha
sorriso in modo malizioso e mi ha risposto.
-Mio marito
è via per lavoro, perché non viene lei a cena da me stasera così vediamo se
funziona.
Per un anno
e mezzo è stata la mia amante.
Giuliana e
Gabriele li ho conosciuti a casa di amici comuni un paio, di anni fa, ci siamo
subito capiti alla perfezione, in pubblico ci comportiamo con discrezione
anche se il fatto è di dominio pubblico tutti sanno che siamo amanti e che lei
mi considera il maschio di casa mentre Gabriele è il marito sottomesso un po'
in disparte che rimane ai margini.
Con grande
semplicità Giuliana e Gabriele non discutono mai le mie decisioni, non mi
interrompono mai quando parlo e sono sempre docili e remissivi.
Anche senza
che io lo chieda svolgono commissioni per me e fanno quello che io non voglio o
no ha voglia di fare.
Giuliana è
come se fosse la mia mogliettina sottomessa e ubbidiente mentre Gabriele si è
ritagliato il ruolo del servo fedele silenzioso e discreto.
Francesca la
loro figlia fino a qualche tempo fa era indifferente a me e alla mia presenza,
ultimamente invece sembra anche lei molto condiscendente
La sera sono
rimasto a cena da loro come al solito mi sono seduto a capotavola
"Ormai quello è il mio posto"
Giuliana
stava spadellando, come sempre portava un grembiule blu con i bordi bianchi,
bellissima, Giuliano mi ha portato un prosecco come aperitivo con delle
patatine, anche lui indossava un grembiule tipo barista nero lungo fino ai
piedi, in quel momento è arrivata Francesca la loro figlia 19 enne, si è messa
anche lei il grembiule, quello rosso di sua mamma che era appeso vicino al
lavello della cucina, il paradiso per me un sogno ad occhi aperti, no riuscivo
a pensare ad una situazione migliore.
Inaspettatamente
Francesca ha preso una bacinella l'ha riempita d'acqua e come di solito fa sua
mamma me l'ha portata a tavola per farmi lavare le mani, mi hanno viziato così.
Di solito
Giuliana ha anche un asciugamano appeso al braccio, che mi porge dopo per
asciugami le mani.
Invece
Francesca ha detto.
-Asciugati
nel mio grembiule. Mi sono eccitato.
L'ho fatto
molto lentamente, dopodiché Francesca ha portato via la bacinella ed è rimasta
con su il grembiule umido, la cosa è stata entusiasmante per me.
Gabriele si
dava da fare a riempirmi sempre il bicchiere sia di acqua che di vino.
-Perché tu e
la mamma non andate un po' nella casa di Loano?
Ha detto
Francesca.
-Così state
insieme da soli voi due. Ha aggiunto.
-Avrei proprio
voglia di stare un po’ da sola con te nella casa di Loano, cucinare solo per te
e viziati come si deve. Ha risposto Giuliana.
-La
settimana prossima dovrei riuscire a rinviare i miei impegni di lavoro e
possiamo andare. Ho risposto
-Grazie
amore. Ha detto Giuliana.
Durante la
cena abbiamo chiacchierato amabilmente di tutto, Gabriele come sempre rimase in
silenzio tutto il tempo.
Appena
finito di cenare Francesca si alzò dicendo.
-Dai papà
laviamo i piatti noi così Carlo e la mamma stanno un po' tranquilli tra di
loro.
Io e
Giuliana ci siamo alzati e siamo andati in salotto mentre loro riordinavano la
cucina è lavavano i piatti, per circa una mezz'ora ci siamo scambiati effusioni
sul divano, quando sono usciti dalla cucina Francesca e Gabriele, entrambi
avena su ancora il grembiule.
-Signor
Carlo io e mio papà volevamo dirle una cosa.
-Si ditemi.
Ho risposto.
-Io e mio
papà abbiamo grandissima ammirazione in voi, e siamo contenti che frequentiate
la nostra casa, per questo vogliamo promettervi che d'ora in poi obbediremo ad
ogni vostro ordine senza mai replicare e con immediatezza.
Siamo
anche disposti a sopportate pazientemente qualsiasi caustico per aver mancato.
-Bene è una
promessa impegnativa, siete convinti ?
-Si. Hanno
detto in coro.
Giuliana si
è alzata dal divano ed è andata ad abbracciare la figlia, ignorando il marito.
- Francesca
cara sono contenta, mi raccomando obbedisci ciecamente e immediatamente
ai suoi ordini senza nessun ritardo concederti con dolcezza, senza
repliche, con gioia, senza tristezza; soprattutto obbedisci con amore. Le
ha detto.
Io ero
stupito è molto colpito positivamente di quello che avevo appena sentito
-Allora
cominciamo con una cosa semplice, da adesso in poi tu Francesca non userai più
i pantaloni, sempre gonne ampie, come tua mamma.
-Si padrone.
Rispose.
Poi si
rivolse a Giuliana.
-Ti prego
perdonami mamma ma ho capito che l'unica cosa che voglio è sottomettermi e obbedire
a Carlo e diventare la sua deliziosa schiavetta che obbedisce con piacere al
suo padrone.
Si
inginocchiò per terra davanti a me, mi sbottono i pantaloni, con decatizza
prese in mano il pene e le diede un piccolo bacio, il mio pene era già eretto.
Mi guardava
dal di sotto, inginocchiata col sedere appoggiato sui talloni, Giuliana e
Gabriele anche loro guardavano senza dire niente ero eccitatissimo.
Cominciò a
leccarmi tutto il sesso, poi lo prese in bocca e lo succhiò con dedizione e
sempre più foga, finché non raggiunsi l'orgasmo rivedendo tutto nella sua
bocca.
Dopo qualche
minuto quando mi sono ripreso ho detto.
-Adesso devo
andare a casa, perché domani mattina devo partire presto e sarò via tutto il
giorno, Gabriele sabato mattina alle dieci vieni al tennis che devo giocare con
dei dirigenti della azienda dove lavoro. Farai il raccattapalle.
-Certo
grazie padrone. Mi ha risposto.
Etichette:
Bull di famiglia,
Cuck,
Dominazione,
Sottomissione,
Tradimenti
Iscriviti a:
Post (Atom)